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martedì 24 giugno 2025

Mistero in Antartide: Segnali “impossibili” dal cuore della Terra sfidano la fisica.

Diversi anni fa un esperimento in Antartide ha captato segnali radio anomali che sembrano contraddire le attuali teorie della fisica delle particelle. 
Sono tutt'ora oggetti di studio.

L’ANITA (Antarctic Impulsive Transient Antenna), un progetto balistico condotto da un team internazionale inclusi ricercatori della Penn State, ha registrato impulsi radio che emergono dal ghiaccio a forti angoli ascendenti, un fenomeno inspiegabile con i modelli attuali basati su neutrini o raggi cosmici.

L'obiettivo dell'esperimento ANITA era di comprendere meglio eventi cosmici distanti analizzando i segnali che raggiungono la Terra. 
Normalmente, si attendono segnali da neutrini, particelle subatomiche elusive che attraversano la materia con scarsa interazione. 

I segnali rilevati provengono da angoli fino a 30 gradi sotto l’orizzonte, suggerendo che le particelle abbiano attraversato migliaia di chilometri di crosta terrestre prima di emergere, quindi queste particelle che hanno attraversato la Terra emettendo questo segnale ci si aspetterebbe che siano neutrini.

Infatti come sottolinea Stephanie Wissel, fisica della Penn State e membro del team ANITA, un segnale del genere dovrebbe essere assorbito durante il passaggio attraverso la Terra, se non fosse legato al passaggio di neutrini. Se non corrispondesse a questa particella genererebbe un problema di fisica e matematica difficilmente risolvibile ...

mercoledì 28 settembre 2011

Che succede se la velocità della luce non è più quella di una volta


L'esito clamoroso dell'esperimento condotto tra il Cern ed il Gran Sasso e le sue sostanziali implicazioni: cosa vuol dire in pratica che un neutrino supera la velocità della luce?

Dopo la sua morte, Albert Einstein non ha certo avuto una vita facile. Nonostante le migliaia di verifiche sperimentali che hanno confermato con assoluta precisione la sua teoria della relatività, che all’epoca in cui fu per la prima volta esposta – nel 1905 – era appunto solo una teoria priva di riscontri empirici, c’è sempre chi spera di demolire quello che oggi è il più solido tempio della fisica moderna. 
Non fosse altro perché Einstein è Einstein, un’icona, un “mostro sacro”, e coglierlo in fallo vorrebbe dire riscrivere in buona parte la fisica odierna e aggiudicarsi un sicuro premio Nobel. Perciò, di dichiarazioni sensazionalistiche al riguardo ne sono state fatte tante, nessuna delle quali davvero capace di incrinare la solidità della fisica relativistica. Eppure, il risultato raggiunto dall’esperimento CNGS (Cern Neutrinos to Gran Sasso) è tale da far tremare i polsi, perché ad annunciarlo non è certo un misconosciuto scienziato fai-da-te, ma la più importante comunità scientifica oggi attiva, che fa a capo al miracoloso acceleratore di particelle LHC del Cern di Ginevra. 
Proprio quello che, secondo teorie catastrofiste in voga qualche anno fa su Internet, avrebbe potuto produrre un buco nero capace di inghiottire tutta la Terra. Invece, il potentissimo acceleratore sta producendo scoperte sorprendenti e gli scienziati di tutto il mondo guardano a Ginevra allo stesso modo in cui le borse mondiali attendono trepidanti i responsi di Wall Street...