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lunedì 27 aprile 2026

Il nuovo telescopio Roman della NASA verrà lanciato molto prima del previsto

 La NASA accelera i tempi: il telescopio spaziale, che sarà dedicato allo studio di energia oscura, galassie ed esopianeti, potrebbe partire con otto mesi di anticipo
 
Il prossimo telescopio della NASA, il Nancy Grace Roman Space Telescope, potrebbe essere lanciato prima del previsto e non a maggio 2027 come originariamente programmato, ha fatto sapere l'agenzia spaziale statunitense. 

Ora, il lancio è previsto all'inizio del prossimo settembre... 

mercoledì 25 marzo 2026

I 45 mondi migliori dove cercare vita aliena

Uno studio pubblicato su Mnras fornisce una lista di ben 45 esopianeti rocciosi nella zona abitabile, individuati grazie ai dati di Gaia e dell’Exoplanet Archive della Nasa. 
Questi mondi, tra cui la vicina Proxima Centauri b e il famoso Trappist-1 e, ricevono dalla loro stella un’energia molto simile a quella che la Terra riceve dal Sole e potrebbero avere acqua allo stato liquido in superficie

di Maura Sandri

Tra gli oltre seimila esopianeti scoperti finora, un gruppo di astronomi ha individuato poco meno di 50 mondi rocciosi che presentano le probabilità più elevate di essere abitabili. Il loro studio, pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, sarebbe molto utile in uno scenario come quello descritto nel film Project Hail Mary appena uscito nelle sale, in cui il protagonista (interpretato da Ryan Gosling) viene inviato nel sistema planetario di Tau Ceti alla ricerca di un modo per salvare la Terra...

sabato 25 febbraio 2023

Scoperte 6 galassie grazie al telescopio Webb della Nasa. «Sono così antiche che non dovrebbero esistere»

Il telescopio spaziale James Webb della NASA individua sei galassie «massicce» così vecchie che non dovrebbero esistere. 

Si tratta di in una scoperta che «spinge i limiti della nostra comprensione della cosmologia». 

Il nuovo super telescopio spaziale della NASA è stato costruito per scrutare fino all'alba dei tempi e darci indizi su come è nato l'universo. 

In meno di un anno, James Webb ci ha già abbagliato con immagini incredibili, ma ora sta sfidando la nostra stessa comprensione delle origini delle galassie.

Infatti, l'osservatorio da 10 miliardi di dollari ha appena individuato sei galassie «massicce» nell'universo primordiale che sono così vecchie che non dovrebbero esistere.

«Questi oggetti sono molto più massicci di quanto ci si aspettasse», ha dichiarato Joel Leja, professore assistente di astronomia e astrofisica alla Penn State che poi spiega «Ci aspettavamo di trovare solo galassie piccole, giovani e neonate in questo momento, ma abbiamo scoperto galassie mature come la nostra, in quella che in precedenza era considerata l'alba dell'universo»...

martedì 12 marzo 2013

Tyche: gli scienziati cominciano a credere alla sua esistenza

Nel 1999, una coppia di ricercatori constatò che molte comete osservate, presentavano forti deviazioni in relazione alle orbite calcolate. Secondo loro, questo sarebbe provocato dal’attrazione gravitazionale di un pianeta quattro volte più grande di Giove, nascosto dentro il sistema solare.
Hanno battezzato questo grande oggetto col nome di TYCHE.

Nell'occasione, John Matese e Daniel Whitmire, legati alla Università della Lousiana-Lafayette, pubblicarono un articolo proponendo che solamente la presenza di un oggetto di grande massa dentro la nube di Oort, una regione circolare localizzata a quasi 1 anno luce dal Sole, poteva spiegare le anomalie viste nelle traiettorie delle comete provenienti da quella regione. Secondo gli scienziati, a causa della luminosità molto tenue e della bassissima temperatura, l´esistenza di Tyche poteva essere provata solo attraverso delle immagini a infrarosso e di quella regione spaziale e hanno atteso che il telescopio spaziale WISE, lanciato nel 2009, cominciasse a inviare le immagini.

Recentemente, a causa della divulgazione parziale di dati del telescopio WISE, la teoria di Matese e Whitmire è ritornata ad essere oggetto di speculazioni e dibattiti tra gli astrofisici. Questo a causa che la NASA ha confermato che la prima parte dei dati raccolti dal satellite, saranno divulgati ad aprile 2011 e la seconda parte dei dati sarà resa pubblica nel marzo del 2012. “esistono forti evidenze che esiste un grande oggetto in quella regione” ha detto Mantese. “Il tipo di deviazione nella orbita di alcune comete persiste. È possibile che sia appena una casualità statistica, ma questa probabilità diminuisce man mano che abbiamo più dati accumulati negli ultimi 10 anni”. Mantese spiega che la quantità di dati generati dal telescopio è immensa e che utilizzare e sfruttare questo banco di dati può significare un lavoro molto lungo. “Non abbiamo una previsione esatta, forse 2 o 3 anni fino a che possiamo trovare qualche cosa, ma se l´oggetto è lì allora lo troveremo”. Nel caso che Tyche esista realmente, secondo i due astrofisici, esso si troverà a 2,25 trilioni di chilometri di distanza. Sarebbe un oggetto gassoso e avrebbe un periodo di rivoluzione di 375 anni...