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giovedì 2 aprile 2026

La storia dell'acqua nel cosmo, secondo Herschel

 
Dalle nubi interstellari ai pianeti abitabili: lo studio passa in rassegna tutto quello che si è scoperto sul ruolo dell’acqua nell’universo grazie all’osservatorio spaziale Herschel. 
Il lavoro, a cura di un team internazionale a cui hanno partecipato ricercatrici e ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica, sarà un riferimento importante in questo campo di ricerca per i prossimi vent’anni.

(Immagine: Nubi molecolari nel complesso W3/W4/W5, osservate con Herschel. Crediti: ESA/Herschel/NASA/JPL-Caltech, CC BY-SA 3.0 IGO; Acknowledgement: R. Hurt (JPL-Caltech))

L’acqua è una molecola fondamentale per la vita sulla Terra, eppure le sue “avventure cosmiche” non erano ben note fino a dieci anni fa: i luoghi e i meccanismi di formazione negli spazi interstellari erano piuttosto misteriosi, tanto quanto i processi che potessero averla portata sul nostro pianeta. 

Uno dei limiti a questi studi è la presenza stessa di acqua, o meglio vapore acqueo, nella nostra atmosfera, che ostacola le osservazioni effettuate con i telescopi da terra. 

Tutto è cambiato grazie all’osservatorio spaziale Herschel, lanciato dall’Agenzia spaziale europea (Esa) nel 2009 e operativo fino al 2013 ...

venerdì 27 febbraio 2026

E se l'universo fosse un grande organismo vivente?

 
Dal microbo più piccolo al mammifero più grande, l’uomo è convinto di riuscire a riconoscere la vita.
Ma potrebbe esistere anche su scala molto più grande, diciamo a “livello cosmico”, in cui i pianeti fungono da cellule e i buchi neri da DNA dello spazio? I segreti del cosmo potrebbero risiedere nella biologia invece che nella fisica? Insomma, l’Universo è vivo?

Cosa rende vivo un organismo? Cosa ci rende diversi da un sasso o da un robot? È il battito del cuore? Sono i pensieri che abitano la nostra mente? O per il fatto che nasciamo, cresciamo e moriamo? Alcuni scienziati hanno pensato che potremmo condividere questi aspetti con qualcosa di molto più grande: è possibile che l’intero cosmo sia un unico organismo vivente, nel quale viviamo e ci muoviamo?

Tutta la vita può essere fatta risalire ai pochi organismi unicellulari che esistevano nell’Archeano. Oggi, dopo circa 4 miliardi di anni, ci troviamo a condividere il pianeta con elefanti, balene e altre 8 milioni di specie eucariotiche.
Chiaramente, tutti gli esseri viventi sul nostro pianeta sono interconnessi, tanto da far pensare di essere tutti parte di un unico organismo vivente. Siamo come le centinaia di diversi tipi di cellule del nostro corpo che costantemente muoiono e si rinnovano? Facciamo parte di un organismo complesso più grande di noi? ...

venerdì 20 febbraio 2026

Alaknanda: la galassia impossibile che anticipa il futuro del cosmo

Il James Webb Space Telescope ha rivelato una galassia a spirale perfetta apparsa quando il cosmo aveva appena un decimo della sua età attuale. La sua esistenza sfida ogni previsione teorica e ci costringe a ripensare la nascita delle prime strutture galattiche.

Per anni abbiamo raccontato la storia dell’universo giovane come un tumulto ancora informe. Le prime galassie, secondo i modelli classici, erano piccoli agglomerati disordinati, dominati da instabilità, collisioni e turbolenze: tutt’altro che pronti a scolpire bracci a spirale netti e simmetrici. Le strutture eleganti - i dischi sottili, i bulge ben definiti, le spirali a grande disegno - venivano considerate il risultato di una lunga maturazione cosmica, il frutto di miliardi di anni in cui la gravità avrebbe lentamente ordinato il caos. Eppure, come spesso accade in cosmologia, la realtà osservata supera l’immaginazione. 

Quando il James Webb Space Telescope ha osservato uno degli angoli più dinamici del cielo, l’ammasso di Pandora (Abell 2744), ha trovato qualcosa che ha lasciato perplessi anche i ricercatori più cauti: una spirale perfettamente formata, antica non nel contenuto ma giovanissima nell’epoca in cui è apparsa. L’hanno chiamata Alaknanda, un nome che evoca un fiume sacro, una sorgente luminosa, un ponte simbolico verso la Via Lattea. E forse non c’era scelta migliore ... 

martedì 20 gennaio 2026

Il mistero cosmico di 3I/ATLAS

3I/ATLAS non smette di stupire. 

Il punto sulla situazione, di Sabrina Pieragostini

Un nuovo studio internazionale, coordinato dalla Johns Hopkins University e realizzato con la partecipazione di istituzioni di prestigio come l’Arizona State University, il Caltech e il Centro di Astrofisica di Harvard, ha analizzato le caratteristiche di questo oggetto interstellare, il terzo individuato dal 2017 ad oggi. 

Gli astrofisici hanno utilizzato immagini raccolte dal satellite NASA SPHEREx subito dopo il perielio (ovvero il punto di minima distanza dal Sole), raggiunto da 3I/ATLAS tra l’8 e il 15 dicembre 2025. 

Queste osservazioni hanno portato alla scoperta di una gigantesca anti-coda dalla forma a pera lunga circa 300.000 chilometri, oltre a sei pennacchi secondari di aspetto tondeggiante.

Una peculiarità mai riscontrata prima in altre comete...

giovedì 10 luglio 2025

3I/ATLAS: il terzo messaggero interstellare in arrivo

All’alba del 1 luglio 2025 il telescopio cileno del progetto ATLAS ha individuato un oggetto di magnitudine apparente +18 situato a circa 510 milioni di chilometri dalla Terra. 

Inizialmente catalogato come asteroide con la sigla provvisoria A11pl3Z, l’analisi delle immagini ha rivelato una tenue coda lunga pochi secondi d’arco, confermando la sua natura cometaria. 

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha subito riconosciuto la traiettoria iperbolica e retrograda, rendendo 3I/ATLAS il terzo oggetto finora confermato proveniente dallo spazio interstellare dopo ’Oumuamua e 2I/Borisov...

martedì 27 maggio 2025

Onde gravitazionali, la memoria dell’universo?

 
Le onde gravitazionali lasciano il segno. E non soltanto perché la loro osservazione, per la prima volta nel 2016, ha cambiato il modo di studiare il nostro universo. 

Secondo una nuova ricerca guidata dalla Cornell University statunitense, le affascinanti increspature dello spazio-tempo già ipotizzate da Einstein oltre un secolo fa lascerebbero dietro di sé una testimonianza del loro passaggio nel cosmo.

Lo studio, pubblicato su Physical Review D, attribuisce alle onde gravitazionali la capacità di alterare lievemente la regione di spazio che attraversano, imprimendo così nell’universo una sorta di ricordo prolungato.

Questo permetterebbe agli scienziati di rilevare le onde gravitazionali anche parecchio tempo dopo il loro passaggio, quando non sono tecnicamente più alla portata degli interferometri come Ligo e Virgo ...

martedì 29 ottobre 2024

Grande Attrattore: la misteriosa zona cosmica verso la quale siamo diretti


C’è uno strano posto nel cielo a 150 milioni di anni luce dove tutto è attratto e non sappiamo cosa sia (si trova dall’altra parte della Via Lattea): le ipotesi sul “Grande Attrattore”

Dove stiamo andando? 

Siamo rannicchiati nel nostro piccolo Sistema Solare, sfrecciando attraverso il cosmo alla velocità incredibile di 600km al secondo, 2,2 milioni di chilometri all’ora. 
Siamo sempre in orbita attorno a questo, e alla deriva attraverso quello: ma dove stiamo andando? In giro in un grande grande cerchio? O un’ellisse? 

Non esattamente. La nostra galassia e altre galassie vicine vengono trascinate verso una specifica regione dello spazio. È a circa 150 milioni di anni luce di distanza, e qui è la parte migliore: non siamo esattamente sicuri di cosa sia. 
Lo chiamiamo il “Grande Attrattore“ ...

martedì 23 aprile 2024

Scoperto il nono pianeta nel nostro Sistema Solare: le prove sempre più convincenti dietro il mistero cosmico

 
Un recente studio ha rivelato l’esistenza di prove sempre più convincenti riguardo alla presenza di un misterioso nono pianeta nel nostro Sistema Solare, che potrebbe spiegare i comportamenti anomali di alcuni corpi celesti nelle regioni più remote del sistema.

L’ipotesi di un nono pianeta è stata proposta dagli astronomi da diversi anni, ma solo ora sembra che vi siano prove solide a supporto di questa teoria. Gli scienziati hanno esaminato il movimento di corpi trans-nettuniani e hanno concluso che la spiegazione più plausibile per il loro comportamento insolito è l’esistenza di un pianeta ancora non scoperto.

Il dottor Konstantin Bogytin, uno dei principali sostenitori di questa teoria, ha sottolineato che il recente studio rappresenta la prova più convincente fino ad oggi dell’esistenza del nono pianeta. 
L’osservazione e lo studio di questi oggetti lontani sono cruciali per comprendere appieno la presenza di questo pianeta nascosto nel nostro Sistema Solare ...

sabato 20 aprile 2024

La Terra non è rotonda

 
 di Massimiliano Capalbo

Sono due le etichette coniate dai giornalisti e appiccicate da chiunque e all’occorrenza (spesso per evitare il confronto) a chi non si allinea al pensiero dominante: no-vax e terrapiattista

Essendomi abbondantemente occupato della prima vorrei adesso passare alla seconda etichetta. 

La nuova ondata di razionalismo che pervade le coscienze di molti italiani in questi ultimi anni, e che li fa illudere di “appartenere ad un’élite privilegiata a cui è consentito di avere una vita, altrimenti, miserabile“ come afferma Gavino Sanna, presidente dell’Associazione dei Consumatori del Piemonte, ha sconfinato anche nel campo dell’astrofisica. 

Il terrapiattista, più del no-vax, è diventato il simbolo supremo dell’ignoranza e della paranoia che a turno interessa tutti gli esseri umani, obiettivo privilegiato di comici e “scienziati”. Lungi da me l’intenzione di prendere le difese di una categoria, questo blog non ha mai condotto battaglie ideologiche, ma ancora una volta si assume il compito di porre dubbi e perplessità sul cammino dei “forti delle proprie convinzioni”.

Magari qualcuno avrà un mancamento, qualcun altro resterà deluso ma i terrapiattisti in fondo non hanno poi tutti i torti: la terra non è rotonda ...

martedì 15 agosto 2023

Via di fuga dal buco nero

La singolarità sarebbe una imperfezione e la materia catturata dall'abbraccio gravitazionale avrebbe una via di fuga, una porta d'uscita, un wormhole.

di Davide Patitucci

Una porta sul retro di un buco nero, da dove la materia ingoiata potrebbe trovare via di fuga dal suo abbraccio gravitazionale. 

Lo ipotizza uno studio teorico spagnolo del 2016, che suggerisce che la materia ingoiata da un buco nero possa sopravvivere alla sua forza gravitazionale distruttiva, trovando una via di fuga

I buchi neri sono tra gli oggetti più affascinanti e misteriosi dell’Universo. Potrebbero nascondere la chiave per conciliare il mondo dell’infinitamente piccolo, governato dalla meccanica quantistica, con quello dell’infinitamente grande descritto dallaRelatività Generale di Einstein. 
All’interno di un buco nero, infatti, le leggi della fisica così come le conosciamo cessano di funzionare. E non è l’unica bizzarria di questi mostri cosmici, che ingoiano tutto ciò che capiti loro a tiro, luce compresa...

mercoledì 25 maggio 2022

“Genesi. Il grande racconto delle origini” di Guido Tonelli

 
- Prof. Guido Tonelli, Lei è autore del libro Genesi. Il grande racconto delle origini edito da Feltrinelli: perché ha scelto questo titolo?

- È chiaro l’intento di evocare il “Libro” per eccellenza, la Bibbia. Da sempre l’umanità ha cercato una risposta alla più semplice, e insieme la più complicata, delle domande; quella che si è posta l’umanità bambina, ma che si nasconde ancora nell’animo di ciascuno di noi: da dove viene questa meraviglia che ci circonda e che ruolo abbiamo noi in tutto questo?

È una domanda ineludibile, dalla quale sono nate mitologia, religione e filosofia. Oggi la scienza moderna ci mette a disposizione un racconto dettagliato e preciso, ricco di visioni che tolgono il respiro, e per certi versi sconvolgente. È questa la storia che ho scelto di raccontare in Genesi, e l’ho fatto evitando, deliberatamente, il linguaggio specialistico degli scienziati; per eliminare alla radice ogni barriera che impedisca la comprensione dei concetti più importanti. Da tempo immemorabile le grandi scoperte hanno fortemente condizionato il nostro rapporto con il mondo. Basti pensare all’impatto che hanno avuto relatività e meccanica quantistica sulla cultura di tutto il Novecento. Quando la scienza cambia i propri paradigmi e guarda al mondo con occhi diversi cambia tutto, per sempre. Senza Einstein e Heisenberg non ci sarebbero stati Kokoshka e Fontana, Schoenberg e Berio, Pirandello e Strindberg e così via. Ma questo non avviene una volta sola, è un processo che continua, via via che la scienza progredisce e produce risultati nuovi. Ecco perché la visione del mondo che essa produce deve essere conosciuta da tutti. 
Capire le nostre radici più antiche, appropriarsi del moderno racconto delle origini prodotto dalla scienza, significa possedere uno degli strumenti più importanti per guardare con occhio critico al passato e ricavarne spunti con cui affrontare le sfide del futuro ...

sabato 16 aprile 2022

La nostra galassia potrebbe essere morta da miliardi di anni ... e non ce ne siamo accorti.

La Via Lattea è come uno zombie: anche se continua a girare su se stessa, è 'cosmicamente' morta. Ma cosa differenzia 'una galassia viva' da una 'galassia morta'?

Anche le galassie muoiono.

La nostra vicina, la galassia di Andromeda, è abbastanza certo che abbia terminato il suo ciclo vitale qualche miliardo di anni fa, ma solo di recente ha iniziato a mostrare i segni esteriori della sua fine.

La stessa sorte potrebbe essere capitata alla nostra Via Lattea, anche se i segni della sua morte non ci sono ancora pervenuti.

Secondo Kevin Schawinski, professore di astrofisica delle galassie e dei buchi neri presso il Politecnico federale di Zurigo (ETH Zürich), la Via Lattea si troverebbe in uno stato ‘zombie’.

Ma cosa distingue una ‘galassia viva’ da una ‘galassia morta’?..

martedì 12 gennaio 2021

“Scegli se conosci, subisci se ignori. Vivi!”

Secondo la descrizione dell’Universo da parte di alcune persone, – che beninteso, comprendo e che sino a non poco tempo fa condividevo anche io -, vivremmo in una realtà totalmente negativa, creata dal Male assoluto, atta a farci fare esperienze senza senso e prive di qualsiasi logica, anche spirituale. 

di Federico Bellini

Ma davvero è proprio così o l’esprimere tale concetto, nasce dal fatto che queste persone hanno conosciuto solo il lato negativo di questa realtà? 

Se non fossimo qui ad imparare un “qualcosa“, che senso avrebbe un tale Universo e la vita, così complessa e straordinaria? 

Nell’immagine “L’Ira di Achille” di François-Léon Benouville, 1847

Perché ci limitiamo a vedere e a vivere le brutture dell’esistenza, dimenticandoci o allontanando da noi, anche la bellezza di quanto ci accade, dell’insegnamento che possiamo trarne? Del resto, se non mi fossi scoperto addotto, se non avessi conosciuto il “Problema Alieno”, non mi sarei mai risvegliato, come non avrei mai compreso chi sono in realtà. 

Ogni volta che ci incarniamo, è innegabile, si cade nella Materia ed essa è l’ultimo gradino della decadenza energetica nell’Universo, e più cadiamo, più andiamo incontro a delle esperienze sempre più complesse, difficili, dolorose, tristi, a volte aberranti. Entrando in questo meccanismo facciamo esperienza a determinati livelli, dove si può sperimentare anche la violenza stessa, specie se tale dinamica può aiutarci a comprendere la natura delle cose ...

giovedì 5 novembre 2020

Materia oscura? Teoricamente disordinata

 
Studiare la distribuzione nel cosmo di una sostanza impossibile da osservare è una sfida non da poco. La materia oscura, mistero per eccellenza dell’astronomia, secondo gli scienziati costituisce oltre l’85% della massa presente nell’universo. 
Ma ancora oggi nessuno è riuscito a dare un volto a questa signora indiscussa dell’oscurità del mondo fisico.

La materia oscura, dicevamo, non può in alcun modo essere osservata direttamente: non assorbe, non riflette e non emette luce. Eppure senza la materia oscura non potrebbe esistere l’universo come lo conosciamo. Ad esempio, questo ingrediente è essenziale per spiegare le forze gravitazionali che tengono insieme le galassie.

Ecco perché gli astronomi continuano a scontrarsi con l’enigma della famigerata dark matter, cercando di colmare con i dati teorici le lacune dei dati osservativi. In questo filone di ricerca si inserisce un team capitanato dall’Istituto di Astrofisica delle Canarie, che ha sviluppato una serie di simulazioni per provare a ricostruire la distribuzione della materia oscura nelle galassie

Secondo i risultati, pubblicati su Astronomy & Astrophysics Letters, la materia oscura avrebbe un andamento sintetizzabile con l’espressione ‘massima entropia’. 

Sarebbe quindi una dark matter teoricamente disordinata, quella immaginata dal team di ricerca a guida spagnola. ‘Teoricamente’, perché come affermano gli stessi autori dello studio si tratta di una stima basata sulle probabilità. Secondo gli scienziati, per raggiungere lo stato di ‘massimo disordine’ la materia oscura dovrebbe collidere al suo interno, proprio come avviene alle molecole di gas. In questo modo raggiungerebbe uno stato – detto equilibro termodinamico – in cui densità, pressione e temperatura sono in relazione ...

sabato 29 febbraio 2020

Fisica della coscienza - Interpretazioni della Meccanica Quantistica

La meccanica quantistica fornisce molte informazioni sulla realtà e permette di spiegare dei fenomeni altrimenti inspiegabili con la fisica classica. Non è un lusso di cui si può fare a meno ma una teoria fisica indispensabile per comprendere ciò che ci circonda. 

Ma qual è il quadro di riferimento generale a cui la meccanica quantistica riconduce? Quale tipo di realtà viene in effetti descritta? Su questo non c'è alcun accordo e qui nascono le molteplici interpretazioni che andremo di seguito a conoscere.

Il concetto espresso dalla frase "Zitto e calcola" (attribuita a R. Feynman) è il punto di vista pragmatico di molti fisici, non è una vera e propria interpretazione, ma semplicemente l'idea che la fisica non si debba occupare di questioni ontologiche (riguardanti cioè l'essenza della realtà). Sebbene la frase venga spesso attribuita a Richard Feynman, è stata coniata dal meno noto fisico americano David Mermin ("Shut up and calculate!").

Si parla a questo proposito di "Interpretazione Strumentalistica", intendendo con questa definizione che non è necessario che le ipotesi formulate siano vere o verosimili, ciò che è importante è che siano degli utili strumenti per effettuare delle previsioni. La meccanica quantistica utilizza i teoremi più avanzati dell'algebra lineare per calcolare la probabilità statistica del risultato di un esperimento ed è molto efficace in questo ...

giovedì 31 ottobre 2019

E se l'accelerazione dell'espansione dell'Universo fosse solo un'illusione?

Nuove ricerche indicano che l'accelerazione dell'espansione dell'Universo potrebbe non essere reale e che si tratta solo di un effetto apparente. 
Gli scienziati rimettono in discussione l'attuale modello nel quale interviene l'energia oscura.

Il modello accettato è il seguente: l'Universo stesso lacera il proprio tessuto molto lentamente a causa di una proprietà stupefacente che viene solitamente chiamata energia nera. Si tratta di una forma ipotetica di energia che uniformemente riempie l'intero universo con una pressione negativa, facendola agire come una forza gravitazionale repulsiva. Non solo l'universo è in espansione, ma si sta espandendo sempre più rapidamente e, alla fine, tutto ciò che esiste sarà diluito in un gelido nulla.

Questo modello non è molto vecchio ed era stato vagamente previsto da Albert Einstein, ma sarà stato necessario aspettare fino al 1990, con le osservazioni di supernovae lontane, per portare gli astronomi a pensare che l'universo è in espansione e che l'espansione sta accelerando inesorabilmente.
L'elemento fondamentale di questo modello è dunque l'energia oscura, che fa sì che gli spazi vuoti si allarghino e diventino sempre più vuoti...

sabato 31 agosto 2019

Ci fu un tempo in cui la luce correva più veloce?

In un articolo apparso su Physical Review D (2016 NdC), due ricercatori, sostenitori di una teoria controversa sulla non costanza della velocità della luce, presentano un modello le cui predizioni sul valore dell’indice spettrale, legato alle fluttuazioni cosmiche primordiali da cui sarebbero emerse le strutture cosmiche, potrebbero ora essere verificate sperimentalmente.

Alcuni ricercatori sostengono che il valore della velocità della luce sarebbe stato molto più elevato durante le primissime fasi della storia cosmica. 

Uno studio guidato da João Magueijo dell’Imperial College di Londra, in collaborazione col collega Niayesh Afshordi del Perimeter Institute in Canada, presenta ora una possibile predizione sulla veridicità di questa ipotesi che potrebbe essere verificata sperimentalmente. Lo studio è stato pubblicato questo mese su Physical Review D.

Nella teoria della relatività speciale, Einstein aveva introdotto il postulato sulla costanza della velocità della luce, implicando che lo spazio e il tempo possono modificarsi nell’ambito di situazioni differenti. Il fatto che la velocità della luce sia una costante della natura sta alla base di diverse teorie fisiche, come la relatività generale. In particolare, essa gioca un ruolo importante nei modelli che tentano di descrivere gli istanti iniziali della storia dell’Universo. 

Infatti, secondo la cosmologia standard, le strutture cosmiche, come le galassie, si sarebbero formate dalle primissime fluttuazioni primordiali, cioè da quelle minuscole variazioni della densità di materia presenti nelle diverse regioni dello spazio, che dominavano l’Universo subito dopo il Big Bang. Le tracce di queste fluttuazioni primordiali sarebbero oggi impresse nella radiazione cosmica di fondo e i cosmologi le descrivono mediante un parametro noto come “indice spettrale” ...

martedì 15 gennaio 2019

Panspermia guidata: la teoria degli inseminatori cosmici

Francis Crick è stato forse uno degli scienziati più importanti degli ultimi due secoli. Assieme a James Watson, fu lo scopritore della struttura a doppia elica del DNA, segnando una pietra miliare nel campo della biologia, della chimica e della medicina, ed aggiudicandosi il Nobel per la Medicina nel 1953.

Ma Francis Crick non è stato solo un fondamentale elemento per la storia della scienza moderna: assieme all'anima dello scienziato, dentro di lui albergava un'indole da visionario. Da una parte una forma mentis orientata alla scienza, dall'altra una visione della vita che ha toni per alcuni fantastici, per altri realistici, ma sempre preservando un'onesta intellettuale invidiabile.

Francis Crick, assieme a Leslie Orgel, fu l'elaboratore di una teoria che per molti decenni è stata elegata all'ambito della fantascienza, e probabilmente lo è tutt'ora. Il concetto di panspermia non era nuovo negli anni '60, circolava già dalla fine del XIX° secolo in ambiente scientifico. 
Francis Crick tuttavia elaborò una sua personale teoria di panspermia, la cosidetta Panspermia Guidata (Directed Panspermia). 

Se il concetto di panspermia tradizionale prevede che gli ingredienti fondamentali della vita si siano diffusi in tutto l'universo usando come mezzo di locomozione le comete o frammenti di materia inorganica espulsi da corpi rocciosi e che hanno funzionato come vettore per trasportare la vita su altri mondi, la Panspermia Guidata è un'idea che va oltre il caos e l'evento naturale ...

lunedì 23 luglio 2018

La geometria dello spazio

Nassim Haramein

Vi siete mai chiesti da cosa sia prodotta questa realtà? Questa struttura atomica palpabile, che sembra così reale? Com'è possibile che dal nulla emerga tutto? 

Gli atomi sono composti per il 99,99999% di spazio, quindi risulta che quella che chiamiamo realtà è soprattutto spazio con una piccolissima oscillazione, una piccola fluttuazione vibratoria o, come descritto nella teoria quantistica, una forma d'onda che genera quella che chiamiamo struttura atomica.

Una persona può chiedersi, questa fluttuazione potrebbe essere una funzione dello spazio stesso? Lo spazio potrebbe essere veramente pieno invece che vuoto? Le strutture atomiche potrebbero essere solo il sintomo della fluttuazione dello spazio?

Questo non è nulla di nuovo; le civiltà più antiche credevano in una zuppa di energia onnipervadente incorporata nel tessuto dello spazio e più tardi molti dei grandi pensatori del mondo, inclusi scienziati come Albert Einstein, Nicolas Tesla, Buckminster Fuller e Walter Russell, hanno creduto in una energia onnipervadente alla base del tessuto dello spazio.

La premessa di questa ricerca è semplice; lo spazio non è vuoto, è pieno! ...

domenica 13 maggio 2018

Georges Ivanovič Gurdjieff - A proposito di Cabala

"La Cabala è incompleta, ed è impossibile ricavarne qualche cosa e fondare alcunché su di essa".
(G. I. Gurdjieff)

"A rigore, voi non avete ancora il diritto di parlare di sapere, perché non sapete dove incomincia il sapere. Il sapere comincia con l’insegnamento dei cosmi.

Conoscete l'espressione "macrocosmo" e "microcosmo". Significano "grande cosmo" e "piccolo cosmo", "grande mondo" e "piccolo mondo". L'Universo è considerato come "un grande cosmo" e l'uomo come un "piccolo cosmo", analogo al grande. Resta così stabilita, in qualche modo, l'idea dell'unità e della similitudine dell'uomo e del mondo. 

La dottrina dei due cosmi si trova nella Cabala e in altri sistemi più antichi. 

Questa dottrina è tuttavia incompleta, ed è impossibile ricavarne qualche cosa e fondare alcunché su di essa, perché questo insegnamento non è che un frammento, un resto di un insegnamento esoterico più antico, molto più completo, sui cosmi o mondi racchiusi gli uni negli altri, e tutti creati ad immagine e somiglianza del più grande tra essi, il quale contiene in sé tutti gli altri. 

"Ciò che è in alto è come ciò che è in basso" è un'espressione che si riferisce ai cosmi. Ma è essenziale sapere che la dottrina completa dei cosmi non parla di due, ma di sette cosmi contenuti gli uni negli altri ...