Immaginate di lasciare la Terra e posare i piedi su Marte in 193 secondi – meno del tempo necessario per far bollire l’acqua della pasta. Questo non è un’invenzione di Hollywood, ma un calcolo contenuto in un rapporto declassificato della DIA, l’intelligence militare USA.
Redatto nel 2010 e tenuto segreto per anni, il documento esplora una versione scientificamente plausibile del motore a curvatura ideato per Star Trek, basandosi sulle equazioni del fisico Miguel Alcubierre.
L’obiettivo? Sfruttare le pieghe dello spazio-tempo per viaggiare a 100 volte la velocità della luce.
Ma c’è un prezzo sconvolgente: un’energia pari a quella di un intero pianeta.
Scopriamo cosa si nasconde dietro questo sogno audace e perché, per ora, restiamo legati alla nostra fragile astronave chiamata Terra...
Nel Regno Unito un gruppo di fisici ha compiuto un'impresa straordinaria, realizzando per la prima volta in laboratorio una sorta di "bomba di buco nero".
Questo ingegnoso esperimento replica un fenomeno teorico vecchio di decenni, in cui l'energia che circonda un buco nero rotante si accumula fino a innescare un rilascio esplosivo.
Il team di ricerca, guidato dal professor Hendrik Ulbricht, fisico all'Università di Southampton, ha costruito un dispositivo sperimentale utilizzando un cilindro di alluminio rotante avvolto da bobine magnetiche.
In questo modo, sono riusciti a simulare le condizioni previste dalla teoria originale, proposta dal matematico inglese Roger Penrose nel lontano 1971.
L'esperimento ha dimostrato con successo come l'energia possa essere estratta e amplificata attraverso un processo noto come superradianza ...
Le onde gravitazionali lasciano il segno. E non soltanto perché la loro osservazione, per la prima volta nel 2016, ha cambiato il modo di studiare il nostro universo.
Secondo una nuova ricerca guidata dalla Cornell University statunitense, le affascinanti increspature dello spazio-tempo già ipotizzate da Einstein oltre un secolo fa lascerebbero dietro di sé una testimonianza del loro passaggio nel cosmo.
Lo studio, pubblicato su Physical Review D, attribuisce alle onde gravitazionali la capacità di alterare lievemente la regione di spazio che attraversano, imprimendo così nell’universo una sorta di ricordo prolungato.
Questo permetterebbe agli scienziati di rilevare le onde gravitazionali anche parecchio tempo dopo il loro passaggio, quando non sono tecnicamente più alla portata degli interferometri come Ligo e Virgo ...
(L'immagine, tratta dal film "Iron Sky" del 2012, è a scopo illustrativo)
Nessun uomo è un’Isola, intero in se stesso. Ogni uomo è un pezzo del Continente, una parte della Terra.
Se una Zolla viene portata dall’onda del Mare, l’Europa ne è diminuita, come se un Promontorio fosse stato al suo posto, o una Magione amica, o la tua stessa Casa. Ogni morte d’uomo mi diminuisce, perché io partecipo dell’umanità. E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: Essa suona per te. John Donne (1573-1651)
Questo è l’Incipit del romanzo di Ernest Hemingway “Per chi suona la campana”.
Perché questo riferimento letterario?
Vorrei raccontarvi una storia sconosciuta a molti e che ha per oggetto una campana letale, costruita dai nazisti, che avrebbe spazzato via tante isole come quelle cantate da John Donne ...
LA CAMPANA (Die Glocke)
Immaginiamo per un momento che Joseph Goebbels, ministro della Propaganda nazista, si fosse recato tutto trafelato da Hitler proprio nel periodo in cui la Germania sembrava dovesse finir male, siamo attorno al 1945.
“ Führer, Führer!”
“Che c‘è, Joseph?
“Abbiamo inventato una congegno antigravità!”
“Il momento è grave Joseph come fai a scherzare sulle cose gravi?”
“Ma si tratta di un progetto “V” Mein Führer! …
Valla a spiegare la fisica a un ex imbianchino che fino a poco prima spennellava porte, finestre e nulla più. In realtà non era uno scherzo ma si trattava di un nuovo ritrovato nazista: La Campana ovvero “Die Glocke” o meglio quello che avrebbe dovuto essere un velivolo dotato di tecnologia antigravitazionale.
Le armi “V”
Nella propaganda nazista, la lettera “V” era l’iniziale della parola “vergeltung”, (vendetta).
Per la verità, tolta la famosa V2 non è che ‘ste armi erano così pronte per l’uso.
Esistevano, però, altre armi “V” che servivano a solleticare e soddisfare le fantasie del quartier generale del führer.
Questa rientrava nella categoria V7, quella, cioè, di ipotetici velivoli ad alta tecnologia che assieme a delle navi spaziali sarebbero stati sviluppati dai nostri geniali tedesconi durante il secondo conflitto mondiale. A questo proposito si dice alcuni scienziati nazisti ne avrebbero continuato lo sviluppo nel dopoguerra in luoghi segreti (se continuiamo così si arriva all’Area 51, meglio lasciar perdere).
Lo scienziato tedesco Wernher von Braun, inventore della V2, impiegato dagli Usa nel progetto paperclip e poi alla Nasa, stava lavorando a questo mezzo sognato dai teutonici ariani.
Restano alcuni bozzetti del veicolo che ne riportano le dimensioni (circa tre metri d’altezza e un metro e mezzo di diametro).
Quando la Germania fu invasa dagli Alleati, il progetto della Campana, scomparve.
I teorici della cospirazione suggeriscono che il tutto fosse stato preso dagli Stati Uniti, insieme a molti scienziati tedeschi, per continuare le ricerche su quella tecnologia.
Gli ufologi ritengono, inoltre, che la Campana tedesca sia collegata alla caduta di un Ufo avvenuta a Kecksburg in Pennsylvania, il 9 dicembre 1965.
Tenete in mente questo fatto perché lo ritroveremo alla fine.
Il recupero della campana
L’INCIDENTE DI KECKSBURG
Il 9 dicembre 1965 a Kecksburg in Pennsylvania migliaia di persone avvistarono una grossa palla di fuoco.
L’avvenimento fu descritto inizialmente dai media come la caduta di un meteorite. I primi soccorritori, fra cui i vigili del fuoco volontari, pare, avessero visto, nel bosco, un oggetto a forma di ghianda sepolto a metà nel punto in cui era caduto.
Alcuni residenti sostenevano di averlo trovato prima delle autorità e che si trattava di un oggetto color bronzo-oro, segnato da scritte simili a geroglifici, sempre della forma di una ghianda e abbastanza grande da contenere un unico passeggero.
La scomparsa e ricomparsa dell’oggetto
Qualche testimone vide l’oggetto sopra il rimorchio di un camion mentre lo portavano via. Nel 2005 la Nasa rivelò, che si era trattato di un satellite sovietico Kosmos abbattuto. L’Agenzia statunitense dichiarò inoltre che tutte le registrazioni dell’incidente furono smarrite negli anni ‘90.
Ulteriori avvistamenti di Ufo a forma di campana si verificarono il 5 aprile 2009, in Maryland mentre il 15 gennaio 2013 una cupola Ufo fu vista fluttuare nei cieli del Colorado.
STORIA DELLA CAMPANA
Dalla desecretazione di alcuni archivi americani e dell’ex Unione Sovietica, sono recentemente emersi dossier relativi ad un fantasioso progetto nazista.
Il dossier, segretissimo, è conosciuto con diversi nomi oltre che “Die Glocke” (la campana), nome ufficiale, anche come: “Die Lanternentraeger” e “The SS-Bell”, la “campana delle SS”.
Durante la seconda guerra mondiale, gli ingegneri e i tecnici tedeschi, infatti, avevano ideato progetti segretissimi molti dei quali possono essere definiti come “Strampalati” e altri che che si sono dimostrati precursori di grandi scoperte tecnologiche.
Due esempi: il caccia Messerschmitt-262 a reazione, che poi era stato un progetto rumeno e poi inglese e il già citato razzo V2 di Werner von Braun, quest’ultimo all’origine dei mezzi spaziali che avrebbero portato l’uomo sulla luna.
La scoperta
Gli alleati vennero a conoscenza del progetto “Glocke” quando fra le truppe tedesche in fuga verso il Baltico, gli inglesi catturarono un generale delle SS di nome Jakob Sporrenberg. (foto)
Nel corso del suo interrogatorio il generale fece cenno ad un misterioso progetto segreto relativo ad una macchina ad altissima tecnologia.
La sua testimonianza fu poi resa nuovamente davanti a una corte militare polacca e sovietica e raccolta dallo scrittore e giornalista polacco Igor Witkowski.
Scienza o fantascienza?
Questa storia ha ormai più di 70 anni ma grosse smentite non ce ne sono mai state.
Quel che si sa è che In Germania esistono ancora i resti di quella che doveva essere una rampa di lancio apposita.
Ma torniamo alla narrazione.
Vicino al confine ceco, a due passi dalla miniera di Venceslao, in una struttura segreta, usata per la ricerca di armi e tecnologie speciali, i nazisti sembra lavorassero all’esperimento citato da Sporrenberg.
Igor Witkowski, nel suo libro “The Truth About The Wonder Weapon” , fa alcune rivelazioni riguardo questa invenzione.
Le informazioni da lui raccolte sembrano provenire da fonti di Intelligence Polacche e descriverebbero lo strumento che sarebbe stato in grado di funzionare anche da macchina del tempo.
Il progetto Glocke
Il progetto nasce nel gennaio 1942.
Fu inizialmente chiamato “Thor” e poi spezzettato in sottoprogetti quali ad esempio “Kronos” e “Laternentraeger”, rispettivamente per quanto riguardava l’aspetto della fisica e medico-biologico.
E’ storicamente dimostrato che, fra il 1943 e 1945, scienziati tedeschi effettuarono esperimenti con energia al plasma nella Slesia meridionale in un sito segreto nei pressi di Ohrdruf in Turingia.
Il risultato sarebbe stato uno “ione di mercurio” e una soluzione di perossido di berillio e torio, detto in codice “Leichmetall”.
La Luftwaffe avrebbe dovuto utilizzare la scoperta per bombe ad esplosivo speciale che irraggiavano sostanze altamente radioattive?
Ogni esperimento o test avveniva sotto la personale supervisione del generale delle SS Hans Heinz Kammler, responsabile del progetto e capo dei due reparti segreti che conducevano l’operazione, SS-Entwicklungs-stelle IV (più semplicemente SS-E-IV o Centro Sviluppo IV), e un ufficio ancora più misterioso noto solo come SS-U-XIII.
La Tecnologia
Witkowski fornisce i dati tecnici di questa invenzione indicando che la campana era stata realizzata in metallo pesante, con un diametro di 9 piedi (circa 3 metri) e una altezza di 15 (circa 4,5 metri).
Il dispositivo aveva due cilindri controrotanti, pieni di mercurio liquido di colore bluastro definito come “Xerum 525. Sembra che le radiazioni emesse dall’oggetto fossero talmente forti da provocare addirittura la morte in alcuni scienziati che vi lavoravano a stretto contatto.
Naturalmente la manutenzione di questo “aggeggio” era affidata ai deportati ebrei la cui sorte era del tutto indifferente ai gloriosi eredi di Sigfrido.
Lo Xerum 525
Lo Xerum 525 era un fluido radioattivo e per questo contenuto in recipienti in piombo aventi 3 cm di spessore perché molto tossico. Era, con molta probabilità, un miscuglio di metalli liquidi, come il berillio, il torio e il mercurio, che formavano un fluido denominato “mercurio rosso”.
L’ossido di mercurio e l’antimonio avevano la caratteristica di emettere una grande quantità di neutroni, se sottoposti ad uno stress esplosivo.
Supposizioni e illazioni
Cosa diavolo volessero fare con questa “campana” i nostri teutonici amici non è del tutto chiaro. Alcune fonti parlano di anti-gravità, altre addirittura dichiarano che “Die Glocke” sarebbe stata in grado di generare dei wormhole o di utilizzare alcuni di questi cunicoli spazio-tempo che normalmente, in maniera casuale, si aprirebbero sul pianeta, secondo la teoria della schiuma quantistica di John Weeler.
Provo a spiegarlo pur avendo capito della faccenda poca roba. Prendete un microscopio potentissimo… Lo avete preso? Bene, ora inquadrate una particella elementare che è ‘na cosa piccolissima.
Per vederla e misurarla avete bisogno di una fonte luminosa e la luce che occorre fornisce energia a quella particella facendola spostare. Più è lontana più luce vi occorre e più quella si sposta.
Insomma l’osservatore che fa la misura, non può mai essere considerato un semplice spettatore: il suo intervento nel misurare le cose produce degli effetti non calcolabili e dunque una indeterminazione che non si può eliminare.
Riprendiamo il discorso
Scusate la digressione. Altre ipotesi ritengono che la Campana fosse un’ arma in grado di “sparare”un oggetto con un’accelerazione pari a 1.000 g. . Studiosi della materia come Nick Cook ritengono, poi, che sarebbe stata una fonte illimitata di energia, un generatore che, una volta in funzione avrebbe prodotto molta più energia di quella consumata. Come macchina del tempo, però, avrebbe permesso ai Nazisti di cambiare la storia a loro piacimento.
Dove è finita?
Non si sa. Chi dice che fosse stata inviata negli Stati Uniti a scopo di studio, ma secondo l’ipotesi più accreditata, invece, trasportata in centro-sud America, sotto la tutela di uno degli stati che diedero copertura agli esuli nazisti. Del gruppo che in Germania progettò e sviluppò la campana, il generale Hans Kammler a capo del progetto è misteriosamente scomparso e con lui i 62 addetti allo sviluppo di questo “attrezzo”.
HANS KAMMLER
Due parole su questo signore. Hans Kammler era un generale e ingegnere a capo di diversi progetti di costruzione di tecnologie avanzate e innovative. Si era distinto nella progettazione ed edificazione di molti campi di concentramento, quindi una vera “pop star” nazista.
Nel 1944, quando Himmler convinse Hitler a porre il programma V2 sotto il controllo delle SS, il nostro generale guidò anche tutti i progetti missilistici; poco dopo ricevette la nomina di “plenipotenziario generale del Führer per gli aerei a reazione”. Alcune carte della C.I.A. riportano che il nostro generale soggiornò in Italia per due anni, dal 1946 al 1948, a Sant’Angelo Muxaro in provincia di Agrigento, sotto la protezione dei servizi segreti statunitensi e della Mafia e poi sparì.
Nel 2016 la rivista L’Espresso pubblicò un articolo sostenendo che “Little Boy“, l’ordigno nucleare lanciato su Hiroshima avesse avuto come “padre” lo stesso Kammler. Siccome la fantasia corre più di qualsiasi mezzo noto, lo scrittore Jim Marrs sostiene che Kammler abbia usato una campana per dileguarsi dalla Germania. In soccorso della tesi la scomparsa di una delle due campane che, sembra, fossero state costruite.
Sapete dove era andata a finire il Nostro? A Kecksburg a bordo della campana ritrovata!
Verità? Invenzione? Non è dato saperlo e siccome non si può mai star tranquilli ecco che il canale statunitense N24 ha presentato un documentario in cui si è dichiarato che il misterioso oggetto precipitato nell’estate del ’47 a Roswell era proprio la “Campana” costruita dai nazisti.
La confusione aumenta… . Tutta questa vicenda ha un sapore fantascientifico ma, sapete, la realtà spesso supera l’immaginazione. Se la cosa è vera ne vedremo delle belle… .
Gabriele Lombardo, ricercatore, commenta le immagini di un documentario storico sugli UFO nazisti e la famosa campana Die Glocke. Spiega cosa guardiamo e perché è importante fare luce su questo documento visivo.
Secondo una nuova teoria della gravità quantistica il Big Bang non sarebbe l’origine del nostro universo, solo un evento nell’evoluzione di qualcosa che è sempre esistito.
E se il nostro universo non avesse avuto un inizio?
Se il Big Bang non fosse l’origine di tutto ma solo un evento come un altro nel tempo?
È l’ipotesi formulata da Bruno Bento, fisico dell’università di Liverpool (Regno Unito), che propone un universo “infinito al passato” che risolve il problema delle singolarità, cioè di quei “punti” (il centro dei buchi neri e il Big Bang) in cui la teoria della relatività generale inciampa e non restituisce risultati affidabili.
Un’idea che per l’autore regge dal punto di vista matematico e che si basa su una teoria della relatività quantistica chiamata teoria degli insiemi causali, per cui lo spazio-tempo non è un tessuto continuo ma costituito da pezzi discreti, unità fondamentali al di sotto delle quali non si può scendere - un corrispettivo dei quanti di energia ...
La teoria dell’iperspazio ha risollevato un vecchio interrogativo, e cioè se tale teoria possa essere impiegata per compiere viaggi attraverso lo spazio-tempo.
Per meglio analizzare tale concetto, proviamo a immaginare che una specie di minuscoli platelminti viva sulla superficie di una grossa mela.
Ovviamente questi vermetti sono più che certi che il loro pianeta, che chiameremo “Mondomela”, sia piatto e bidimensionale, proprio come loro. Ma c’è però uno di questi esserini, di nome Colombo, che è ossessionato dall’idea che il Mondomela sia in qualche modo limitato e curvo in virtù di una ipotetica terza dimensione.
Giunge così a formulare l’idea che esistano due nuove parole, alto e basso, e se ne serve per descrivere il movimento di quella, altrimenti invisibile, terza dimensione. I suoi amici pensano semplicemente che sia ammattito, perché l’idea che Mondomela possa essere curvato da qualcosa che non può neppure essere visto è davvero bizzarra ...