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giovedì 10 luglio 2025

3I/ATLAS: il terzo messaggero interstellare in arrivo

All’alba del 1 luglio 2025 il telescopio cileno del progetto ATLAS ha individuato un oggetto di magnitudine apparente +18 situato a circa 510 milioni di chilometri dalla Terra. 

Inizialmente catalogato come asteroide con la sigla provvisoria A11pl3Z, l’analisi delle immagini ha rivelato una tenue coda lunga pochi secondi d’arco, confermando la sua natura cometaria. 

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha subito riconosciuto la traiettoria iperbolica e retrograda, rendendo 3I/ATLAS il terzo oggetto finora confermato proveniente dallo spazio interstellare dopo ’Oumuamua e 2I/Borisov...

domenica 15 dicembre 2024

Il mistero delle "dark comet si infittisce

Nuove ricerche hanno permesso di raddoppiare il numero di “comete oscure” note: da sette si è passati a quattordici. 
E si è scoperto che ci sono due categorie ben distinte di questi intriganti asteroidi, che pur non mostrando chioma né coda sono soggetti alle accelerazioni non-gravitazionali tipiche delle comete – accelerazioni dovute a "qualcosa" emesso dal nucleo, ma che non si riesce a rilevare, come nel caso dell’asteroide interstellare 'Oumuamua'
di Albino Carbognani 13/12/2024

Nel 2023 Davide Farnocchia (Jet Propulsion Laboratory), con un paper sull’asteroide main-belt (523599) 2003 RM, e contemporaneamente Darryl Seligman (Cornell University), con un paper su altri sei asteroidi (“Dark Comets? Unexpectedly Large Nongravitational Accelerations on a Sample of Small Asteroids)”, hanno introdotto una nuova categoria di asteroidi attivi: le “comete oscure” (o dark comets). 

Si tratta di corpi minori che si muovono su orbite simili a quelle degli asteroidi, non mostrano chiome rilevabili (da qui il soprannome di “oscure”), ma sperimentano accelerazioni non-gravitazionali fuori dal piano orbitale che non sono coerenti con effetti radiativi, quindi non possono essere attribuite alla pressione della radiazione solare oppure all’effetto Yarkovsky ...

giovedì 19 gennaio 2023

Gli UFO sono sonde interstellari?

Se una sonda spaziale inviata da una altra civiltà vagasse per il nostro Sistema Solare, saremmo in grado di riconoscerla? 
E come sarebbe la sua tecnologia? 

Immagine: NASA, rappresentazione artistica di una sonda terrestre.

Sicuramente, apparirebbe come qualcosa di estremamente innovativo, superiore a qualsiasi altra sofisticata apparecchiatura creata finora da noi. 
Anche perché si tratterebbe del modello più avanzato mai prodotto da quella società extraterrestre.

A dirlo è uno studio che potrebbe avere implicazioni su come cercare l’intelligenza ET, su come pianificare le nostre future missioni di esplorazione del cosmo e anche su come interpretare quegli strani oggetti che ogni tanto fanno capolino nella nostra atmosfera ...

sabato 11 settembre 2021

Una nuova teoria sulla composizione della Nube di Oort

 
L'ampio serbatoio di comete che circonda il sistema solare, potrebbe avere più visitatori interstellari che oggetti permanenti. Lo rivela uno studio su Borisov, la prima cometa interstellare confermata, aprendo nuove prospettive per la comprensione del sistema solare nel suo contesto galattico.

di Amir Siraj/Scientific American

Oumuamua, il primo oggetto interstellare scoperto vicino alla Terra, ci ha lasciato più domande che risposte. 
Questo visitatore è stato osservato per la prima volta durante la sua uscita dal sistema solare, e i dati limitati che gli osservatori astronomici sono stati in grado di raccogliere si sono rivelati difficili da spiegare. Quello che sappiamo è che ‘Oumuamua non era né una cometa né un asteroide, e fino a oggi nessuna delle teorie esotiche riguardanti la sua origine è riuscita a spiegare completamente le sue proprietà.

Due anni dopo, però, è stato individuato un secondo visitatore interstellare che per composizione non avrebbe potuto essere più lontano da ‘Oumuamua: Borisov che mostrava una sorprendente somiglianza con le comete provenienti dalle zone lontane del nostro sistema solare, ma viaggiava su un’orbita chiaramente iperbolica ...

martedì 7 settembre 2021

Bibbia, UAP e alieni: Avi Loeb (Harvard) con Biglino

 
Uno cerca gli alieni nel futuro (o meglio ancora, nel presente), mentre l’altro li cerca nel passato

Ha qualcosa di veramente spettacolare, l’incontro a distanza tra Mauro Biglino e il professor Avi Loeb di Harvard, uno dei massimi astronomi viventi: col suo nuovissimo Progetto Galileo, Loeb è intenzionato a scovare tracce di vita extraterrestre attorno al nostro sistema solare. 

O addirittura al suo interno: come nel caso di Oumuamua, lo strano oggetto volante avvistato quattro anni fa, che potrebbe essere un “relitto tecnologico” di civiltà evolutissime. 
Loeb e Biglino hanno un’altra caratteristica in comune: la cultura mainstream li osteggia, perché teorizzano la possibilità di una realtà inaccettabile. Ovvero: non siamo soli, nello spazio, e i testi antichi (Bibbia inclusa) pullulano di Ufo e presenze extraterrestri. 

Di seguito, i passaggi salienti del dialogo tra Loeb e Biglino, coordinato da Davide Bolognesi, PhD e alumnus della Columbia University, nonché ideatore del canale YouTube “Starviews”. 

Messaggio chiave: non smettere mai di porsi domande, proprio come fanno i bambini, perché di questo vive (o meglio, dovrebbe vivere) la stessa scienza ...

domenica 20 gennaio 2019

Perché Avi Loeb pensa che ‘Oumuamua sia un oggetto artificiale

 Avi Loeb, astronomo ed astrofisico, presidente del dipartimento di astronomia dell’Università di Harvard e autore di uno degli articoli più controversi nel campo della scienza dell’anno scorso difende con passione la sua affermazione in base alla quale ‘Oumuamua potrebbe essere un oggetto artificiale di origine aliena.

In una recente intervista apparsa sul web sul sito del quotidiano israeliano Haaretz, Loeb ha difeso le ipotesi contenute nell’articolo.

“Non mi interessa cosa dice la gente, dico quello che penso, e se il vasto pubblico si interessa a quello che dico, questo è un risultato positivo per quanto mi riguarda, ma un risultato indiretto. La scienza non è come la politica: non si basa su sondaggi di popolarità“.

Il prof. Abraham Loeb è nato a Beit Hanan, un moshav nel centro di Israele, e ha studiato fisica all’Università Ebraica di Gerusalemme come parte del programma Talpiot delle Forze di Difesa Israeliane per le reclute che dimostrano eccellenti capacità accademiche. Freeman Dyson, il fisico teorico e il compianto astrofisico John Bahcall ammisero Loeb all’Istituto per gli studi avanzati di Princeton, di cui furono membri Albert Einstein e J. Robert Oppenheimer ...