Nuove ricerche hanno permesso di raddoppiare il numero di “comete oscure” note: da sette si è passati a quattordici.
E si è scoperto che ci sono due categorie ben distinte di questi intriganti asteroidi, che pur non mostrando chioma né coda sono soggetti alle accelerazioni non-gravitazionali tipiche delle comete – accelerazioni dovute a "qualcosa" emesso dal nucleo, ma che non si riesce a rilevare, come nel caso dell’asteroide interstellare 'Oumuamua'
di Albino Carbognani 13/12/2024
di Albino Carbognani 13/12/2024
Nel 2023 Davide Farnocchia (Jet Propulsion Laboratory), con un paper sull’asteroide main-belt (523599) 2003 RM, e contemporaneamente Darryl Seligman (Cornell University), con un paper su altri sei asteroidi (“Dark Comets? Unexpectedly Large Nongravitational Accelerations on a Sample of Small Asteroids)”, hanno introdotto una nuova categoria di asteroidi attivi: le “comete oscure” (o dark comets).
Si tratta di corpi minori che si muovono su orbite simili a quelle degli asteroidi, non mostrano chiome rilevabili (da qui il soprannome di “oscure”), ma sperimentano accelerazioni non-gravitazionali fuori dal piano orbitale che non sono coerenti con effetti radiativi, quindi non possono essere attribuite alla pressione della radiazione solare oppure all’effetto Yarkovsky ...
