Visualizzazione post con etichetta paleoantropologia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta paleoantropologia. Mostra tutti i post

martedì 7 settembre 2021

Bibbia, UAP e alieni: Avi Loeb (Harvard) con Biglino

 
Uno cerca gli alieni nel futuro (o meglio ancora, nel presente), mentre l’altro li cerca nel passato

Ha qualcosa di veramente spettacolare, l’incontro a distanza tra Mauro Biglino e il professor Avi Loeb di Harvard, uno dei massimi astronomi viventi: col suo nuovissimo Progetto Galileo, Loeb è intenzionato a scovare tracce di vita extraterrestre attorno al nostro sistema solare. 

O addirittura al suo interno: come nel caso di Oumuamua, lo strano oggetto volante avvistato quattro anni fa, che potrebbe essere un “relitto tecnologico” di civiltà evolutissime. 
Loeb e Biglino hanno un’altra caratteristica in comune: la cultura mainstream li osteggia, perché teorizzano la possibilità di una realtà inaccettabile. Ovvero: non siamo soli, nello spazio, e i testi antichi (Bibbia inclusa) pullulano di Ufo e presenze extraterrestri. 

Di seguito, i passaggi salienti del dialogo tra Loeb e Biglino, coordinato da Davide Bolognesi, PhD e alumnus della Columbia University, nonché ideatore del canale YouTube “Starviews”. 

Messaggio chiave: non smettere mai di porsi domande, proprio come fanno i bambini, perché di questo vive (o meglio, dovrebbe vivere) la stessa scienza ...

lunedì 12 ottobre 2020

Cosa c’entra il Covid-19 coi Neanderthal?


Forse non c'entra per nulla. Ma forse si ...

Questo recente studio mette in causa un "pezzo" di DNA Neanderthal come possibile fattore aggravante dei sintomi della malattia provocata dal virus.

Questa particolarità genetica potrebbe essere una delle ragioni (altre potrebbero essere l'età media più bassa, o il clima, per esempio) per le quali il continente africano è meno toccato dal virus.
Il 50% degli abitanti del Sud-Est Asiatico o il 16% degli europei, per esempio, hanno in comune un pezzetto di DNA Neanderthal.
Ma l'uomo di Neanderthal non ha mai vissuto in Africa.

Seppur rare, alcune tracce di DNA Neanderthal, "importato" tardivamente dall'homo sapiens (non prima di 100.000 anni fa) sono state comunque trovate presso alcune popolazioni africane ma la maggior parte è pressoché priva di tali geni.
La ricerca è solo agli inizi ...
Catherine


*******************
Curiosità di paleoantropologia e predisposizione genetica

Nella grande mole di ricerche che riguardano SARS-CoV-2 a giugno 2020 uno studio italiano pubblicato su “New England Journal of Medicine” indaga eventuali predisposizioni genetiche prendendo a campione 835 pazienti italiani e 775 pazienti spagnoli.

Per comprendere la differenza tra acronimi il ministero della salute riporta: “La sindrome respiratoria acuta grave Coronavirus-2 (SARS-CoV-2) è il nome dato al nuovo coronavirus del 2019. COVID-19 è il nome dato alla malattia associata al virus”. (www.salute.gov.it) ...

martedì 7 luglio 2020

L'enigma di Homo naledi e i dubbi sull'evoluzione umana

La datazione dei fossili della specie Homo naledi scoperti in Sudafrica indica che visse contemporanemente ai nostri antenati diretti. La scoperta, insieme al ritrovamento di nuovi reperti che suggeriscono comportamenti cognitivi avanzati, solleva nuovi interrogativi sul ruolo dell'Africa meridionale nell'evoluzione umana, scatenando un acceso dibattito tra i paleoantropologi.
di Kate Wong/Scientific American

Nel 2015 la scoperta in Sudafrica di oltre 1500 fossili umani appartenenti a circa 15 individui di ogni sesso ed età, ha provocato una notevole sensazione. Era un tesoro inimmaginabile, una delle più ricche associazioni di fossili umani mai trovate, recuperata da una camera all'interno di un sistema sotterraneo di grotte vicino a Johannesburg chiamato Rising Star.

I ricercatori hanno stabilto che le ossa appartenevano a una nuova specie, Homo naledi, che aveva una curiosa mescolanza di tratti primitivi – come un piccolo cervello, e caratteristiche moderne – tra cui le gambe lunghe – e ne hanno concluso che era un abile arrampicatore, un camminatore sulle lunghe distanze, e un probabile creatore di utensili. Suggerendo inoltre che questo nostro singolare cugino doveva essersi dato una gran pena per sistemare i suoi morti nelle scure e profonde cavità di Rising Star, così difficili da raggiungere.

Eppure, nonostante tutto ciò che il team di studioso aveva potuto stabilire dall'analisi delle ossa, la scoperta è forse più conosciuta per quello che non erano riusciti ad accertare: la loro età ...