Ha qualcosa di veramente spettacolare, l’incontro a distanza tra Mauro Biglino e il professor Avi Loeb di Harvard, uno dei massimi astronomi viventi: col suo nuovissimo Progetto Galileo, Loeb è intenzionato a scovare tracce di vita extraterrestre attorno al nostro sistema solare.
martedì 7 settembre 2021
Bibbia, UAP e alieni: Avi Loeb (Harvard) con Biglino
lunedì 12 ottobre 2020
Cosa c’entra il Covid-19 coi Neanderthal?
Forse non c'entra per nulla. Ma forse si ...
Questo recente studio mette in causa un "pezzo" di DNA Neanderthal come possibile fattore aggravante dei sintomi della malattia provocata dal virus.
Questa particolarità genetica potrebbe essere una delle ragioni (altre potrebbero essere l'età media più bassa, o il clima, per esempio) per le quali il continente africano è meno toccato dal virus.
Il 50% degli abitanti del Sud-Est Asiatico o il 16% degli europei, per esempio, hanno in comune un pezzetto di DNA Neanderthal.
Ma l'uomo di Neanderthal non ha mai vissuto in Africa.
Seppur rare, alcune tracce di DNA Neanderthal, "importato" tardivamente dall'homo sapiens (non prima di 100.000 anni fa) sono state comunque trovate presso alcune popolazioni africane ma la maggior parte è pressoché priva di tali geni.
La ricerca è solo agli inizi ...
Catherine
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Curiosità di paleoantropologia e predisposizione genetica
Per comprendere la differenza tra acronimi il ministero della salute riporta: “La sindrome respiratoria acuta grave Coronavirus-2 (SARS-CoV-2) è il nome dato al nuovo coronavirus del 2019. COVID-19 è il nome dato alla malattia associata al virus”. (www.salute.gov.it) ...
martedì 7 luglio 2020
L'enigma di Homo naledi e i dubbi sull'evoluzione umana
di Kate Wong/Scientific American
Nel 2015 la scoperta in Sudafrica di oltre 1500 fossili umani appartenenti a circa 15 individui di ogni sesso ed età, ha provocato una notevole sensazione. Era un tesoro inimmaginabile, una delle più ricche associazioni di fossili umani mai trovate, recuperata da una camera all'interno di un sistema sotterraneo di grotte vicino a Johannesburg chiamato Rising Star.
I ricercatori hanno stabilto che le ossa appartenevano a una nuova specie, Homo naledi, che aveva una curiosa mescolanza di tratti primitivi – come un piccolo cervello, e caratteristiche moderne – tra cui le gambe lunghe – e ne hanno concluso che era un abile arrampicatore, un camminatore sulle lunghe distanze, e un probabile creatore di utensili. Suggerendo inoltre che questo nostro singolare cugino doveva essersi dato una gran pena per sistemare i suoi morti nelle scure e profonde cavità di Rising Star, così difficili da raggiungere.
Eppure, nonostante tutto ciò che il team di studioso aveva potuto stabilire dall'analisi delle ossa, la scoperta è forse più conosciuta per quello che non erano riusciti ad accertare: la loro età ...


