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martedì 7 luglio 2020

L'enigma di Homo naledi e i dubbi sull'evoluzione umana

La datazione dei fossili della specie Homo naledi scoperti in Sudafrica indica che visse contemporanemente ai nostri antenati diretti. La scoperta, insieme al ritrovamento di nuovi reperti che suggeriscono comportamenti cognitivi avanzati, solleva nuovi interrogativi sul ruolo dell'Africa meridionale nell'evoluzione umana, scatenando un acceso dibattito tra i paleoantropologi.
di Kate Wong/Scientific American

Nel 2015 la scoperta in Sudafrica di oltre 1500 fossili umani appartenenti a circa 15 individui di ogni sesso ed età, ha provocato una notevole sensazione. Era un tesoro inimmaginabile, una delle più ricche associazioni di fossili umani mai trovate, recuperata da una camera all'interno di un sistema sotterraneo di grotte vicino a Johannesburg chiamato Rising Star.

I ricercatori hanno stabilto che le ossa appartenevano a una nuova specie, Homo naledi, che aveva una curiosa mescolanza di tratti primitivi – come un piccolo cervello, e caratteristiche moderne – tra cui le gambe lunghe – e ne hanno concluso che era un abile arrampicatore, un camminatore sulle lunghe distanze, e un probabile creatore di utensili. Suggerendo inoltre che questo nostro singolare cugino doveva essersi dato una gran pena per sistemare i suoi morti nelle scure e profonde cavità di Rising Star, così difficili da raggiungere.

Eppure, nonostante tutto ciò che il team di studioso aveva potuto stabilire dall'analisi delle ossa, la scoperta è forse più conosciuta per quello che non erano riusciti ad accertare: la loro età ...

lunedì 7 gennaio 2019

L’età della Sfinge

di Marco di Nunzio

Analizziamo cosa dicono West e Schoch e gli altri studiosi per bocca di C.Wilson.

La Sfinge, un’opera architettonica da considerarsi ciclopica.

Secondo le convinzioni degli egittologi moderni la Sfinge fece la sua comparsa durante l’Antico regno, nella forma di un leone accovacciato con la testa del faraone coperta dal “nemes”, come rappresentazione e simbolo della potenza e della forza del sovrano, sterminatore dei nemici : tale è la Sfinge che raffigura il faraone Chefren.

Successivamente, pur conservando la sua funzione di immagine regale, essa fu anche connessa con il culto solare e divenne pure “immagine vivente di Horo all’orizzonte”. Il suo carattere divino la portò infine a fungere da custode e protettrice delle porte dei templi e dei palazzi. Dobecky, il geofisico che collaborava con J. A. West(autore della teoria sull’erosione della Sfinge da parte dell’acqua, di cui parleremo successivamente), fece alcune interessanti scoperte.
Uno dei metodi di base per studiare gli strati più profondi della roccia consiste nell’uso delle vibrazioni...

venerdì 5 ottobre 2018

L'uomo si nutriva di sola frutta – Lo dimostra uno studio paleontologico

Studi preliminari sui denti fossili hanno condotto il Dott. Alan Walker, antropologo dell’Università John Hopkins a suggerire una ipotesi sensazionale: gli antenati umani, in origine, non erano prevalentemente mangiatori di carne e neppure di semi, germogli, foglie o erbe. Né erano onnivori. I loro denti invece sembrano mostrare le tipiche caratteristiche di chi si nutriva di una dieta a base di frutta.

Almeno fino all’arrivo dell’Homo erectus, la specie immediatamente precedente all’Homo sapiens, non c’è evidenza della dieta onnivora, che oggi è tipica degli esseri umani.

Se confermati, i risultati rovescerebbero parecchi presupposti comunemente ritenuti validi circa la dieta degli ominidi delle origini, ovvero le creature della specie umana. Si è ritenuto generalmente, per esempio, che i grandi molari, piatti in superficie, delle specie robuste di Australopiteco [uomo preistorico] e quelli appartenenti all’essere propriamente umano, chiamato Homo habilis, avessero in sé le caratteristiche degli onnivori, mangiatori di carne mescolata a radici, frutta secca a guscio, uova, germogli e frutta ...

venerdì 16 dicembre 2016

I Dinosauri Sono una Bufala?

di D. Wozney

Quando i bambini si recano in un museo dei dinosauri, le figure esposte hanno a che fare con la scienza oppure con l'arte e la fantascienza? E' possibile che fin dall'età precoce siamo stati lavati di cervello affinché credessimo ad una favola? Domande del genere andrebbero poste a chi si arricchisce con il business dei dinosauri.

Questo articolo discute la possibilità secondo cui fin dalle prime, recenti 'scoperte' di 'fossili' di dinosauro abbia avuto luogo un continuo sforzo per costruire nell'immaginario collettivo un nuovo concetto artificiale di animale preistorico definito 'dinosauro.' Tutto ciò tramite l'uso di calchi in gesso combinata alla modificazione e riassemblaggio di ossa fossili di balene, elefanti, alligatori, rinoceronti, iguane, giraffe, bovini, canguri, struzzi, emù, ecc.

Quale sarebbe stato lo scopo di un tale sforzo ingannevole? La motivazione più evidente concerne la creazione di indizi a suffragio della Teoria dell'Evoluzione darwiniana, confutare o mettere in dubbio la Bibbia cristiana e l'esistenza del Dio cristiano, e ridicolizzare la Teoria della Terra Giovane. Eh, già; una simile mistificazione recherebbe in se importanti implicazioni politiche e religiose...