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mercoledì 27 dicembre 2023

Percezione selettiva: i pensieri che ci condizionano

 di Ludovica Scarpa

Amo l’attività fisica; a dir la verità più in teoria che in pratica, e la mia vita è piuttosto contemplativa. Quella che preferisco, a parte il ping-pong, e l’unica che coltivo è pensare, anzi fantasticare, leggere e scrivere, per cui non mi stupisce che la mia pressione sia da sempre molto ma molto bassa. 
 
Così giorni fa esco e mi dico ‘se trovo un aggeggino per misurare la pressione a casa che costi poco me lo prendo!’. E al supermercato trovo davvero l’ultimo aggeggino apposito, a prezzo stracciato. A me, che in effetti mi ritengo molto fortunata, cose simili accadono spesso. Come si spiega? E come mai ve lo racconto?

Ci sono due spiegazioni in circolazione, una ‘new age’ e una ‘scientifica’.

Secondo la prima esisterebbe una ‘legge universale dell’attrazione’, un’energia, con la quale, per risonanza, noi esseri umani attiriamo la nostra esperienza attraverso quel che pensiamo. Detto così sembra una cosa da maga Magò.

Tuttavia il meccanismo è semplice: se penso, ad esempio, che i miei colleghi in ufficio ce l’abbiano con me, come mi comporterò? Entrerò tranquilla e serena, salutando sorridente, oppure starò sul chi vive, guardandoli con sospetto o semplicemente preoccupata? 
Il mio modo di pormi e comunicare ’fa sistema’ con quello degli altri: ci diamo feedback continui, senza farci caso ...

martedì 29 ottobre 2019

Conoscere e gestire i filtri dell'ego

Siamo una macchina biologica progettata per sopravvivere in un mondo duro e selvaggio, per cui gli organi di senso "scannerizzano" il mondo in maniera "neutrale" col compito di trasmettere al cervello informazioni (input) per permettere al meglio la sopravvivenza con meno errori possibili.

Gli organi di senso nascono già limitati (per cause genetiche, anatomiche, fisiologiche, eccetera), quindi ciò che esiste "là fuori", ciò che percepiamo come "reale" è un'interpretazione di ciò che ci arriva limitato a causa del limitato range di funzionamento.

(leggi anche: LA MAPPA E IL TERRITORIO: una via flessibile al "dialogo")

Per di più, ciò che arriva al cervello - per poter avere un senso - deve prima essere interpretato dal "cervello ricevente" al fine di ricostruire un'immagine o un suono; gli input devono essere contestualizzati (nel tempo, nello spazio, rispetto a chi sono, eccetera) prima che il "cervello ricevente" spedisca il pacchetto completo dei dati al "cervello reagente" o "operativo".

Potete vederlo a tutti gli effetti come l'invio di dati via email, a cui viene necessariamente - per completare il significato - allegata (attachment) un'emozione.

Solo così le cose che accadono "fuori" acquisiscono un significato "dentro".
Ecco come facciamo a pensare che ciò che viviamo come reale è reale...

..Ma anche no! ...

lunedì 9 settembre 2019

Il n/s Sistema Istituzionale - parte I

di Paolo Franceschetti

1. Il sistema in cui viviamo e i suoi pilastri.
2. La corruzione. 
3. L’istruzione. 
4. Il sistema fiscale. 
5. La giustizia. 
6. La scienza e la medicina. 
7. La letteratura le arti e l’informazione. 
8. Conclusioni.

1. Il sistema in cui viviamo e i suoi pilastri.

Con questo articolo voglio precisare alcune cose sul termine “complottismo” oggi in vigore, e sul sistema in cui viviamo.

Dunque. Un Complottista secondo la definizione comune è la persona che:

a) pensa che le sorti del pianeta siano rette da poche persone (principalmente i grandi banchieri e le multinazionali);
b) pensa che queste poche persone scatenino guerre e uccidano intere popolazioni.
c) pensa che queste poche persone manipolino l’informazione, l’istruzione, e utilizzino ogni mezzo per tenere le persone inconsapevoli assoggettate.

La prima precisazione da fare è proprio sul termine utilizzato, cioè la parola “complottismo” ...