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sabato 24 maggio 2025

Google e i suoi nuovi strumenti I.A. che creano video ultra realistici

Ci siamo.. 

Presto potremo dire addio alle mani con 6 dita o alle bocche storte che ci strappavano sorrisetti di commiserazione.

Anzi, risulta davvero difficile sorridere quando la tecnologia si sta affinando così rapidamente e a tal punto da far sembrare reale qualsiasi immagine o clip video. Sulla base di un testo l'IA creava già le clip da sola (ved. SORA di OpenAI ad esempio), ma ora c'è di più.

La tecnologia è ancora agli "albori" sottolinea Google, ma la portata di ciò che può essere realizzato sta diventando chiara, e resta da vedere se i progressi dell'intelligenza artificiale aiuteranno l'umanità o se inaugureranno un inferno tecnologico.

Il fatto è che qualsiasi immagine - o filmato - può oggi essere creata dall'intelligenza artificiale con sempre meno possibilità di distinguerli dalla realtà.

E sarà presto alla portata di tutti ... 

giovedì 12 dicembre 2024

Willow è il chip quantistico di Google che comprime un calcolo di 10 quadrilioni di anni in soli 5 minuti

L’innovativo chip da 105 qubit supera i limiti dei supercomputer tradizionali, dimostrando capacità di calcolo estreme.

Google ha presentato Willow, il nuovo chip quantistico capace di risolvere in 5 minuti un benchmark che Frontier, uno dei supercomputer più potenti al mondo, impiegherebbe 10 quadrilioni di anni (10^25) a completare, molto più dell’esistenza dell’intero Universo.

Il benchmark eseguito in cinque minuti è il Random Circuit Sampling (RCS), che misura le prestazioni rispetto ai computer classici ma non ha applicazioni reali conosciute. 
Tuttavia l'RCS è il benchmark più difficile che si possa fare oggi su un computer quantistico, ed è il primo test che un elaboratore di questo tipo deve superare per dimostrare di essere in grado di battere i supercomputer classici. 

Rispetto ai precedenti chip quantistici di Google, Willow è 5 volte più veloce ...

lunedì 7 settembre 2020

A day in your life (Google lo sa)

Ti svegli dopo un sonno di sei ore.
Hai dormito male, sonno leggero e agitato.

Google lo sa: lo ha rilevato dall’accelerometro e dal microfono nel tuo smartphone.


Dall’analisi della rete a cui sei connessa sa pure che non eri a casa tua, ma in un appartamento dall’altra parte della città e, dal registro dei tuoi spostamenti, sa pure che da circa un mese ti ci rechi almeno un paio di volte a settimana.

Google sa chi vive in quella casa, perché il GPS del suo smartphone indica giornalmente la sua presenza lì.
Conosce bene quella persona, come conosce te. Sa che non fa parte della tua cerchia di amici ristretti, perché il suo numero non è nelle loro rubriche e molto raramente si trova negli stessi posti che loro frequentano.

Sa che vi siete registrati a vicenda in rubrica qualche mese fa, ma solo negli ultimi tre avete iniziato a chiamarvi spesso ...

venerdì 1 febbraio 2019

“Effetto Google”: la dipendenza che riporta indietro di decenni


In un mondo in cui la tecnologia la fa da padrona, ogni giorno siamo sommersi da una mole di informazioni che ci consente di sopravvivere. Dalle rubriche sul telefono, alle chat, passando per le notifiche di Facebook, le nostre vite sono scandite da costante suono del “bip” di una qualche applicazione che ci ricorda qualcosa. 



L’assuefazione a questa forma di aiuto, però, ha effetti sulla neurologia degli individui e, più precisamente, sull’aspetto mnemonico. 

Molti studiosi hanno notato che la facilità con cui gli internauti giungono alle informazioni con un semplice “clic” ha portato molti di loro ad una perdita progressiva della memoria, a causa della “pigrizia” nel memorizzare informazioni. 

Tale sindrome è stata ribattezzata “effetto Google”. 


Una ricerca condotta dal Kaspersky Lab ha evidenziato dati preoccupanti su questo fenomeno. Il 90% degli utenti di dispositivi tecnologici soffre, infatti, di una qualche forma di amnesia digitale.
Oltre il 70% non conosce a memoria il numero di telefono dei figli e il 49% quello del partner. 
Diversamente, chi ha vissuto l’era del telefono con cornetta ha una facilità maggiore nel ricordare i suddetti numeri.

venerdì 23 marzo 2018

Il Grande Fratello sa tutto di noi, soprattutto grazie a noi

Facebook avrebbe “passato” a Cambridge Analytica 51 milioni di profili. Destinazione, la campagna pro-Brexit e quella pro-Trump, consentendo ai persuasori di mirare con precisione, fino a centrare in modo selettivo il target desiderato: appelli politici per convincere utenti già “schedati” dal social network, presentati (a loro insaputa) come “clienti” teoricamente disponibili, in base alle loro preferenze: idee espresse nei commenti, tipologia dei consumi dichiarati. 

Da qui la mappatura virtuale del “cliente”: se so cosa ti piace oggi, il mio sistema deduce al volo ciò che ti piacerà domani. 

Si grida allo scandalo: Steve Bannon, l’ex guru di Trump, è uno stregone della manipolazione. «Non lo faremo più», promette Zuckerberg. 

Scandalo? Bannon fa il suo mestiere: portare voti ai politici per cui lavora. Anche Zuckerberg fa il suo mestiere: vendere al marketing i profili degli utenti, che sono ormai 2 miliardi di persone, in tutto il mondo. Rivelazioni: il potente algoritmo messo in campo da Cambridge Analytica permette di “scannerizzare” all’istante, incrociando dati, anche le intenzioni degli ignari utenti, scoprendo in anticipo chi voterà per chi. 
Ma né Bannon né Zuckerberg hanno mai estorto alcunché: la fornitura dei dati-chiave è volontaria, da parte degli utenti ...

domenica 28 settembre 2014

Julian Assange: "Google è diventato malvagio"

Il leader di Wikileaks parla del suo nuovo libro sul colosso del web. Che controlla i nostri dati personali in accordo con la politica estera Usa e l'establishment dell'intelligence. 
E finisce per comportarsi come l'Nsa.

Sono quattro anni che ha perso la libertà e vive da internato. Prima in una splendida casa georgiana nel cuore della vecchia e verde Inghilterra, Ellingham Hall, dove è rimasto agli arresti domiciliari per un anno e mezzo. Poi nel quartiere glamour di Londra, Knightsbridge, dove attualmente si trova, rintanato nell'ambasciata dell'Ecuador, che gli ha concesso asilo politico ormai da due anni. 'Incertezza' è la parola chiave nel futuro di Julian Assange. Nessuno sa come la sua incredibile storia finirà. L'impasse diplomatico-giudiziario continua. Così come continua l'assedio dell'ambasciata da parte di Scotland Yard, sempre pronta ad arrestarlo se solo mette un piede fuori.

Tante volte WikiLeaks e Julian Assange sono stati dati per spacciati. Nel dicembre 2010, appena lui e il suo staff hanno iniziato a pubblicare i cablo della diplomazia americana, si sono visti tagliare dalla sera alla mattina, con un procedimento stragiudiziale, la possibilità di ricevere donazioni dai sostenitori. Improvvisamente Visa, Mastercard, PayPal, Western Union, Bank of America hanno chiuso i rubinetti.

La scena di WikiLeaks ridotta nei messi successivi a vendere adesivi per sopravvivere ha fatto concludere a troppi che Assange e la sua organizzazione fossero ormai finiti. Un'intrigante meteora per attivisti e libertari. Un incubo passeggero per i potenti sempre bisognosi dello scudo della segretezza. In ogni caso, a tanti WikiLeaks sembrava un'avventura finita. E invece abbiamo visto con il caso Edward Snowden quanto fosse sbagliata la previsione ...

martedì 9 luglio 2013

Le Latitudini dell'Occhio Onniveggente

Supponiamo che un ricercatore o un qualsiasi curioso internauta vogliano scoprire il significato di Occhio Onniveggente, noto anche come Occhio che tutto vede, comincerebbe nel digitarlo all'interno di un motore di ricerca, ad esempio Google, uno tra i più usati. Nella home page di ricerca già compare un occhio che sostituisce una O di Google e nello stesso tempo raffigura testa e pupilla di una forma aliena a bordo del classico Ufo ovale. Come vedete nell'immagine sopra c'è una freccia (che sta per play), cliccandola scoprirete un breve e semplice giochino, che una volta concluso vi farà capire qual'è il nesso, se prima non lo conoscevate.

Si tratta dell'anniversario dell'incidente Roswell successo l'8 luglio del '47, uno dei casi più famosi di ufologia, insabbiato da governo e militari e archiviato, infatti secondo la versione ufficiale e, come riporta anche wikipedia, si trattò dello schianto di un pallone sonda. Consiglio la visione del film documentario "I Padroni del Mondo" di Massimo Mazzucco, in cui tale versione viene abbondantemente demolita.
Proseguendo nella ricerca del significato sul simbolo in questione, scrivendo "occhio onniveggente" si finisce inevitabilmente nel sito Sator ws, che compare nella prima pagina del motore di Google e che si occupa di codici e messaggi occulti. Estrapoliamo che:
"L'occhio onniveggente è una simbologia massonica di origine egizia; tuttavia questa interpretazione è stata pesantemente criticata da alcuni fanatici fautori delle teorie complottiste, che ci vedono dietro l'Occhio di Lucifero, l'occhio dell'angelo decaduto dal quale, secondo una leggenda, fu intagliato il Santo Graal. Questa visione cospirazionista afferma che il pianeta è in mano a un gruppo di Seguaci di Satana il cui compito è quello di distruggere l'Umanità. Principali attori di questa commedia infernale sarebbero tutti i nobili, i potenti, le banche e i gruppi di potere facenti capo agli Illuminati." ....