Visualizzazione post con etichetta privacy. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta privacy. Mostra tutti i post

mercoledì 29 luglio 2026

Privacy per i potenti, sorveglianza per tutti gli altri: la proposta di regolamentazione tecnologica dell'UE si spinge troppo oltre


Il mese scorso abbiamo criticato il Frontier AI Act della California. La legge privilegia la conformità alla gestione del rischio, proteggendo al contempo burocrati e legislatori da ogni responsabilità. 

In sostanza, impone norme regolamentari dall'alto, invece di consentire alla società e agli esperti del settore di sperimentare e sviluppare standard etici dal basso.

Forse potremmo liquidare la legge come l'ennesimo esempio della propensione interventista della California, ma alcuni politici e regolatori americani stanno già chiedendo che la legge diventi un “modello per armonizzare la supervisione federale e statale”. L'altra fonte di ispirazione per questo modello sarebbe l'Unione Europea (UE), quindi vale la pena tenere d'occhio le normative che usciranno da Bruxelles.

L'UE è già molto più avanti della California nell'imporre normative problematiche e calate dall'alto. 

Infatti l'Artificial Intelligence Act del 2024 segue i principi di precauzione generali dell'UE. Come spiega il think tank interno del Parlamento europeo: “Il principio di precauzione consente ai decisori di adottare misure precauzionali quando le prove scientifiche su un rischio per l'ambiente o la salute umana sono incerte e la posta in gioco è alta”...

sabato 31 gennaio 2026

La sicurezza


Il "virus" è stato una scusa.
Uno strumento.
Uno dei vari/veri obiettivi era questo.
La sicurezza.

Quella che dicono di voler garantire, mentre costruiscono il caos. Immigrazione incontrollata, dissoluzione dell’identità, criminalità crescente, paura quotidiana.
Poi arrivano loro, con la soluzione già pronta.
Problema creato.
Soluzione imposta.
La tecnologia è l’alleato perfetto contro il caos. Un caos generato da loro stessi.
Ed eccoci qui. Ci stiamo avvicinando. Lentamente. Inesorabilmente. Senza quasi accorgercene.
Telecamere. Software contapersone.
Sistemi di riconoscimento, analisi dei flussi, tracciamento dei comportamenti...

lunedì 11 agosto 2025

L’UE rilancia il “Chat Control”: messaggi tutti nel mirino

 
La proposta del Consiglio Ue sostenuta da 19 Stati prevede la scansione automatica dei messaggi privati prima della crittografia: allarme privacy.

La Danimarca, nel primo giorno della sua Presidenza dell’UE, ha rilanciato la proposta di legge, e ora le nuove obbligazioni per tutti i servizi di messaggistica attivi in Europa – che imporrebbero la scansione delle chat degli utenti – potrebbero essere adottate già a partire da ottobre.

"A more radical version"

Proposta per la prima volta nel maggio 2022, quella che i critici hanno ribattezzato “Chat Control” mira a contrastare la diffusione online di contenuti legati agli abusi su minori (CSAM) tramite la scansione di tutte le comunicazioni, comprese quelle criptate.
Nel corso degli anni, tuttavia, la proposta ha subito numerosi cambiamenti, sollevando forti preoccupazioni da parte di attivisti per la privacy, esperti tecnologici e persino politici.

Gli esperti temono soprattutto che le nuove obbligazioni legate alla scansione finiscano per indebolire la protezione offerta dalla crittografia end-to-end, una funzionalità cruciale adottata da servizi come WhatsApp, Signal e Proton Mail, che rende le comunicazioni illeggibili da terzi non autorizzati...

mercoledì 14 maggio 2025

Le nostre case potrebbero spiarci


I dispositivi tecnologici con cui rendiamo più semplice la nostra vita domestica potrebbero spiarci. In una sorta di Grande Fratello, ogni telecamera o device di smart home, che ci ascolta e conosce tutti i nostri dati, potrebbe agire contro di noi. 

Gli assistenti vocali ci ricordano gli impegni che abbiamo, eseguono i nostri comandi di accedere e spegnere le luci; le telecamere di sicurezza controllano i nostri figli o animali domestici lasciati in casa. 

Tutti questi vantaggi e comodità, però nascondono molti rischi, spesso sottovalutati. 

I dispositivi possono rivelarsi un’arma trasformandosi in strumenti di controllo, spiandoci e utilizzando i nostri dati, inclusi i nostri indirizzi, i sistemi di pagamento, e i nostri spostamenti contro di noi ...

mercoledì 16 aprile 2025

Il prezzo della convenienza

di Joshua Stylman

Immaginate: il vostro smartphone si spegne mentre siete in viaggio e all'improvviso vi ritrovate impotenti, incapaci di navigare, pagare o persino accedere alla prenotazione dell'hotel. Non è un'ipotesi; è la nostra realtà. 

Secondo il “Digital 2024 Global Overview Report” di DataReportal, la persona media trascorre ora oltre 7 ore al giorno sui dispositivi digitali, con il 47% che segnala ansia quando è separata dai propri telefoni. Quello che una volta era un piccolo inconveniente è ora diventata una crisi, rivelando quanto profondamente abbiamo integrato la tecnologia nella nostra esistenza quotidiana, dall'ordinare un caffè al dimostrare la nostra identità.

George Orwell immaginava una distopia di sottomissione forzata, ma gli è sfuggito qualcosa di cruciale: le persone rinunciano volontariamente alle proprie libertà per le comodità. Come spiega Shoshana Zuboff in “The Age of Surveillance Capitalism”, questa disponibilità a barattare la privacy per la comodità rappresenta un cambiamento fondamentale nel modo in cui il potere opera nell'era digitale. 

Non abbiamo bisogno che il Grande Fratello ci osservi: invitiamo la sorveglianza nelle nostre case tramite altoparlanti smart, telecamere di sicurezza ed elettrodomestici connessi, tutto in nome di una vita più facile. Non solo accettiamo questa sorveglianza; l'abbiamo interiorizzata come un compromesso necessario ...

martedì 28 marzo 2023

Mostrare danneggia l'essere

 di Daniela Marinelli

C'è un andamento inquietante che in questo periodo osservo, relativamente all'utilizzo dei social che coinvolgono i bambini.

È vero che come adulti e genitori abbiamo la podestà rispetto alle scelte che coinvolgono i nostri figli, quando sono bambini eppure, osservo sempre più, come tali scelte vadano nella direzione di mancato rispetto al bambino e di una non tutela del suo spazio privato.
 
Un bambino non sa cosa siano Facebook, Instagram e Tik Tok e, seppur ne conosca in qualche modo il funzionamento, non ne può comprendere realisticamente la portata e quindi non può percepire realisticamente il significato e l'impatto di una sua foto in rete e di un video che lo ritrae.

Da un po' di tempo, osservo con preoccupazione e orrore bambini esposti sempre di più, messi in scena e riprodotti costantemente, mentre parlano, cantano, ballano o compiacciono i genitori che stanno lì, con una frequenza inquietante, a filmare e postare. 
Proprio la frequenza e la ripetizione con cui questo avviene ci dice che, eccitati dal numero di like e e follower e gratificati nell'orgoglio genitoriale di potersi vantare di quel figlio, di quella bellezza, di quel talento, di quell'intelligenza simpaticamente chiacchierona, non si accorgono di come la quotidianità del bambino venga turbata ...

lunedì 7 settembre 2020

A day in your life (Google lo sa)

Ti svegli dopo un sonno di sei ore.
Hai dormito male, sonno leggero e agitato.

Google lo sa: lo ha rilevato dall’accelerometro e dal microfono nel tuo smartphone.


Dall’analisi della rete a cui sei connessa sa pure che non eri a casa tua, ma in un appartamento dall’altra parte della città e, dal registro dei tuoi spostamenti, sa pure che da circa un mese ti ci rechi almeno un paio di volte a settimana.

Google sa chi vive in quella casa, perché il GPS del suo smartphone indica giornalmente la sua presenza lì.
Conosce bene quella persona, come conosce te. Sa che non fa parte della tua cerchia di amici ristretti, perché il suo numero non è nelle loro rubriche e molto raramente si trova negli stessi posti che loro frequentano.

Sa che vi siete registrati a vicenda in rubrica qualche mese fa, ma solo negli ultimi tre avete iniziato a chiamarvi spesso ...

lunedì 27 aprile 2020

Caro premier, voglio essere controllato e vaccinato

di Paolo Franceschetti

Caro Premier e cari politici,

Io sono un complottista, ma sono diverso dagli altri. Non temo il controllo, i vaccini, il 5G, i droni quando vado a correre, in realtà non temo nulla. E voglio tutto questo, vaccini, 5G, controllo totale.

Voglio essere controllato anche dai droni, non solo quando corro, ma anche quando dormo e anche quando trombo. Vi capisco. E’ per la nostra sicurezza. Ma ovviamente voglio pensare – perché è logico pensarlo – che questi droni saranno usati anche per andare a controllare le ville isolate in mezzo al nulla, quelle dove spesso i potenti fanno le loro riunioni; perché vede, non so se lei lo sa, ma ogni anno spariscono migliaia di bambini, in Europa, e fanno una fine terribile.

E se si usassero questi droni per questi motivi forse molti non sparirebbero più.
Pensi, Presidente, anche Trump ha capito che quella dei bambini scomparsi è una piaga per la nostra società, tanto da aver dichiarato il problema della pedofilia un problema di sicurezza nazionale.

Nell’Ardèche, una provincia francese, scompaiono un numero di bambini impressionante, ad esempio; spero che il presidente francese usi i droni per andare a controllare minuto per minuto quello che succede in ogni istante in certe ville sperdute ...

sabato 20 luglio 2019

FaceApp, dove finiscono le foto modificate?

...  I dubbi di Di Corinto

L'applicazione per modificare l'aspetto che in questi giorni impazza sui social potrebbe mettere a rischio la privacy degli utenti, e non solo. 
Conversazione con Arturo Di Corinto, docente e saggista, esperto di nuove tecnologie.

Viaggi nel futuro? Ancora le tecnologie che l’essere umano ha a disposizione non permettono di attraversare lo spazio-tempo, però un assaggio del nostro aspetto futuro l’abbiamo visto scorrere sulle pagine social in questi giorni grazie a un’applicazione, FaceApp, che modificando un’immagine del volto ricostruiva quello che sarà il nostro aspetto futuro.

Ma c’è un prezzo, e come spesso accade ha a che vedere con la privacy. 

“Il problema è che le facce sia originali che quelle modificate una volta che sono dentro questi database possono essere rivendute a dei soggetti che creano eserciti di profili fantoccio”, ha spiegato a Formiche.net Arturo Di Corinto, docente e saggista, esperto di nuove tecnologie, che incontra diverse criticità nell’applicazione creata da Yaroslav Goncharov ...

venerdì 22 maggio 2015

La rete è stata imbrigliata, blogger sotto scacco.

"- Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito web. Se continui ad utilizzare questo sito per legge (Provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali n. 229/2014) necessitiamo della tua autorizzazione all'uso di tutti i tipi di cookie. ----------------- Ti ringraziamo dato che insieme a noi sopporti l'inutile burocrazia italiana imposta dalla dittatoriale Unione Europea.Ok"

di Jacopo Cioni e Carlo Pompei

Ebbene si, ci stanno riuscendo.
Il 2 giugno 2015 anche in Italia entreranno in vigore i nuovi adempimenti previsti dalla normativa europea sui cookie.

Questo l’articolo sul ilsole24ore
Questa la normativa: GUIDA-COOKIES

La scusa è sempre la stessa, tutelare qualcuno. Con questa scusa le leggi sono riuscite a vincolare di tutto e di più. Leggi sempre più costrittive in tutti i campi. Nel lavoro la burocrazia ha stretto i cappi e strangolato le aziende, nel fiscale gli adempimenti hanno demolito i guadagni sottraendo denaro e tempo. Addirittura sottraendo la vita per la disperazione. Tutto è soffocante, è catena, è controllo. Com’è possibile che qualcuno si consideri ancora libero?

Adesso tocca alla rete, sono anni che parlano di regolamentazione, leggi, controllo. Si sono usati i pedofili (e si useranno ancora) per far credere che la rete è un covo di pervertiti. Si sono usati gli hacker (e si useranno ancora) per far credere che la rete sia un assemblato di terroristi cibernetici. Si sono usate le truffe on line (e si useranno ancora) per far credere che la rete sia un mondo di delinquenti. Si, ci sono gli uni e gli altri e vanno perseguiti, ma le leggi in merito esistono già e non credo che un sito pedo-pornografico si farà problemi per l’esistenza di una normativa di garanzia della privacy.

Perché vogliano avere il controllo? Perché la rete è ancora libera e per quanto bravi è ancora di difficile un controllo certosino, però avendo a disposizione i biscottini….

mercoledì 29 maggio 2013

Obama: ammissione di colpa?

Un discorso epocale di Obama smonta un decennio di attacchi mediatici. 

Il Presidente degli Stati Uniti ha tenuto un lunghissimo discorso durante una cerimonia che si è tenuta al teatro Fox di Redwood City in California, lo scorso 23 Maggio 2013.

Il discorso chiave di Obama ha reso sensazionali ammissioni di illeciti e di errori del governo americano ammettendo per esempio la sua incapacità di chiudere, come promesso il centro di detenzione illegale Guantanamo, Cuba.
Poiché non ci sono state smentite in merito all'accuratezza e al dettaglio degli aspetti salienti della dichiarazione che vedete nel video, anche il congresso è sotto la luce dei riflettori per il suo ruolo attivo e continuativo in palese violazione della Carta Costituzionale.
I mezzi di comunicazione, anche se il discorso è andato in onda in forma integrale (per quanti lo abbiano ascoltato in forma integrale) hanno sistematicamente e volutamente scelto di censurare quello che è stato effettivamente detto.
Se avessero invece lavorato in modo coerente con il diritto alla libertà di parola e onorando la Deontologia giornalistica, sarebbero certamente emersi seguenti punti fondamentali: ..

domenica 27 gennaio 2013

Siamo tutti schedati: SGR controlla ogni italiano. La rivelazione shock

Angelo Greco

A Lugano esiste una società che controlla e scheda ogni italiano il cui nome sia stato pubblicato in un giornale o in un atto pubblico; i loro database contengono la storia di oltre mezzo milione di persone. L’unico modo per sfuggire al “grande occhio” è di condurre una vita in totale anonimato. Per poche centinaia di euro è possibile accedere agli archivi e consultarli. Ma tutto ciò è davvero legale?

Le migliori storie nascono con un postino che bussa alla porta. La lettera che mi consegna è anonima. A prima vista la scambio per una richiesta di sostegno da parte di qualche Onlus. Si salva miracolosamente dalla spazzatura. Poi la apro. Comincia così:

“Gentile avvocato Angelo Greco, leggendo il suo articolo relativo alla banca dati World Check– il quale mi trova perfettamente d’accordo – mi sono tuttavia reso conto che lei non ha ancora avuto modo di vedere qualcosa di peggio. A me purtroppo è capitato”.

L’indagine nasce da qui.

Esiste una società che ha due porte, un po’ come le banche svizzere. La prima è quella ufficiale: come dominio internet ha scelto l’url “www.antiriciclaggio.ch”. A leggerlo così, su due piedi, lo si scambia per un sito specializzato in questioni commerciali e di sicurezza.
Invece, una volta dentro, il processo di scoperta (e “illuminazione”) è graduale. Si scoperchia innanzitutto il vero nome dell’azienda: SGR Consulting SA...