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giovedì 28 maggio 2026

La grande mutazione dell’Essere: dal pensiero analogico alla servitù digitale

 di Marcello Rossini

C’è chi pensa ancora per onde – nel suo pensiero lento, continuo, incarnato nel silenzio – e chi pensa per zero e uno, in una realtà inesistente. Il primo è tentato da Lucifero, che lo seduce verso l’alto, verso l’estasi senza radici. Il secondo è già nelle mani di Arimane, che ha costruito per lui un mondo perfetto senza anima. 

Gli Asura, più antichi e più pazienti, lavorano nel fondo: non vogliono il pensiero – vogliono l’Io, e nell’era digitale trovano il terreno più fertile che abbiano mai avuto.

Rudolf Steiner aveva visto con precisione inquietante ciò che stava per accadere. Arimane – la potenza spirituale del freddo, della cristallizzazione, della materia senza spirito – non avrebbe conquistato l’uomo con la forza bruta, ma con la comodità. 
Avrebbe costruito un mondo così perfettamente funzionante da rendere superfluo il pensiero vivo. 
La macchina digitale è la sua opera più compiuta: un’intelligenza senza Io, una memoria senza anima, una rete senza centro...

mercoledì 16 aprile 2025

Il prezzo della convenienza

di Joshua Stylman

Immaginate: il vostro smartphone si spegne mentre siete in viaggio e all'improvviso vi ritrovate impotenti, incapaci di navigare, pagare o persino accedere alla prenotazione dell'hotel. Non è un'ipotesi; è la nostra realtà. 

Secondo il “Digital 2024 Global Overview Report” di DataReportal, la persona media trascorre ora oltre 7 ore al giorno sui dispositivi digitali, con il 47% che segnala ansia quando è separata dai propri telefoni. Quello che una volta era un piccolo inconveniente è ora diventata una crisi, rivelando quanto profondamente abbiamo integrato la tecnologia nella nostra esistenza quotidiana, dall'ordinare un caffè al dimostrare la nostra identità.

George Orwell immaginava una distopia di sottomissione forzata, ma gli è sfuggito qualcosa di cruciale: le persone rinunciano volontariamente alle proprie libertà per le comodità. Come spiega Shoshana Zuboff in “The Age of Surveillance Capitalism”, questa disponibilità a barattare la privacy per la comodità rappresenta un cambiamento fondamentale nel modo in cui il potere opera nell'era digitale. 

Non abbiamo bisogno che il Grande Fratello ci osservi: invitiamo la sorveglianza nelle nostre case tramite altoparlanti smart, telecamere di sicurezza ed elettrodomestici connessi, tutto in nome di una vita più facile. Non solo accettiamo questa sorveglianza; l'abbiamo interiorizzata come un compromesso necessario ...

sabato 28 luglio 2018

Il movimento fisico, fonte di gioia, di bellezza e di salute

Gianni Tirelli

“ 710 miliardi di euro, il costo dell’inattività fisica in America, in un anno ”

Anche l’essere umano, al pari di tutte le altre forme di vita, caratterizza la sua originaria natura su un elemento principe e fondamentale che è alla base di ogni sua funzione: il movimento fisico. Il movimento costante e metodico del corpo, ha una funzione rigenerante, purificante, catartica ed equilibrante, atta all’espulsione e alla sintesi di tutte quelle scorie e tossine organiche e psicologiche che il nostro metabolismo produce quotidianamente. Stimola la produzione di endorfine che agiscono sull’umore, fortificando il pensiero positivo.

Stitichezza, mal di testa, mal di schiena, problemi digestivi, tiroidei, cardiovascolari, diabete, tumori e affini, non sono che gli effetti collaterali e le conseguenze logiche di un’immobilità cronica e sistematica, che hanno trasformato l’individuo moderno in un handicappato – paradigma di un’esistenza svuotata da ogni volontà, intraprendenza, personalismo e slancio rivoluzionario.

La cura farmacologica, poi, è una ulteriore mazzata alle già precarie condizioni di questo singolare “soggetto” che, oltre al rischio di assuefazione, dovrà pagare gli effetti devastanti delle sue controindicazioni.

L’omologazione al ribasso della dignità umana, è il risultato indotto dell’inattività fisica e della supina accettazione del dogma liberista.

Quelle che oggi sono definite “le comodità” e che, diversamente dai propositi, si sono rivelate come l’inedita schiavitù di un inferno quotidiano, hanno drasticamente e drammaticamente azzerato la soglia di sopportazione del “dolore” e tradotto ogni atto e pensiero in dipendenza e inettitudine morale, terreno di cultura del vizio, dell’ozio e della perversione ...