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giovedì 6 agosto 2026

L'Ombra

 
L’intera creazione esiste in te, e tutto quello che è in te esiste anche nella creazione.
Non esistono confini fra te e un oggetto che è accanto a te, proprio come non esiste distanza fra te e oggetti molto lontani. Tutte le cose, le più piccole come le più grandi, sono presenti in te e uguali a te. Un unico atomo contiene tutti gli elementi della terra.
Un solo movimento dello spirito comprende tutte le leggi della vita. In un’unica goccia d’acqua si cela il segreto dell’oceano infinito. Un’unica tua manifestazione rivela tutte le manifestazioni della vita.
- Kahlil Gibran -


L’uomo dice ” Io ” e con questo termine intende un’infinità di diverse identificazioni:
”Io sono un essere di sesso maschile, di nazionalità tedesca, padre di famiglia, insegnante. Sono attivo, dinamico, tollerante, bravo, amante degli animali, amate della pace, bevo il tè, ho per hobby la cucina, ecc.“. Queste identificazioni sono state a un certo momento precedute da scelte: una possibilità è stata preferita ad un’altra, un polo è stato integrato nell’identificazione mentre l’altro è stato escluso.
Così l’identificazione: ” Io sono attivo e bravo ” esclude automaticamente:
”Io sono passivo e pigro“.

Da un’identificazione deriva per lo più molto rapidamente anche una valutazione: ” Bisogna essere attivi e bravi – non è bene essere passivi e pigri “. Indipendentemente dal fatto che una simile valutazione possa essere sostenuta da argomentazioni e teorie, si tratta in ogni caso di un punto di vista soggettivamente convincente ...

mercoledì 9 ottobre 2024

La distanza da Sé

Non c’è niente lì fuori che possa colmare il vuoto che ti separa da te stesso.

Esiste uno spazio piccolissimo ma allo stesso tempo così difficile da colmare. Una distanza di soli pochi centimetri, quella che passa dalla testa al cuore, ma che racchiude un’infinità di tesori e segreti preziosi da tempo celati all’interno di ognuno di noi.

Questa distanza è tutto ciò che ti separa da te stesso, dal tuo vero te stesso, quello che continui a cercare ancora là fuori nel mondo, tentando di mendicare approvazione, gratificazione e sicurezza, ma non c’è nulla che possa arrivare dall’esterno a colmare questa piccola/enorme lacuna, solamente tu lo puoi fare, tu e nessun altro per te.

Avere tutto, ma non se stessi

Gli esempi di questa evidenza li abbiamo sotto gli occhi ogni giorno. La storia più o meno recente pullula di persone che nella vita, hanno avuto tutto ciò che un essere umano possa desiderare a livello materiale, ricchezza, fama, successo, abbondanza di ogni bene di consumo, hanno avuto tutto e anche oltre, eppure hanno concluso la loro esistenza miseramente, soli, spesso stroncati da overdose letali di droga, da suicidi e da crisi depressive sconvolgenti. Perché? ...

domenica 24 dicembre 2023

A Natale girano i Diavoli: perché? L’altro senso di una festa

"A NATALE GIRAN’ E’ RIAVOLI” ovvero a Natale circolano i diavoli diceva mia nonna

di Sabato Scala

E’ un antico detto campano che proviene da una atavica sapienza popolare e tiene in conto di un fenomeno evidentemente sempre esistito, che meriterebbe uno studio sociologico e psicologico specifico: l’amplificazione esasperata dei comportamenti e dei sentimenti negativi, sia personali che collettivi in contrasto con l’idea di un giorno in cui tutti dovrebbero essere “piú buoni”.

I vecchi fedeli, come mia nonna, avevano la loro infallibile spiegazione: era il demonio che, infastidito dalla festività con cui si ricorda la nascita del suo nemico , Gesú, e dal “giorno della bontà”, si ribella e conwquista più prede del solito tra i “deboli” ed i “poco credenti” .

In questo modo i vecchi mettevano un argine morale alla tristezza e ai sentimenti negativi, facendo credere a grandi e bambini che quel senso di fastidio che sentivano nel cuore, difficile da qualificare e da spiegare, aveva provenienza demoniaca e quindi andava tenuto lontano.

In ogni caso testimoni di un fenomeno che in maniera diretta o indiretta tutti noi sperimentiamo in questo periodo...

lunedì 29 maggio 2023

I molti Sé

Il nostro vivere e il nostro sapere si basano per lo più su norme e precetti silenziosamente accettati. 

Sostanzialmente, viviamo una vita assimilando delle credenze che non sono scaturite da nessun nostro pensiero, da nessuna nostra esperienza diretta, ma che ci vengono ripetutamente imposte dalla società, dalla famiglia, dalla scuola, dal contesto mediatico. 

Ci comportiamo similmente ad un animale domestico che non si ribella al guinzaglio poiché è una pratica che sperimenta da sempre e che pertanto considera naturale. 

Tutto avviene solo per cieca fede, così accettiamo che qualcun altro pensi per noi, che ci dia una direzione e una certa impostazione e, in qualsiasi ambito, una condizione diviene per noi effettiva proprio perché consensuale.

Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità” 
(Joseph Goebbels) ...

venerdì 3 febbraio 2023

Al di là dell'ego

Fonte: “UN NUOVO MONDO – Riconosci il vero senso della tua vita” di Eckhart Tolle. © 2008 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Milano (ISBN 978-88-04-57781-2)

(pag. 57-61) “La maggior parte delle persone è così completamente identificata con la voce nella testa, con quell’incessante flusso di pensiero involontario e compulsivo e con l’emozione che lo accompagna, che potremmo definirla posseduta dalla propria mente.
Fino a che ne siete completamente inconsapevoli, credete che colui che pensa sia chi siete. Questa è la mente egoica. La chiamiamo egoica, perché vi è un senso del sé, dell’io (l’ego), in ogni pensiero, in ogni memoria, in ogni interpretazione, opinione, punto di vista, reazione, emozione. E, spiritualmente parlando, questa è l’inconsapevolezza.
Il vostro pensare, il contenuto della vostra mente, è ovviamente condizionato dal passato, dalla maniera in cui siete stati educati, dalla vostra cultura, dalla situazione familiare e così via. Il nucleo centrale di tutta la vostra attività mentale consiste in pensieri ed emozioni ripetitivi, in schemi reattivi con i quali siete fortemente identificati.
Questa entità è l’ego stesso ...

lunedì 18 luglio 2022

Siate incoerenti! Il Sé e identità multipli

Chi sono? Che cosa mi rende ciò che sono, con la mia identità? Che cosa mi permette di rimanere me stesso in situazioni diverse?
Sono domande fondamentali, le cui risposte ci permettono di vivere e di relazionarci.


Percepire un senso di coerenza che ci permette di sperimentarci come noi stessi in ogni situazione ci dà la possibilità di possedere una struttura di identità abbastanza stabile da sorreggerci e flessibile quanto basta per adattarsi. Infatti, senza nessun tipo di coerenza ci troveremmo ad esistere come i colori di un’aurora boreale, costantemente cangianti; sempre mutanti, senza forma, condannati ad una perpetua metamorfosi.
E’ il caso ad esempio del disturbi Borderline di personalità, condizione psicopatologica caratterizzata dalla difficoltà di sperimentare un senso di costanza identitaria: l’identità è fluida e non mantiene un fil rouge, un senso che possa connettere le diverse parti, i diversi periodi di vita, le diverse esperienze.

La cultura occidentale, filosofica e scientifica, ha fatto della coerenza e della razionalità una vera e propria religione, al punto di portarla all’eccesso, di sfiorare il fanatismo.

Pensiamo di poter utilizzare la ragione per capire che cosa sia giusto fare in ogni situazione (tralasciando altre abilità fondamentali, come l’intuito e l’azione istintiva), pensiamo di poter dare forma alle nostre emozioni ragionandoci sopra (cosa impossibile per la natura stessa delle emozioni, che sfugge al controllo della razionalità) e ci identifichiamo con alcune nostre caratteristiche che ci de-finiscono (cioè “limitano lontano da”) e distinguono (cioè “segnano nella separazione da”)...

sabato 26 febbraio 2022

Sulla guerra

da "Frammenti di un insegnamento sconosciuto"
di P.D. Ouspensky


C'era una domanda intorno alla guerra: Come impedire le guerre? 
Non si possono impedire le guerre. 

La guerra è il risultato della schiavitù nella quale gli uomini vivono. Ad essere esatti, le guerre non avvengono per colpa degli uomini. Alla loro origine stanno forze cosmiche, influenze planetarie.

Ma negli uomini non vi è alcuna resistenza a quelle influenze, e non vi può essere, perché gli uomini sono schiavi. Se fossero degli uomini, se fossero capaci di "fare", sarebbero capaci di resistere a queste influenze, e di trattenersi dall'uccidersi l'un l'altro.

"Ma coloro che comprendono questo, non possono fare qualcosa?" domandò la persona che aveva posto la domanda sulla guerra. "Se un numero sufficiente di uomini arrivassero alla conclusione categorica che non vi devono più essere guerre, non potrebbero influenzare gli altri?"

Coloro che non amano la guerra l'hanno tentato quasi dal tempo della creazione del mondo, disse G. E tuttavia non vi è mai stata una guerra paragonabile a quella attuale (1938/45).

Le guerre non diminuiscono, ma crescono e non possono essere fermate con mezzi ordinari. Tutte queste teorie sulla pace universale, le conferenze per la pace, ecc., non sono che pigrizia e ipocrisia.


Gli uomini non vogliono pensare a sé stessi, non vogliono lavorare su di sé, non pensano che ai mezzi per indurre gli altri a servire i loro capricci, a fare ciò che desiderano...

sabato 7 agosto 2021

L'ego, il falso centro

 Osho Rajneesh

Come prima cosa, si deve comprendere cos’è l’ego.

Un bimbo nasce. Egli viene al mondo senza alcuna cognizione, né coscienza del suo sé. 
E quando un bimbo nasce la prima cosa di cui diventa consapevole non è se stesso: come prima cosa diventa consapevole dell’altro. E’ naturale, perché gli occhi si aprono verso l’esterno, le mani toccano gli altri, le orecchie ascoltano gli altri, la lingua sente il sapore del cibo e il naso sente gli odori esterni. Tutti questi sensi sono aperti verso l’esterno.

Nascere significa questo.
Nascita significa venire in questo mondo: il mondo di ciò che sta fuori. Per cui, quando nasce un bambino, egli nasce a questo mondo. Apre gli occhi, vede gli altri.

Gli “Altri” significano il tu. Egli dapprima diventa consapevole della madre. Poi, un po’ alla volta, diventa consapevole del suo corpo. Anche questo è l’altro, anche questo appartiene al mondo esterno. Ha fame e sente il suo corpo; il suo bisogno viene soddisfatto, ed egli si dimentica del corpo.
E’ così che un bimbo cresce.
Prima diventa consapevole dell’altro, e poi, a poco a poco, in contrasto con l’altro, diviene consapevole di se stesso.
Tale consapevolezza è una consapevolezza riflessa. Egli non è consapevole di chi lui sia. E’ semplicemente consapevole della madre e di ciò che lei pensa di lui. Se sorride, se gli fa dei complimenti, se gli dice: “Quanto sei bello”, se lo abbraccia e lo bacia, il bimbo è soddisfatto di sé.
In questo modo, è nato l’ego ...

mercoledì 12 maggio 2021

L'esigenza di una alimentazione ETICA e di QUALITA' nel percorso di realizzazione del Sé

 di Arcangelo Miranda

Più facciamo i furbi, più rimaniamo imprigionati dalla stessa nostra furbizia; tutto ciò che accade, indica come il mondo che stiamo creando ci stia sempre più sfuggendo di mano a causa della nostra irresponsabilità derivante dal fatto che non ci impegniamo a far andar bene le cose.

Buona lettura e scusate se non sarò breve, ma queste informazioni sono di carattere vitale.

Il quarto ostacolo agli studi occulti è rappresentato dal corpo fisico che è stato costituito con un nutrimento a base di carne e di cibi e bevande fermentati ed è cresciuto in ambienti in cui aria fresca e luce solare non erano fattori predominanti.
Da secoli l’alimento base delle razze occidentali è formato da cibi in decomposizione e quindi in condizione di fermentazione; il risultato si può riscontrare nei corpi non adatti a sostenere gli sforzi imposti dall’occultismo che costituiscono quindi una barriera al chiaro risplendere della Vita interiore.
- Alice Bailey -

Con queste parole di Alice Bailey vogliamo introdurre il presente servizio che è una presentazione costituita da alcuni brani prelevati dal libro IO SONO Immortale; questo servizio, che è stato integrato ben oltre i contenuti del libro stesso, ne ricalca le linee guida per le quali è certo che un avvelenamento del corpo fisico è un ostacolo per lo Studente impegnato nella Grande Opera.
Buona lettura!..

sabato 28 novembre 2020

Homo Nosce Te Ipsum: Uomo conosci te stesso

Conosci te stesso .. Poche persone hanno saputo interpretare correttamente questa massima di Talo di Mileto, iscritta nel frontespizio del “Tempio dell’Oracolo di Delfo”. Chi è questo “sé stesso” che dobbiamo conoscere? Ci sono per caso, aspetti del nostro essere che ignoriamo?
Ci si riferisce, in questa massima, forse alla personalità, al carattere? Evidentemente no. 

La conoscenza della personalità e delle sue tendenze è importante, questo è ovvio, ma se conoscersi fosse unicamente questo, non si sarebbe posto questo precetto sul frontespizio del Tempio.

Conoscere sé stesso, vuol dire riconoscere il nostro “Vero Essere”, quello che siamo realmente, oltre qualsiasi speculazione intellettuale o razionale, oltre qualsiasi supposizione. E’ conoscere la radice della nostra esistenza, il proposito fondamentale e la nostra eredità cosmica. E di tutto questo, ovviamente, ne sappiamo veramente poco o nulla.

Conoscere sé stesso, è ritrovare tutte le potenzialità e possibilità, che come “Figli di Dio” abbiamo ereditato dal nostro Creatore. Frugare nelle nostre parti più profonde ed intime, per vedere chi e che cosa siamo realmente. Questo è il nostro primo dovere come uomini. 

La tripla interrogazione "Chi sono? Da dove vengo? Dove vado?" costituisce il principio filosofico della vita e la primordiale affermazione che l’essere umano possiede alcune profondità, attecchite in suoli di immortalità, e un anelito altissimo, che esige di scoprirle e manifestarle ...

venerdì 26 giugno 2020

Osservare la propria mente quando pensa - Eckart Tolle


Se qualcuno va dal medico e dice «sento una voce nella testa», con ogni probabilità sarà mandato da uno psichiatra. Il fatto è che in maniera molto simile praticamente ognuno di voi sente continuamente una voce o diverse voci nella testa: i processi di pensiero involontari che non ci rendiamo conto di poter fermare. Monologhi o dialoghi continui.

Probabilmente tutti avete incontrato per la strada persone «matte» che parlano o brontolano incessantemente fra sé e sé. Be’, non è molto diverso da ciò che fate voi persone «normali», con la differenza che voi non lo fate ad alta voce.

Questa voce commenta, opera congetture, giudica, confronta, si lamenta, esprime preferenze e avversioni, eccetera.

La voce non è necessariamente pertinente alla situazione in cui vi trovate in quel momento; può rivivere il passato prossimo o remoto oppure preparare o immaginare possibili situazioni future. Qui spesso immagina cose che vanno storte o esiti negativi: è quella che chiamiamo «preoccupazione» ...

martedì 30 ottobre 2018

Scegli se conosci, subisci se ignori

 di Federico Bellini

Secondo la descrizione dell'Universo, da parte di alcune persone che, beninteso, comprendo e che sino a non poco tempo fa condividevo anche io, vivremmo in una realtà totalmente negativa, creata dal Male assoluto, atta a farci fare esperienze senza senso e prive di qualsiasi logica, anche spirituale. 
Ma davvero è proprio così o l'esprimere tale concetto, nasce dal fatto che queste persone hanno conosciuto solo il lato negativo di questa realtà? 

Se non fossimo qui ad imparare un 'qualcosa', che senso avrebbe un tale Universo e la vita, così complessa e straordinaria? Perché ci limitiamo a vedere e a vivere le brutture dell'esistenza, dimenticandoci o allontanando da noi, anche la bellezza di quanto ci accade, dell'insegnamento che possiamo trarne? Del resto, se non mi fossi scoperto addotto, se non avessi conosciuto il problema alieno, non mi sarei mai risvegliato, come non avrei mai compreso chi sono in realtà. Ogni volta che ci incarniamo, è innegabile, si cade nella Materia, ed essa è l’ultimo gradino della decadenza energetica nell’Universo, e più cadiamo, più andiamo incontro a delle esperienze sempre più complesse, difficili, dolorose, tristi, a volte aberranti. 
Entrando in questo meccanismo facciamo esperienza a determinati livelli, dove si può sperimentare anche la violenza stessa, specie se tale dinamica può aiutarci a comprendere la natura delle cose. Ma capito questo processo, e una volta che si inizia a trascendere questo tipo di esperienze, si comincia a risalire, e nel mentre ritorniamo ad elevarci, aiutiamo anche gli altri a trascenderle come facciamo noi, togliendosi, così, da questa pia illusione, dal cieco meccanismo, re-incamminandosi verso uno stato perenne di beatitudine ed estasi. 
Seppure ciò che consideriamo reale in verità è fittizio, una illusione, appunto, la nostra esperienza non lo è, e il nostro aiutare il prossimo a prendere Coscienza, aiuta la stessa Energia Universale ad evolversi. 
Siamo tutti Energia, un'Energia che fa esperienza ...

domenica 9 settembre 2018

A proposito dei veri Maestri


Omraam Mikhaël Aïvanhov
(A cura di Associazione per Ankh)

Dalla lettura del secondo volume autobiografico di Omraam Mikhaël Aïvanhov – “Alla scuola del Maestro Peter Deunov” – emergono interessanti prospettive sulla figura di colui che potrebbe essere definito un vero Maestro spirituale.
Per tale ragione vi riportiamo qui di seguito alcuni pensieri dell’autore, da noi liberamente estrapolati e collegati:


In un essere di grande spiritualità, la cosa più sorprendente non è la perfezione dei tratti. Quali che siano i suoi tratti, la vera bellezza di quell’essere è nella sua luce, in tutto ciò che da lui emana.

Anche quando il Maestro tace, tutto il suo essere parla; e quando lui parla, tutto il suo essere viene a sottolineare la sua parola. Egli è un libro vivente. I libri, una volta letti, vengono riposti su uno scaffale e dimenticati.

I libri viventi invece non permettono che li si dimentichi, si impongono continuamente alla vostra memoria. Sono questi libri a farvi comprendere la differenza che esiste tra un sapere intellettuale e un sapere vivo.
...

lunedì 18 luglio 2016

Sviluppo spirituale e disturbi neuropsichici

Un bell'articolo che ci fa riflettere sui limiti della psichiatria..
Catherine


Lo sviluppo spirituale dell’uomo è un’avventura lunga e ardua, un viaggio attraverso strani paesi, pieni di meraviglie, ma anche di difficoltà e di pericoli.

Esso implica una radicale purificazione e trasmutazione, il risveglio di una serie di facoltà prima inattive, l’elevazione della coscienza a livelli prima non toccati, il suo espandersi lungo una nuova dimensione interna.
Non dobbiamo meravigliarci perciò che un cambiamento così grande si svolga attraverso vari stadi critici, non di rado accompagnati da disturbi neuropsichici e anche fisici (psicosomatici).

Questi disturbi, mentre possono apparire all’osservazione clinica ordinaria uguali a quelli prodotti da altre cause, in realtà hanno significato e valore del tutto diverso e devono venir curati in modo ben differente.

Attualmente poi i disturbi prodotti da cause spirituali vanno divenendo sempre più frequenti, poiché il numero di persone che, consciamente o inconsciamente, sono assillate da esigenze spirituali va divenendo sempre maggiore.

Inoltre, a causa della maggiore complessità dell’uomo moderno e particolarmente degli ostacoli creati dalla sua mente critica, lo sviluppo spirituale è divenuto un processo interiore più difficile e complicato.

Per questa ragione è opportuno dare uno sguardo generale ai disturbi nervosi e psichici che insorgono nei vari stadi dello sviluppo spirituale, e offrire qualche indicazione riguardo ai modi più adatti ed efficaci per curarli.
Nel processo di realizzazione spirituale si possono osservare 5 stadi critici:
...

venerdì 7 dicembre 2012

Mi penso forte (fortemente mi penso)

Giovanni Moretti

Rimane davvero difficile commentare lo scempio a cui stiamo assistendo. La sola forma di reazione che il popolo reso nuovamente plebeo riesce oggi a concepire è quella che gli viene proposta:
una "rivoluzione" con tanto di presa di una qualunque bastiglia e diretta da un leader qualunque, basta che sia. I cui slogan seguire, le cui parole ripetere ed a cui assegnare il solito ruolo temporaneo di egregora resa nuovamente persona.

Che piace tanto tanto, perché a seconda dell'umore, della situazione o del semplice sentito dire si può assegnargli tutto il merito o tutte le colpe, l'iniziativa e soprattutto la responsabilità, qualunque cosa accada. Le hanno inventate apposta le egregore, che servono a svuotare il contenitore nel riempirlo di un contenuto preso in prestito da sé stessi ma da restituire con gli interessi. Il peccato che diviene debito, illegittimo, detestabile e molto originale.

La prima cosa che l'italico plebeo ex-novo non deve sapere è che la rivoluzione in realtà la sta subendo e che viene sobillato a parteciparvi attivamente, alla distruzione dello Stato, di senso civico e senso dello Stato. In definitiva, alla distruzione del proprio sé civile e sociale.

Di fronte a questo scempio, la demolizione delle religioni e della religiosità è fondamentale. 
Oltre alla distruzione del senso civico e del senso dello Stato, con la frammentazione e la localizzazione dell'idea di comunità che giunge fino al singolo individuo, ad un livello più sottile che sottile non è per niente perché non è più nemmeno necessario che lo sia, assistiamo alla distruzione della stessa concezione dell'essere in vita, dello stesso concepimento della nostra esistenza...

lunedì 25 luglio 2011

Oltre la bolla (Niente paura!)

di Catherine

E' necessario soffrire per conoscere se stesso?
E' necessario gioire per conoscere se stesso?

Entrambi questi stati sono sicuramente utili alla conoscenza del Sé profondo.

La conoscenza di se stesso dovrebbe significare un ritorno all'Essere essenziale, primordiale, "depurato" da quell'identità costruita più o meno aderente al Sé originale. Conoscere se stesso è misurare l'eventuale distanza che si è creata tra i due (Il Sé e il « divenuto »), prenderne coscienza, comprendere gli eventuali errori e/o squilibri che ne derivano, quindi accettare il nuovo stato d'essere, amarlo (amarsi), coccolarlo (coccolarsi), rispettarlo (rispettarsi).

Perché non si può amare ciò che non si conosce, o l'immagine fasulla di ciò che si crede di conoscere.

Ed è impossibile pretendere di conoscere, rispettare e amare gli altri se non ritroviamo prima la conoscenza e l'amore di noi stessi.

Certo non è una consapevolezza che si acquisisce una volta per tutte, ogni giorno richiede impegno...