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mercoledì 31 dicembre 2025

Io sono Zeraphan

- Io sono Zeraphan, djinn delle sabbie, genio della lampada. Mi hai liberato dalla mia prigione millenaria, e dunque io ti concedo due desideri.
- Fantastico.

- Ma attento mortale, scegli le tue parole con grande attenzione poiché una volta espresso il desiderio non può…

- Voglio un Corgi.
- Cos'è che vuoi?
- Un Corgi.
- Il cane?
- Sì, il cane.
- Il cane scemone? Quello della Regina? Quello col culone, che ci fanno i meme?
- Quello.
- Ma… ma perché?
- Cos'è, devo motivartelo il desiderio? ..

martedì 28 aprile 2020

Consumismo, oppio dei popoli nell'era del neocapitalismo postmoderno

di HS

Se mai dovessimo attribuire una definizione che possa sintetizzare le caratteristiche principali e salienti dell’era postmoderna – ovvero quella che è succeduta alla catastrofica Seconda Guerra Mondiale – ricorrendo a un termine o a una categoria dal vasto contenuto semantico, opterei per il neocapitalismo fondato sull’imperio di un Mercato sempre più pervasivo e quasi onnipresente. 

Sul punto non vorrei essere equivocato: non intendo utilizzare il termine Mercato – con la maiuscola – per designare una sorta di entità astratta, quasi metafisica che trascende le nostre esistenze.

Mercato indica lo spazio e il tempo in cui vengono collocate le merci e i prodotti per essere smerciati e consumati senza alcun limite. Sono ormai lontani i tempi del capitalismo austero, industriale e produttivistico, per gran parte confinato nei mercati interni.

L’odierno e contemporaneo neocapitalismo “terziario”, mercantile, commerciale e consumistico si è necessariamente imposto per l’espansione inevitabilmente globale di multinazionali, corporations, istituti finanziari internazionali e delle grandi società commerciali.

L’aumento vertiginoso di investimenti e profitti determina l’allargamento e la concentrazione degli operatori presenti sui mercati che, a loro volta, contribuiscono a estendere i confini del Mercato per potenziare le possibilità di profitto ...

domenica 9 settembre 2018

A proposito dei veri Maestri


Omraam Mikhaël Aïvanhov
(A cura di Associazione per Ankh)

Dalla lettura del secondo volume autobiografico di Omraam Mikhaël Aïvanhov – “Alla scuola del Maestro Peter Deunov” – emergono interessanti prospettive sulla figura di colui che potrebbe essere definito un vero Maestro spirituale.
Per tale ragione vi riportiamo qui di seguito alcuni pensieri dell’autore, da noi liberamente estrapolati e collegati:


In un essere di grande spiritualità, la cosa più sorprendente non è la perfezione dei tratti. Quali che siano i suoi tratti, la vera bellezza di quell’essere è nella sua luce, in tutto ciò che da lui emana.

Anche quando il Maestro tace, tutto il suo essere parla; e quando lui parla, tutto il suo essere viene a sottolineare la sua parola. Egli è un libro vivente. I libri, una volta letti, vengono riposti su uno scaffale e dimenticati.

I libri viventi invece non permettono che li si dimentichi, si impongono continuamente alla vostra memoria. Sono questi libri a farvi comprendere la differenza che esiste tra un sapere intellettuale e un sapere vivo.
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