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mercoledì 28 settembre 2022

ISTAT: nel 2041, 10 milioni di persone sole

Tra qualche decennio l’Italia non sarà più la stessa demograficamente parlando. 

Si può far finta di non vedere, ma la metamorfosi che sta travolgendo il nostro Paese molto presto presenterà il conto.

Secondo un rapporto sulla demografia realizzato dall’Istat, in Italia popolazione residente è in decrescita: da 59,2 milioni al 1° gennaio 2021 a 57,9 mln nel 2030, a 54,2 mln nel 2050 fino a 47,7 mln nel 2070. 

Non solo, ma nel 2041 in Italia vi saranno oltre 10 milioni di persone sole, ovvero senza figli. 
In pratica una coppia su cinque ...

domenica 15 maggio 2022

Dominare il dittatore interiore

di Barry Brownstein

Nel 1993 il Center for Market Processes ha pubblicato la monografia di Wayne Gable e Jerry Ellig, Introduction to Market Based-Management
Charles Koch, in seguito, ha ampliato il loro lavoro nei suoi libri, The Science of Success e Good Profit
Abbiamo appreso che il lavoro di F. A. Hayek potrebbe non solo aiutarci a dare un senso al nostro mondo economico, ma anche aiutarci ad essere manager e leader migliori.

Nel corso della mia carriera da insegnante, ho osservato che le opinioni politiche dichiarate di un individuo non sempre coincidevano con lo stile di leadership di quella persona. 
Alcuni capivano che la pianificazione centralizzata è un approccio fallimentare alla politica economica e tuttavia non capivano che pratiche di gestione gerarchica rigorose spesso causano una gestione inefficiente ed infelice delle aziende. 
Ai dipendenti non piace ricevere ordini o minimizzare l'uso/sviluppo delle proprie capacità. Ho sentito spesso dire "il mio capo è un maniaco del controllo" da quelli più in basso nella scala gerarchica. Per fortuna gli stili di leadership si stanno evolvendo, come dice Charles Koch, nella direzione in cui viene "consentito ai dipendenti di applicare i propri talenti per creare valore agli occhi degli altri".

Proprio come le intuizioni di Hayek si applicano alle economie, possono altresì formare le nostre vite sociali. 
Si possono soffocare i mercati ed i talenti dei dipendenti, ma quando accade le possibilità di successo e felicità diminuiscono.

Non si può contare su una maggiore ricchezza personale o prosperità sociale per salvarvi da scelte personali sbagliate ...

martedì 28 aprile 2020

Consumismo, oppio dei popoli nell'era del neocapitalismo postmoderno

di HS

Se mai dovessimo attribuire una definizione che possa sintetizzare le caratteristiche principali e salienti dell’era postmoderna – ovvero quella che è succeduta alla catastrofica Seconda Guerra Mondiale – ricorrendo a un termine o a una categoria dal vasto contenuto semantico, opterei per il neocapitalismo fondato sull’imperio di un Mercato sempre più pervasivo e quasi onnipresente. 

Sul punto non vorrei essere equivocato: non intendo utilizzare il termine Mercato – con la maiuscola – per designare una sorta di entità astratta, quasi metafisica che trascende le nostre esistenze.

Mercato indica lo spazio e il tempo in cui vengono collocate le merci e i prodotti per essere smerciati e consumati senza alcun limite. Sono ormai lontani i tempi del capitalismo austero, industriale e produttivistico, per gran parte confinato nei mercati interni.

L’odierno e contemporaneo neocapitalismo “terziario”, mercantile, commerciale e consumistico si è necessariamente imposto per l’espansione inevitabilmente globale di multinazionali, corporations, istituti finanziari internazionali e delle grandi società commerciali.

L’aumento vertiginoso di investimenti e profitti determina l’allargamento e la concentrazione degli operatori presenti sui mercati che, a loro volta, contribuiscono a estendere i confini del Mercato per potenziare le possibilità di profitto ...