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sabato 12 luglio 2025

Possiamo essere davvero altruisti?

 di Leonardo Tasso

C'è chi devolve parte del proprio stipendio a un’organizzazione benefica. C'è chi soccorre uno sconosciuto per strada, senza pensarci due volte. Gesti nobili, generosi, che immediatamente riconosciamo come “altruisti”. 

Ma ci fermiamo mai a chiederci cosa muove davvero queste azioni? È possibile agire esclusivamente per il bene dell’altro, senza che ne ricaviamo nulla per noi stessi?

La parola “altruismo” evoca immagini di dedizione disinteressata, di empatia che supera l’ego. Eppure, a uno sguardo più attento, la faccenda si complica. Quando aiutiamo qualcuno, spesso ci sentiamo meglio. Proviamo soddisfazione, sollievo, persino orgoglio. In certi casi, aiutare ci libera da un senso di colpa. In altri, rafforza la nostra immagine agli occhi degli altri — o ai nostri. Allora: se da ogni gesto altruista traiamo anche un beneficio personale, per quanto sottile o profondo, è ancora altruismo? O si tratta, in fondo, di una forma raffinata di egoismo?..

venerdì 26 giugno 2020

Osservare la propria mente quando pensa - Eckart Tolle


Se qualcuno va dal medico e dice «sento una voce nella testa», con ogni probabilità sarà mandato da uno psichiatra. Il fatto è che in maniera molto simile praticamente ognuno di voi sente continuamente una voce o diverse voci nella testa: i processi di pensiero involontari che non ci rendiamo conto di poter fermare. Monologhi o dialoghi continui.

Probabilmente tutti avete incontrato per la strada persone «matte» che parlano o brontolano incessantemente fra sé e sé. Be’, non è molto diverso da ciò che fate voi persone «normali», con la differenza che voi non lo fate ad alta voce.

Questa voce commenta, opera congetture, giudica, confronta, si lamenta, esprime preferenze e avversioni, eccetera.

La voce non è necessariamente pertinente alla situazione in cui vi trovate in quel momento; può rivivere il passato prossimo o remoto oppure preparare o immaginare possibili situazioni future. Qui spesso immagina cose che vanno storte o esiti negativi: è quella che chiamiamo «preoccupazione» ...

mercoledì 3 febbraio 2016

Portatori Rh negativo, le caratteristiche - il sangue dell'altruismo

Marco Trevisan

I portatori RH negativo del gruppo 0, possono donare il proprio sangue a tutti gli individui con tipi di sangue diverso, ma possono riceverlo solo da individui con lo stesso sangue.

Da questa verità iniziano tutte le osservazioni sul comportamento e il modo di essere dei portatori RH negativo.
Le caratteristiche del sangue (caratteristica biologica) influiscono nelle attitudini e nel modo di essere dell’individuo, allo stesso modo di quelle psichiche e mentali.
L’uomo è un essere molto complesso e il suo modo di esprimersi nella vita viene condizionato dal suo corpo, dalla sua mente, dalla sua psiche e dal suo spirito.

RH negativo il sangue dell’altruismo?
Gli RH negativi hanno scritto già nel loro sangue l’altruismo, infatti possono donare il loro sangue a tutti.
I portatori RH negativo sono dunque persone che per caratteristiche biologiche sono portate aconsiderare l’altro come se stessi.
Le loro peculiarità non sono solo la gentilezza e il saper stare con la gran parte delle persone, ma essi si possono anche sacrificare per l’altro o per ideali e valori collettivi...