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sabato 24 agosto 2024

Carl Gustav Jung

Carl Gustav Jung ha lasciato la sua forma terrena da più di qualche tempo (26 luglio 1875 - 6 giugno 1961) ma sarebbe stato interessante averlo fra noi in questi anni così complessi e articolati per avere una sua lettura di tante cose che accadono nell’oggi: ad esempio del Covid (forse lo avrebbe pensato come un prodotto dell’inconscio collettivo?) o dei numerosi personaggi contemporanei che si sono avvicendati sulle poltrone mondiali del potere (rappresentazioni dell’Ombra?).

La verità è che si sente la mancanza del suo approccio alla complessità e nelle nostre riflessioni Cactus spesso echeggia questa nostalgia, quindi abbiamo pensato di parlarvi un po’ di lui.

Parlarne solo “un po’” è un’impresa parecchio ardua: la sua teoria è estremamente complessa e affascinante perché contiene ancora tanti punti oscuri, ma ci faceva piacere mettervi curiosità e – perché no – invitarvi ad approfondirlo ...

venerdì 24 gennaio 2020

La Risonanza Morfica

Milioni di persone in tutto il mondo fanno l'esperienza personale di fenomeni inspiegabili, che possono essere per esempio, sapere in anticipo chi li sta chiamando quando il telefono squilla.
La scienza ufficiale non fornisce alcuna spiegazione per questi fenomeni, oltre a respingerli come mera illusione.


Rupert Sheldrake, dopo anni di indagini sulla telepatia, e i fenomeni inspiegabili di precognizione umana, fornisce la sua spiegazione.
Ha elaborato una sua teoria che chiama “risonanza morfica” e mostra anche come semplici forme organiche si possono auto-organizzare in un sistema più complesso, in aggiunta al processo di Darwin sulla selezione naturale.

Secondo Sheldrake:
La formazione delle abitudini dipende da un processo chiamato risonanza morfica, modelli simili di attività che rieccheggiano attraverso lo spazio e il tempo come modelli successivi ai precedenti.
Questa ipotesi si applica a tutti i sistemi auto-organizzati, tra cui gli atomi, le molecole, i cristalli, le cellule, le piante e le società animali, come una memoria collettiva.

Un cristallo di solfato di rame, per esempio, è in risonanza con innumerevoli precedenti cristalli di solfato di rame, segue le stesse abitudini e la stessa organizzazione.

Una piantina di quercia segue sempre le abitudini di crescita e sviluppo di querce precedenti. Quando un ragno inizia a tessere la sua tela, segue le abitudini degli innumerevoli antenati, risuonando attraverso lo spazio e il tempo ...

lunedì 11 febbraio 2019

Il significato degli archetipi per la nostra vita

Jung ha sempre parlato di dominanti dell’inconscio collettivo e di immagini primordiali. Con questi termini Jung intendeva indicare motivi tipici che si ripetono spesso nei miti, nelle leggende, nelle favole ma anche, a livello personale, nei sogni, nelle fantasie e nelle visioni (più tipiche dei deliri di soggetti gravemente ammalati).

Secondo Jung tutto ciò esprime un modo tipico e universale che governa il comportamento degli essere umani in ogni tempo e luogo.

In seguito Jung, per esprimere quanto sopra cominciò ad usare il termine archetipo (dal greco antico ὰρχέτυπος col significato di immagine: tipos (“modello”, “marchio”, “esemplare”) e arché (“originale”); in ambito filosofico, la forma preesistente e primitiva di un pensiero (ad esempio l’idea platonica); in psicoanalisi da Jung ed altri autori, per indicare le idee innate e predeterminate dell’inconscio umano.

In seguito Jung fece altre distinzioni distinguendo tra l’archetipo in sé (come idea non percepibile ma presente solo in potenza) e la rappresentazione archetipica (cioè la sua manifestazione espressa in materiale psichico cosciente divenuto immagine ...