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domenica 9 febbraio 2025

Lettere nella storia: “Perché la guerra?”, chiese Einstein a Freud

Il prezioso carteggio tra due giganti della scienza moderna: “l’uomo ha dentro di sé il piacere di odiare e di distruggere”, scrisse il padre della relatività interrogando il padre della psicanalisi.

di Carlo di Cicco

“Tutto ciò che promuove l’evoluzione civile lavora anche contro la guerra”. 

È l’ultima riga di uno scambio di lettere tra giganti delle scienze moderne: Albert Einstein e Sigmund Freud. Entrambi convengono che la guerra è il convitato di pietra stabile nella storia umana. 
Il prezioso carteggio risale al 1932, ma profuma di attualità poiché la guerra rimane minaccia irrisolta. Anzi le speranze di superarla permangono fumose e faticano a concretarsi sul piano educativo, civile e politico. La specie umana resta un coacervo di bene e di male, impreparata a scegliere stabilmente tra pulsioni distruttive, aggressive e pulsioni che tendono, invece, a unire. 

Perché la guerra? È l’interrogativo capitale che il padre della relatività e il padre della psicoanalisi cercarono di risolvere, riuscendovi solo in teoria, non nella pratica. Le guerre, magari circoscritte, si combattono tuttora più sofisticate e sanguinose e con armi più micidiali e devastanti. Nessuna garanzia si ha contro l’uso, magari accidentale, dell’arma nucleare che sancirebbe la fine dell’umana avventura. Le due lettere sono specchio di una lentissima liberazione umana dagli istinti di morte ...

sabato 24 agosto 2024

Carl Gustav Jung

Carl Gustav Jung ha lasciato la sua forma terrena da più di qualche tempo (26 luglio 1875 - 6 giugno 1961) ma sarebbe stato interessante averlo fra noi in questi anni così complessi e articolati per avere una sua lettura di tante cose che accadono nell’oggi: ad esempio del Covid (forse lo avrebbe pensato come un prodotto dell’inconscio collettivo?) o dei numerosi personaggi contemporanei che si sono avvicendati sulle poltrone mondiali del potere (rappresentazioni dell’Ombra?).

La verità è che si sente la mancanza del suo approccio alla complessità e nelle nostre riflessioni Cactus spesso echeggia questa nostalgia, quindi abbiamo pensato di parlarvi un po’ di lui.

Parlarne solo “un po’” è un’impresa parecchio ardua: la sua teoria è estremamente complessa e affascinante perché contiene ancora tanti punti oscuri, ma ci faceva piacere mettervi curiosità e – perché no – invitarvi ad approfondirlo ...