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venerdì 17 aprile 2026

Propaganda: il sonno delle masse e l’appiattimento del pensatore medio

 
C’è un mondo che sembra libero, ma non lo è. Le folle camminano tra strade illuminate da schermi e cartelloni, credendo di decidere da sé. 
Ma la realtà è diversa: opinioni, desideri e paure sono spesso plasmati da mani invisibili. Edward Bernays, in Propaganda, lo sintetizza così:

“La manipolazione consapevole delle opinioni organizzate è un elemento importante in una società democratica. Chi esercita questo potere governa realmente il mondo.”

Oltre la citazione, Bernays decodifica un fenomeno profondo: la società moderna è strutturalmente guidata da pochi esperti che sanno leggere e dirigere i desideri inconsci delle masse.

Il pensatore medio non pensa davvero con la propria testa. È rassicurato dall’abitudine, dalla routine e dalle convinzioni preconfezionate. Si informa superficialmente, segue mode e opinioni comuni, ripete slogan senza riflettere. In pratica, appiattisce il proprio pensiero per comodità, cedendo il controllo a chi sa orientare l’opinione pubblica...

sabato 4 aprile 2026

Quando studiare per comprendere diventa uno sforzo sovrumano

Nel rumore continuo dell’informazione globale, le guerre sembrano scorrere davanti ai nostri occhi come sequenze inevitabili, quasi naturali. 

Eppure, a ben guardare, ogni conflitto porta con sé una trama complessa di interessi, paure e narrazioni costruite, dove la distinzione tra difesa e aggressione, tra sicurezza e potere, tende a sfumare fino a diventare opaca. 

È in questa opacità che si forma gran parte della percezione pubblica, spesso più orientata da linguaggi e simboli che da fatti verificabili.

Il Medio Oriente rappresenta oggi uno dei punti più concentrati di questa dinamica. 

Le tensioni non nascono mai nel momento in cui vengono raccontate come emergenze, ma affondano radici profonde, stratificate nel tempo, alimentate da equilibri fragili e da aspirazioni divergenti. 
Quando queste tensioni esplodono, il racconto che ne deriva raramente ne restituisce la complessità: prevalgono semplificazioni, schieramenti, etichette morali immediate. 

Questa riduzione rassicura, ma rischia di oscurare proprio ciò che sarebbe necessario comprendere...

mercoledì 25 marzo 2020

Tecniche di manipolazione mentale

di Marco Della Luna e Paolo Cioni
(articolo già pubblicato qui il 1.02.2012)

Cercare di spiegare cosa sono e come vengono praticate le cosiddette “tecniche di manipolazione mentale”, in una società quasi completamente controllata e manipolata come la nostra, non è compito facile. Per fortuna il libro scritto dall’avvocato e psicologo Marco Della Luna assieme al neuropsichiatra Paolo Cioni ci viene in aiuto.

Affermare che la nostra società - com’è strutturata - è una vera e propria gabbia mentale, fa subito aizzare i paladini e i difensori dei diritti civili, che sbandierando ai quattro venti termini come “libertà” e “democrazia”, cercano immediatamente di tranquillizzarci tutti, soprattutto le loro coscienze.

Forse non capiscono. Forse fanno finta di non capire, che parole bellissime come “libertà” e “democrazia” primo non significano granché e secondo vengono sfruttate e amplificate proprio dall’establishment economico-finanziaria (cioè i veri e propri Burattinai), proprio per dare a noi l’illusione di non essere in gabbia.

“Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero 
senza esserlo” 
- Johann Wolfgang von Goethe -

Dire alle persone che esse sono prigioniere di un sistema è pericoloso e controproducente perché può scatenare rivolte e ribellioni, mentre convincere gli stessi prigionieri di essere liberi e in democrazia, elimina ogni forma avversa e ogni tentativo di evasione.....

domenica 25 agosto 2019

Sulla disperazione

di Flores Tovo

La malattia mortale del nostro tempo è la disperazione. Letteralmente questa parola significa non aver più speranza ...

La malattia mortale del nostro tempo è la disperazione. Letteralmente questa parola significa non aver più speranza, il che implica il tormento che se ne prova. L’idioma spagnolo usa il verbo esperar nel doppio senso di sperare ed attendere. La disperazione è quindi una mancanza di attesa, poiché non si ha più nessun progetto o desiderio da realizzare, in quanto viene a cessare la dimensione temporale del futuro.

Ma qual è l’essenza di questa situazione emotiva, che è la più pervasiva e penetrante, poiché essa costituisce consapevolmente (per pochi) o inconsapevolmente (per molti) la sentimentalità profonda del nostro tempo, che è un tempo essenzialmente disperato? Il filosofo danese Kierkegaard è stato colui, più di ogni altro, che ha cercato di penetrare l’essenza di questa malattia, sia pure da un punto di vista religioso cristiano. Egli affermava che la disperazione è :

… una malattia dello spirito, nell’io, e così può essere triplice: la disperazione di non essere consapevole di avere un io ( disperazione impropria); la disperazione di non voler essere se stesso; la disperazione di voler essere se stesso” (1) ...