sabato 4 aprile 2026
Quando studiare per comprendere diventa uno sforzo sovrumano
venerdì 25 luglio 2025
"Prof, ma che studio a fare?"
In sala si radunano centinaia di insegnanti e aspiranti tali per seguire le lezioni del corso abilitante per docenti. Come per un film, degli addetti in uniforme fanno scorrere la fila, si timbra un badge che attesta la presenza e ci si siede su comodissime poltrone.
L’utenza – o meglio, la clientela- è vasta e variegata. Ci sono i precari storici, alcuni piuttosto âgé, che sperano nell’abilitazione per passare in “prima fascia di supplenza”, l’ultimo gradino di purgatorio del precariato prima dell’empireo del posto fisso. Ci sono le “nuove leve” appena laureate, ancora in trance agonistica dall’ultimo esame che, quasi per inerzia, continuano a studiare. Con l’abilitazione in tasca avrebbero il requisito per partecipare al prossimo concorso; e, infine, i vincitori di concorso che senza abilitazione perderebbero il posto e dunque si accollano un’ultima corvée. Insegnanti o aspiranti tali spendono una cifra che va dai 1500 ai 2500 euro per seguire questi corsi: l’equivalente di uno stipendio, quasi due (magnanimamente è stata concessa, va detto, la possibilità di rateizzare).
mercoledì 25 settembre 2024
Imparare è bello, studiare no!
Silvano Agosti (1938) ha scritto più volte della scuola, condannandola senza mezzi termini. La sua visione pura dell'esistenza non può tollerare alcuna violenza nei confronti dell'essere umano, quindi la scuola gli appare come una cosa abominevole.
La stampa ufficiale quando riporta le considerazioni con cui Agosti condanna la scuola prova a depotenziarne il valore definendole "provocazioni". Le sue lucidissime e naturalissime considerazioni non hanno, in realtà, nulla di provocatorio. Provocatori continuano invece ad apparire i campi di reclusione scolastici.
In un suo breve saggio del 2007 intitolato Il genocidio invisibile Agosti ha illustrato con parole semplici e chiare il modo in cui le scuole, privilegiando lo studio rispetto all'apprendimento, si trasformano in luoghi di tortura.
Accade quindi che istituzioni nate per soccorrere l’uomo finiscano per danneggiarlo o addirittura sopprimerlo, o che l’infinito piacere di imparare venga sostituito dalla pratica poco amata dello “studiare”.
“Imparare” è pratica naturale di evoluzione e crescita della personalità e procura emozioni delicate e favorevoli, a volte perfino ineffabili.
“Studiare” ovvero inserire di forza nel proprio apparato percettivo una serie di concetti e nozioni non chiamate dal desiderio, si rivela invece a lungo andare una pratica perversa, capace solo di annullare qualsiasi reale desiderio di conoscere ...
venerdì 3 maggio 2024
La scuola? E' come il carcere
Prendiamo ad esempio l’istituzione scolastica.
Avverto subito che alcune delle riflessioni che andrò formulando richiedono, per essere giustamente comprese e assimilate, un ascolto specifico, affettuoso e definitivo ...
lunedì 7 dicembre 2020
Schiavi inconsapevoli in una gabbia senza sbarre
Se gli adulti osservassero i bambini di quattro anni vedrebbero il capolavoro che sono stati e che questa società da sempre ha profanato e sta profanando. Se ognuno potesse crescere ascoltando le istruzioni del proprio seme, della propria interiorità, le strade sarebbero piene di capolavori ambulanti e ognuno avrebbe una sua personale visione del mondo e il mondo sarebbe pieno di infinite interpretazioni e questo sarebbe commovente.




