La critica di Silvano Agosti alla scuola: imparare è bello, studiare no!
Silvano Agosti (1938) ha scritto più volte della scuola, condannandola senza mezzi termini. La sua visione pura dell'esistenza non può tollerare alcuna violenza nei confronti dell'essere umano, quindi la scuola gli appare come una cosa abominevole.
La stampa ufficiale quando riporta le considerazioni con cui Agosti condanna la scuola prova a depotenziarne il valore definendole "provocazioni". Le sue lucidissime e naturalissime considerazioni non hanno, in realtà, nulla di provocatorio. Provocatori continuano invece ad apparire i campi di reclusione scolastici.
In un suo breve saggio del 2007 intitolato Il genocidio invisibile Agosti ha illustrato con parole semplici e chiare il modo in cui le scuole, privilegiando lo studio rispetto all'apprendimento, si trasformano in luoghi di tortura.
Accade quindi che istituzioni nate per soccorrere l’uomo finiscano per danneggiarlo o addirittura sopprimerlo, o che l’infinito piacere di imparare venga sostituito dalla pratica poco amata dello “studiare”.
“Imparare” è pratica naturale di evoluzione e crescita della personalità e procura emozioni delicate e favorevoli, a volte perfino ineffabili.
“Studiare” ovvero inserire di forza nel proprio apparato percettivo una serie di concetti e nozioni non chiamate dal desiderio, si rivela invece a lungo andare una pratica perversa, capace solo di annullare qualsiasi reale desiderio di conoscere ...
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mercoledì 25 settembre 2024
venerdì 3 maggio 2024
La scuola? E' come il carcere
di Silvano Agosti
Avviene quotidianamente un vero e proprio genocidio non tanto dei corpi quanto delle personalità di milioni, anzi miliardi di uomini, tenuti lontani da se stessi e dalla loro creatività e dal proprio vero destino, assediati come sono da falsi problemi, false culture, false superstizioni, false credenze, falsi progetti, false promesse.
E tutto ciò ad apparente beneficio di alcune migliaia di ultraricchi, ultrapotenti, ultraspietati esseri che, a loro volta, mal conoscono la preziosità e la vera grandezza della vita.
Prendiamo ad esempio l’istituzione scolastica.
Avverto subito che alcune delle riflessioni che andrò formulando richiedono, per essere giustamente comprese e assimilate, un ascolto specifico, affettuoso e definitivo ...
lunedì 7 dicembre 2020
Schiavi inconsapevoli in una gabbia senza sbarre
di Silvano Agosti
Se gli adulti osservassero i bambini di quattro anni vedrebbero il capolavoro che sono stati e che questa società da sempre ha profanato e sta profanando. Se ognuno potesse crescere ascoltando le istruzioni del proprio seme, della propria interiorità, le strade sarebbero piene di capolavori ambulanti e ognuno avrebbe una sua personale visione del mondo e il mondo sarebbe pieno di infinite interpretazioni e questo sarebbe commovente.
Se gli adulti osservassero i bambini di quattro anni vedrebbero il capolavoro che sono stati e che questa società da sempre ha profanato e sta profanando. Se ognuno potesse crescere ascoltando le istruzioni del proprio seme, della propria interiorità, le strade sarebbero piene di capolavori ambulanti e ognuno avrebbe una sua personale visione del mondo e il mondo sarebbe pieno di infinite interpretazioni e questo sarebbe commovente.
Avviene quotidianamente un vero e proprio genocidio non tanto dei corpi quanto delle personalità di milioni, anzi miliardi di uomini, tenuti lontani da se stessi e dalla loro creatività e dal proprio vero destino, assediati come sono da falsi problemi, false culture, false superstizioni, false credenze, falsi progetti, false promesse.
E tutto ciò ad apparente beneficio di alcune migliaia di ultraricchi, ultrapotenti, ultraspietati esseri che, a loro volta, mal conoscono la preziosità e la vera grandezza della vita.
Prendiamo ad esempio l’istituzione scolastica.
Avverto subito che alcune delle riflessioni che andrò formulando richiedono, per essere giustamente comprese e assimilate, un ascolto specifico, affettuoso e definitivo.
Partiamo dunque, come premessa, dalla semplice constatazione che elementi naturali, indispensabili all’uomo per vivere possono, in diversa dose, provocare gravi danni o addirittura la morte ...
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