Visualizzazione post con etichetta appiattimento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta appiattimento. Mostra tutti i post

venerdì 17 aprile 2026

Propaganda: il sonno delle masse e l’appiattimento del pensatore medio

 
C’è un mondo che sembra libero, ma non lo è. Le folle camminano tra strade illuminate da schermi e cartelloni, credendo di decidere da sé. 
Ma la realtà è diversa: opinioni, desideri e paure sono spesso plasmati da mani invisibili. Edward Bernays, in Propaganda, lo sintetizza così:

“La manipolazione consapevole delle opinioni organizzate è un elemento importante in una società democratica. Chi esercita questo potere governa realmente il mondo.”

Oltre la citazione, Bernays decodifica un fenomeno profondo: la società moderna è strutturalmente guidata da pochi esperti che sanno leggere e dirigere i desideri inconsci delle masse.

Il pensatore medio non pensa davvero con la propria testa. È rassicurato dall’abitudine, dalla routine e dalle convinzioni preconfezionate. Si informa superficialmente, segue mode e opinioni comuni, ripete slogan senza riflettere. In pratica, appiattisce il proprio pensiero per comodità, cedendo il controllo a chi sa orientare l’opinione pubblica...

mercoledì 10 ottobre 2018

L’inquietante banalità

di Italo Romano

Ne siamo circondati, avvolti e spesso travolti.
Sto parlando della banalità.


Viviamo tempi di sintesi e semplificazione, dove ogni concetto, anche il più astruso, è banalizzato. Tutto sprofonda nell’abisso oscuro della mediocrità, o rasenta un insignificante piattume. La convinzione indotta è la migliore arma di banalizzazione di massa mai creata. Esse, oggi, sono strabordanti e si propagano alla velocità della luce, grazie ai grandi mezzi di diffusione di massa, vere fabbriche di convinti.

Spesso, però, la convinzione è una falsa credenza, dettata da una palese ignoranza, velata da uno pseudo fortino di arroganza mista a superficialità. Ciò porta a riassumere fatti, concetti e idee nell’unica forma possibile che consente questo modus vivendi, con la banalità. La persuasione subliminale ha creato questa dotta ignoranza che purtroppo riesce a far scadere ogni discussione nei soliti elementari archetipi del banale.

Saul Bellow nel suo romanzo biografico “Ravelstein” ha scritto che “la banalità è il travestimento di una potentissima volontà tesa ad abolire la coscienza“. Niente di più vero. Questo qualunquismo filosofico è premeditatamente presentato alle deboli menti, la maggioranza, che si auto schiavizzano, scadendo in una condizione di servilismo. Un servilismo che si palesa nella più abietta forma, servo è fiero di esserlo, perché essendo l’unica forma di vita conosciuta, è sicuramente la migliore. 
L’individuo diviene suddito perché non riesce più a distinguere la finzione dalla realtà.

Chi sta dietro questo progetto di banalizzazione di massa deve essere un genio...