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sabato 1 novembre 2025

La tirannia del mediocre

 
di Claudio Cabona

I banali amano l’ignoranza, la disconoscenza, la mancanza di certezze. Fattori che portano l’uomo a trasformarsi.

E’ ora che si prenda in mano una tavolozza di colori e si pitturi sopra questo grigio. Perché la nostra società è attraversata da una rivoluzione antropologica che trascende le classi sociali, esula i particolari e le appartenenze, si alimenta e vive del piattume, della mediocrità.


Ad oggi, dai grembi delle donne nasce un uomo mediocre, sterile, che ha il compito di trascinare la moltitudine nell’omologazione. 

Quando si viene al mondo si è nudi, non si hanno vestiti né reali né sociali, si è un foglio bianco. Ma poi, per forza di cose, bisogna coprirsi. L’uomo d’oggi si macchia di colori scuri, che non lo facciano notare, che lo rendano passaggio di vita. Colori funebri suggeriti da chi vuol creare atteggiamenti contagiosi all’interno del tessuto sociale.
Il mediocre è fra noi. 

È lui la nuova evoluzione umana. È lui che nato come un uomo, ma alimentato da banalità, falsità, ombre, sogni infranti, invidie, ignoranza, ha il compito di spazzare via il colore caldo. Di imporre il grigio, di schiacciare il volo della fantasia, di ingabbiare l’essere.
Il sistema in cui viviamo è governato da mediocri, si ciba di mediocrità e vuole mettere al mondo propri simili. Un uomo ridotto a vivere nell’ombra, a non alzare mai la voce in nome della “sacralità” del quieto vivere, a incamminarsi su strade già asfaltate.

Indifferente...

mercoledì 10 ottobre 2018

L’inquietante banalità

di Italo Romano

Ne siamo circondati, avvolti e spesso travolti.
Sto parlando della banalità.


Viviamo tempi di sintesi e semplificazione, dove ogni concetto, anche il più astruso, è banalizzato. Tutto sprofonda nell’abisso oscuro della mediocrità, o rasenta un insignificante piattume. La convinzione indotta è la migliore arma di banalizzazione di massa mai creata. Esse, oggi, sono strabordanti e si propagano alla velocità della luce, grazie ai grandi mezzi di diffusione di massa, vere fabbriche di convinti.

Spesso, però, la convinzione è una falsa credenza, dettata da una palese ignoranza, velata da uno pseudo fortino di arroganza mista a superficialità. Ciò porta a riassumere fatti, concetti e idee nell’unica forma possibile che consente questo modus vivendi, con la banalità. La persuasione subliminale ha creato questa dotta ignoranza che purtroppo riesce a far scadere ogni discussione nei soliti elementari archetipi del banale.

Saul Bellow nel suo romanzo biografico “Ravelstein” ha scritto che “la banalità è il travestimento di una potentissima volontà tesa ad abolire la coscienza“. Niente di più vero. Questo qualunquismo filosofico è premeditatamente presentato alle deboli menti, la maggioranza, che si auto schiavizzano, scadendo in una condizione di servilismo. Un servilismo che si palesa nella più abietta forma, servo è fiero di esserlo, perché essendo l’unica forma di vita conosciuta, è sicuramente la migliore. 
L’individuo diviene suddito perché non riesce più a distinguere la finzione dalla realtà.

Chi sta dietro questo progetto di banalizzazione di massa deve essere un genio...