I banali amano l’ignoranza, la disconoscenza, la mancanza di certezze. Fattori che portano l’uomo a trasformarsi.
E’ ora che si prenda in mano una tavolozza di colori e si pitturi sopra questo grigio. Perché la nostra società è attraversata da una rivoluzione antropologica che trascende le classi sociali, esula i particolari e le appartenenze, si alimenta e vive del piattume, della mediocrità.
Ad oggi, dai grembi delle donne nasce un uomo mediocre, sterile, che ha il compito di trascinare la moltitudine nell’omologazione.
Quando si viene al mondo si è nudi, non si hanno vestiti né reali né sociali, si è un foglio bianco. Ma poi, per forza di cose, bisogna coprirsi. L’uomo d’oggi si macchia di colori scuri, che non lo facciano notare, che lo rendano passaggio di vita. Colori funebri suggeriti da chi vuol creare atteggiamenti contagiosi all’interno del tessuto sociale.
Il mediocre è fra noi.
È lui la nuova evoluzione umana. È lui che nato come un uomo, ma alimentato da banalità, falsità, ombre, sogni infranti, invidie, ignoranza, ha il compito di spazzare via il colore caldo. Di imporre il grigio, di schiacciare il volo della fantasia, di ingabbiare l’essere.
Il sistema in cui viviamo è governato da mediocri, si ciba di mediocrità e vuole mettere al mondo propri simili. Un uomo ridotto a vivere nell’ombra, a non alzare mai la voce in nome della “sacralità” del quieto vivere, a incamminarsi su strade già asfaltate.
Indifferente...



