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domenica 23 novembre 2025

Davide Vaccarin: «Le NDE non sono allucinazioni»

Che cosa succede dopo la morte? Cosa ne è di noi, della nostra essenza, della nostra anima? Tutto si perde nel nulla oppure tutto prosegue, solo in un modo diverso? 

Sono domande esistenziali che ci riguardano tutti, senza distinzione. 

Una risposta, seppure parziale, sembra arrivare da chi quella soglia invisibile l’ha superata, per poi tornare subito indietro. 

E sono tanti: si calcola che almeno il 10 per cento di coloro che subiscono un arresto cardiaco o finiscono in coma, con i parametri vitali pressoché azzerati, vivano una NDE cioè, una Near Death Experience, un’esperienza di premorte...

sabato 19 dicembre 2020

Philip K. Dick e l'Impero Segreto

"Quando credo, sono pazzo. Quando non credo,
soffro di depressione psicotica."
Philip K. Dick


di S. Critchley

Philip K. Dick è probabilmente lo scrittore di fantascienza più importante degli ultimi 50 anni. Nella sua breve e folgorante carriera scrisse 121 racconti e 45 romanzi. Le sue opere riscossero un ottimo successo quando era ancora in vita, tuttavia fu dopo la sua scomparsa - nel 1982 - che la fama di Dick crebbe in misura esponenziale.

Molti avranno conosciuto il suo lavoro grazie ad una serie di fortunati adattamenti cinematografici come Blade Runner (tratto dal racconto Do Androids Dream of Electric Sheeps?), Total Recall, Minority Report, A Scanner Darkly e il più recente The Adjustment Bureau. Alcuni potrebbero considerarlo un comune narratore. Ma sbaglierebbero.

Con il passare degli anni la vita di Dick ha infatti assunto i connotati di una leggenda, condita da innumerevoli aneddoti di follia ed allucinazioni dovute ai suoi stati alterati di coscienza. 

Alcuni ritengono quest'aura leggendaria del tutto avulsa dalla brillantezza letteraria di Dick. Jonathan Lethem scrive - a mio parere giustamente - "Dick non fu una leggenda e non era pazzo. Visse tra noi e fu un genio." 
Eppure la vita privata di Dick continua ad influenzare sensibilmente qualsiasi valutazione del suo lavoro...

lunedì 6 gennaio 2020

I bambini vedono cose che noi non vediamo?

di Francesco Lamendola

Da tempo, per non dire da sempre, gli adulti 'sanno' che ai bambini sono accessibili dei piani di realtà che a loro sono negati; molte fiabe e molte favole del folclore delle singole culture nasce da questa consapevolezza o, almeno, da questa intuizione. 

Più recentemente - anche sulla scia del film L'esorcista, che narra la storia di una possessione demoniaca di cui è vittima una ragazzina americana di nome Regan - i poteri paranormali dei bambini sono tornati al centro dell'interesse della cultura occidentale. 

C'è chi, sulla base di tali poteri, pensa di aver risolto una volta per tutte l'enigma del poltergeist, lo spirito folletto che mette a soqquadro case e mobilio, provoca rumori inspiegabili, volo di oggetti, ecc.; altri invece, ricordando il caso delle due sorelline inglesi che vedevano e pesino fotografavano le fate, ma che anni dopo (proprio come le sorelle Fox, iniziatrici dello spiritismo negli Stati Uniti) confessarono di aver architettato solo un gioco, sostengono che tali poteri nascono solo dalla nostra credulità. 

Ad ogni buon conto, vi è tutto un filone della cultura cosiddetta New Age che si è impadronito dell'argomento, intravedendo - nona torto - la possibilità di profittare di un potenziale mercato in rapida espansione. È possibile fare il punto in modo abbastanza equilibrato sulla questione leggendo il libro del francese Jean-Paul Bourré I poteri misteriosi dei bambini (Milano, Armenia Editore, 1983) ...