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giovedì 6 marzo 2025

Come frammenti di uno specchio

 
di Claudia Cavaliere

Lo specchio è lo spazio magico delle combinazioni complesse.

I frammenti dello specchio, lo specchio stesso rappresentano il simbolismo della nostra identità e della nostra stessa vita.

(Immagine tratta dal film Citizen Kane (Quarto potere) 1941, con Orson Welles)

Lo specchio ci parla dei problemi della simmetria, della logica, dei mondi possibili, della mitologia.
Secondo la concezione psicoanalitica di Lacan lo “stadio dello specchio” è una specifica tappa evolutiva nel cammino che conduce l’uomo alla presa di coscienza del proprio corpo. Lo specchio quindi come elemento di autoidentificazione.

E per Alice, nel romanzo di Lewis Carroll “Attraverso lo specchio”, il mondo dello specchio e Alice sono il mondo in cui si crea la nostra logica di senso. E’ il mondo in cui ci sono le cose e gli stati di cose e il senso è il senso del pensiero in superficie. E’ lo spazio in cui si ricompone la dicotomia, che sempre ci accompagna, fra spazio interno e spazio esterno.

Noi siamo l’idea di un qualcosa sempre in movimento, siamo un circolo in cui i contrari non possono per forza venire meno. C’è un momento in cui metaforicamente ci fermiamo un attimo e, guardandoci nello specchio, l’anima si “riconosce” nel suo continuo divenire e nella comprensione del nostro essere troviamo la conquista della nostra libertà. Ogni frammento dello specchio ci rimanda un frammento di noi ed è nel gioco di specchi che si ricompone la coincidenza degli opposti ....

sabato 6 gennaio 2024

L'origine del mito della Befana e il suo simbolismo

 di Carlo Sacchettoni

Sin dal Neolitico vi era un culto legato a una divinità che incarnava lo spirito degli antenati. 
Questa, in inverno, si materializzava alle famiglie riunite intorno al fuoco con sembianze femminili. Tale donnina con naso adunco era benaugurante per il raccolto dell’anno seguente.

San Epifanio di Salamina (315 circa - 403), nel Panarion adversus omnes haereses, racconta che già nel IV secolo, ad Alessandria d’Egitto, nella notte del 6 gennaio si celebrava un rituale che comportava la nascita di Aion, divinità legata ai miti della natura e alla fertilità, da una vergine Kore. Il rituale alessandrino, riferisce l’apologeta cristiano, era celebrato anche nelle città arabe di Petra e di Elousa.

Cosma di Gerusalemme conferma tale tradizione e aggiunge che il rituale era preceduto da un’altra cerimonia dedicata alla nascita del sole in coincidenza del periodo solstiziale, il 25 dicembre.

Sempre nell’antichità precristiana, in tutta l’area del Mediterraneo, la notte tra il 5 e il 6 gennaio nelle tradizioni agrarie pagane si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso il sacrificio di Madre Natura, rappresentata in modo decrepito e senile ...

domenica 29 dicembre 2019

L’interpretazione del linguaggio alchemico

di Lory, "Introduzione ai «Dieci Trattati di alchimia"

Un punto cruciale, il cui mancato chiarimento continua a ostacolare qualsiasi studio moderno sull’alchimia, è la questione dell’interpretazione del linguaggio (o dei linguaggi) di tale letteratura.

Un semplice approccio, sia pure superficiale, ai relativi testi – quale che sia comunque l’epoca o la sfera culturale da cui provengono – permette al lettore di percepire direttamente quanto la loro lingua sia astrusa, simbolica, distaccata dalla sua forma abituale.

Anche a prescindere dall’introduzione di nomi sconosciuti al linguaggio corrente o di espressioni in «codice» (come il leone verde, il latte della vergine, il drago squamoso), questi testi utilizzano numerosi termini in uso in contesti apparentemente non pertinenti. È, ad esempio, il caso di acqua secca o di fuoco solido, per citare quelli più semplici.

Una seconda difficoltà risiede nella struttura stessa del discorso alchemico. Invece di presentare le operazioni secondo una pura e semplice successione cronologica, i nostri autori scompongono il più delle volte la descrizione della Grande Opera, sconvolgono l’ordine delle operazioni, omettono dei passaggi intermedi, in breve fanno dei loro trattati quasi degli autentici puzzle, lasciando al lettore il compito di ricostruire la composizione corretta […]

venerdì 7 giugno 2019

Simboli e archetipi: cosa sono e che valore hanno in psicologia?

Da Freud a Barbault, passando per Jung. Dalla psicoanalisi all'astrologia. Cosa può dirci il mondo dei simboli e degli archetipi in relazione alla conoscenza della natura umana?

Emanuele Cangini - 29/04/2019

Trattando la materia del simbolismo astrologico, è opportuno illustrare, sia pure succintamente, il significato dell’archetipo e del simbolo nell’ambito della psicologia umana al fine di comprendere come essi si dinamizzino e funzionino nella formulazione della realtà psichica.

L’anima, presente nell’uomo ubiquitariamente, crea incessantemente simboli al fine di poter esprimere contenuti interiori che, diversamente, difficilmente troverebbero la possibilità di emergere, rimanendo al contrario confinati al silenzio e all’oscurità tanto risultano, talvolta, complessi e misteriosi.

A buona ragione è dato intendere che la vita, nella sua accezione più intima e profonda, non potrebbe essere espressa e vissuta nella sua profondità più intima se, simboli e archetipi non venissero in nostro soccorso ...

sabato 16 aprile 2016

La sincronicità e la mente di Dio

 di Ray Grasse

Coloro che credono che il mondo manifestato (il mondo dell’essere) sia governato dalla fortuna o dal caso, e che dipenda da cause materiali, sono ben lontani dal divino e dalla nozione di Uno.

Plotino, Enneadi, VI.9


Mentre si preparava per il suo ruolo nel film “Il mago di Oz” del 1939, l’attore Frank Morgan decise di non usare il costume che gli aveva offerto la casa cinematografica per la sua parte come professor Marvel, rappresentante di commercio, scegliendo invece personalmente il suo guardaroba, tra i tanti abiti di seconda mano collezionati negli anni dal dipartimento costumi della M. G. M. Optò per una vecchia redingote che alla fine gli servì come abito di scena durante le riprese del film.
Passò del tempo e, un giorno, Morgan stranamente rovesciò l’interno di una tasca della redingote scoprendo così il nome “L. Frank Baum” cucito dentro la fodera. Come più tardi confermarono le indagini, la giacca originariamente era stata disegnata per il creatore della storia di Oz, L. Frank Baum ed era poi rimasta, per tutti quegli anni, nella collezione di abiti della M. G. M. 

La maggior parte di noi una volta o l’altra ha avuto modo di sperimentare certe coincidenze inusuali, così sconcertanti che ci hanno costretto a domandarci quale fosse il loro possibile significato o scopo.
Ma questi strani avvenimenti hanno forse un qualche intendimento più profondo per le nostre vite? O sono semplici eventi casuali, rigorosamente spiegabili attraverso processi statistici e teorie della probabilità, come la maggior parte degli scienziati moderni vorrebbe sostenere?..