“La vita deve fare i conti con la morte e con i morti per continuare a esser tale. I morti sono i segni sotterranei della vita”
Luigi M. Lombardi Satriani
di Alessandro Novoli
Ad ogni approssimarsi della ricorrenza di Halloween – la popolare festa del 31 ottobre a base di zucche ghignanti, streghe e vampiri – si parla di usanza anglosassone ”trapiantata” in Italia.
E’ questo un errore storiografico e culturale che prescinde dal considerare come l’uso delle zucche a scopo rituale connesso al culto dei morti – nel periodo che va dal 31 ottobre al 2 novembre –vanti in Italia una tradizione talmente antica da spingere uno dei più noti antropologi italiani, il prof. Luigi M. Lombardi Satriani, a ritenere che la festa sia in realtà derivata da ancestrali usanze del Sud Italia e di altre località europee approdate negli USA sulla scia dell’emigrazione, e che la sua moderna globalizzazione altro non sia se non un “viaggio di ritorno”.
Ad ogni approssimarsi della ricorrenza di Halloween – la popolare festa del 31 ottobre a base di zucche ghignanti, streghe e vampiri – si parla di usanza anglosassone ”trapiantata” in Italia.
E’ questo un errore storiografico e culturale che prescinde dal considerare come l’uso delle zucche a scopo rituale connesso al culto dei morti – nel periodo che va dal 31 ottobre al 2 novembre –vanti in Italia una tradizione talmente antica da spingere uno dei più noti antropologi italiani, il prof. Luigi M. Lombardi Satriani, a ritenere che la festa sia in realtà derivata da ancestrali usanze del Sud Italia e di altre località europee approdate negli USA sulla scia dell’emigrazione, e che la sua moderna globalizzazione altro non sia se non un “viaggio di ritorno”.
Nel libro Il Ponte di San Giacomo, scritto a quattro mani con Mariano Meligrana, lo studioso registra ad esempio l’antichissima usanza in Calabria, fra l’1 e il 2 novembre, di rappresentare il ritorno dei morti svuotando una zucca e mettendoci dentro una candela. L’esempio calabrese – come vedremo – trova peraltro corrispondenze in diversi altri luoghi del Sud e del resto d’Italia. Unica ma fondamentale differenza, fra passato e presente – spiega lo studioso – è che “si è passati da rituali efficaci sul piano simbolico a moderne forme di spettacolarizzazione a sfondo commerciale”...






