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venerdì 1 novembre 2024

Sud ignoto: le zucche italiane dei morti prima dell’avvento di Halloween


“La vita deve fare i conti con la morte e con i morti per continuare a esser tale. I morti sono i segni sotterranei della vita”
Luigi M. Lombardi Satriani


di Alessandro Novoli

Ad ogni approssimarsi della ricorrenza di Halloween – la popolare festa del 31 ottobre a base di zucche ghignanti, streghe e vampiri – si parla di usanza anglosassone ”trapiantata” in Italia.

E’ questo un errore storiografico e culturale che prescinde dal considerare come l’uso delle zucche a scopo rituale connesso al culto dei morti – nel periodo che va dal 31 ottobre al 2 novembre –vanti in Italia una tradizione talmente antica da spingere uno dei più noti antropologi italiani, il prof. Luigi M. Lombardi Satriani, a ritenere che la festa sia in realtà derivata da ancestrali usanze del Sud Italia e di altre località europee approdate negli USA sulla scia dell’emigrazione, e che la sua moderna globalizzazione altro non sia se non un “viaggio di ritorno”.

Nel libro Il Ponte di San Giacomo, scritto a quattro mani con Mariano Meligrana, lo studioso registra ad esempio l’antichissima usanza in Calabria, fra l’1 e il 2 novembre, di rappresentare il ritorno dei morti svuotando una zucca e mettendoci dentro una candela. L’esempio calabrese – come vedremo – trova peraltro corrispondenze in diversi altri luoghi del Sud e del resto d’Italia. Unica ma fondamentale differenza, fra passato e presente – spiega lo studioso – è che “si è passati da rituali efficaci sul piano simbolico a moderne forme di spettacolarizzazione a sfondo commerciale”...

mercoledì 17 aprile 2024

Il mondo fino a ieri

 di Eduardo Zarello

Il libro dell’antropologo premio Pulitzer Jared Diamond già dal titolo, "Il mondo fino a ieri. Che cosa possiamo imparare dalle società tradizionali", si pone a confronto con la modernità.
 
Nelle isole del Pacifico e dalle testimonianze sugli Inuit, sugli Indios dell'Amazzonia, sui San del Kalahari, sui Nuer o sugli Andamani e molti altri popoli, emerge il mondo di ieri e qui, fuori da una scontata nostalgia, torna per confrontarsi con la verità stessa della vita, che – ereticamente, per i contemporanei – non è fatta di desideri individuali da trasformare in diritti.

Dai viaggi in aereo ai telefoni cellulari, dall'alfabetizzazione all'obesità, la maggior parte di noi dà per scontate le caratteristiche della modernità, ma la società umana, per la quasi interezza dei suoi svariati milioni di anni di vita, non ha conosciuto nulla di tutto ciò. 

E se il baratro che ci divide dai nostri antenati primitivi può apparirci incolmabile, osservando le società tradizionali ancora esistenti, o esistenti fino a poco tempo fa, possiamo farci un'idea di com'era il nostro antico stile di vita. 

Insieme alla consuetudine di trasmettere usi e costumi (tradizioni), l’uomo aveva saggezza di vita, misura, capacità di adattamento e sopravvivenza senza violare gli equilibri naturali... 

sabato 6 gennaio 2024

L'origine del mito della Befana e il suo simbolismo

 di Carlo Sacchettoni

Sin dal Neolitico vi era un culto legato a una divinità che incarnava lo spirito degli antenati. 
Questa, in inverno, si materializzava alle famiglie riunite intorno al fuoco con sembianze femminili. Tale donnina con naso adunco era benaugurante per il raccolto dell’anno seguente.

San Epifanio di Salamina (315 circa - 403), nel Panarion adversus omnes haereses, racconta che già nel IV secolo, ad Alessandria d’Egitto, nella notte del 6 gennaio si celebrava un rituale che comportava la nascita di Aion, divinità legata ai miti della natura e alla fertilità, da una vergine Kore. Il rituale alessandrino, riferisce l’apologeta cristiano, era celebrato anche nelle città arabe di Petra e di Elousa.

Cosma di Gerusalemme conferma tale tradizione e aggiunge che il rituale era preceduto da un’altra cerimonia dedicata alla nascita del sole in coincidenza del periodo solstiziale, il 25 dicembre.

Sempre nell’antichità precristiana, in tutta l’area del Mediterraneo, la notte tra il 5 e il 6 gennaio nelle tradizioni agrarie pagane si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso il sacrificio di Madre Natura, rappresentata in modo decrepito e senile ...

lunedì 26 luglio 2021

Gurdjieff e i Superiori Sconosciuti

La questione è: dobbiamo dimenticare, pur avendoli studiati, gli antichi "maestri" perché potrebbero fossilizzarci in dogmi - che magari non volevano imporci come tali - impedendoci di arrivare alla "conoscenza"? 
Dovremmo forse ricercare la fonte di tale conoscenza, alla quale ognuno di loro attingeva, "adattandola" poi alla loro epoca per poterla insegnare?
Dovremmo inoltre non perdere di vista la nostra epoca, con l'aiuto dei nuovi mezzi che abbiamo a disposizione, delle nuove interpretazioni dei nostri contemporanei, studiosi, ricercatori e pensatori, e sopra tutto l'aiuto dei nostri propri cervelli, per "comprendere" la nostra realtà, a 360 gradi, e ricomporre il mosaico tramandatoci?
Catherine


Quando interrogai Victoria Ignis riguardo l’insegnamento di Gurdjieff, lei mi rispose parafrasando il messaggio di un vecchio sceicco (=saggio) arabo – Daud Yusuf – che si era espresso in merito al valore di ogni insegnamento in genere:
Le ceneri sono ciò che resta in un luogo dopo che è arsa una Fiamma, ma quando la Fiamma è spenta, le ceneri sono solo carbone inerte e servono unicamente a chi utilizza il carbone e non a chi ricerca il calore e l’energia della Fiamma. Non si può tornare al calore e alla luce della Fiamma partendo dalle sue ceneri.

Gli odierni cercatori della Verità di norma s’identificano totalmente con uno specifico “maestro” o insegnamento, indipendentemente dalla loro collocazione storica e sociale, e cominciano a seguirli ritenendoli ugualmente validi sia nel contesto in cui sono nati che in quello attuale. Per cui io quotidianamente mi ritrovo a parlare a persone che seguono lo Yoga, piuttosto che lo Shivaismo Tantrico, Nisargadatta Maharaji o la Quarta Via di Gurdjieff.

Sarebbe utile fare un po’ di chiarezza circa il significato dell’Insegnamento Esoterico nel suo insieme, invece che, come fa la nostra medicina, specializzarsi unicamente in una disciplina che studia un solo organo o un solo apparato, dimenticando la totalità dell’essere umano ...

martedì 25 dicembre 2018

Krishna, Horus, Mithra: era già Natale, ben prima di Cristo


L’etimologia del termine “Natale”, come sostantivo maschile, deriva dal latino “Natalis (nascita); “dies Natalis” significa “il giorno della nascita”. 

Il termine “nascere” proviene dal latino “noscere”, che significa “cominciare a conoscere” e ha le sue radici in altre lingue; è un termine collegato ai termini: notizia, nobile, celebre, konig, king. 

Il significato etimologico di Natale è quindi legato sia alla nascita, sia alla conoscenza. 

Per i Popoli del Nord, le notti dal 25 dicembre al 6 gennaio erano particolarmente sacre. Nei paesi scandinavi venivano celebrati i natali di Frey, figlio di Wodan (Wuotan: Odino), dio della natura, e di Berchta (Frigga: Holda) sua sposa, con la festa scandinava di Yule. Riservati al culto solare erano in epoca megalitica il monumento di Stonehenge (Inghilterra) e i Menhir di Carnac (Bretagna), orientati verso Est (il Sole levante). 

Fra i popoli celtici si accendevano e si accendono tutt’ora il 25 dicembre dei sacri fuochi al dio Lug (luminoso) detto Griamainech (Viso del Sole), corrispondente al greco Hermes e al latino Mercurius. Questi fuochi sono ancor oggi conosciuti fra gli irlandesi e i montanari della Scozia, e vengono accesi in onore di Cristo ...

domenica 24 dicembre 2017

25 dicembre Natale: dalla pagana festa del Sol Invictus, al divino bambino portatore di luce

di Martina Brusini 

Celebrato il 25 dicembre, pur essendo una solennità inferiore alla Pasqua, il Natale rappresenta la festa più popolarmente sentita, tanto carica di tradizioni e fascino da aver assunto negli anni anche un significato laico, legato allo scambio di regali, alla famiglia e a figure del folclore come Babbo Natale. 

(immagine: La Natività di Giotto - dettaglio)

Sono inoltre strettamente legate al Natale la tradizione del presepe, di origine medioevale, e l’addobbo dell’albero, diffusasi successivamente a partire dal Nord Europa.

Nella tradizione cristiana, il Natale celebra la nascita di Gesù a Betlemme da Maria: il racconto ci è pervenuto attraverso i vangeli secondo Luca e Matteo, che narrano l’annuncio dell’angelo Gabriele, la deposizione nella mangiatoia, l’adorazione dei pastori e la visita dei magi. 
Altri aspetti devozionali, come la grotta, il bue e l’asino, i nomi dei magi, etc. risalgono invece a tradizioni successive o a racconti presenti nei vangeli apocrifi ...

lunedì 27 maggio 2013

La ricerca spirituale. Alcuni consigli per iniziare.

Per secoli, la via spirituale in Occidente era stata monopolizzata dalla Chiesa cattolica, e poi dalle varie confessioni cristiane.

Chi voleva seguire una via diversa doveva aderire ad una delle tante società segrete di matrice templare e rosacrociana. 

Da decenni l'Occidente si è aperto alla spiritualità orientale, buddhista e induista, e ad altre tradizioni, ma siamo in un'epoca ancora di grande confusione, in cui spesso tutto ciò che non è dichiaratamente cattolico, ebraico, o musulmano, è etichettato spregiativamente come "fuffa new age".

Coloro che hanno provato a portare in Occidente una spiritualità diversa ed efficace sono stati ostacolati in vario modo, dal silenzio dei mass media a veri e propri attacchi giudiziari e mediatici, come quelli subiti da Swami Kriyananda, Sai Baba, Osho, Aivanhov, prima o poi sempre, tutti, inevitabilmente presentati sotto le vesti di ciarlatani, falsi guru, delinquenti, ecc.

Seguire una via spirituale in Occidente è quindi difficile e disorientante....