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domenica 5 gennaio 2025

La Befana di Frau Holle ed il mito delle Madri volanti


di Carlo Giuliano Manfredi

“La Befana riccia riccia
tutta quanta inanellata
scende giù con Befanino
da la cappa del camino.
Va dicendo a le regazze;
Siate bbone, nun siate pazze“.


Frau Holle, conosciuta tramite la fiaba dei sapienti fratelli Grimm, è una storia piena di simboli, con la quale si è saputo immortalare una delle più importanti tradizioni orali delle terre del nord. Legata a una divinità germanica precristiana, il ricordo della vecchia Signora, divinità protettrice della casa e della famiglia, è in effetti ancora vivo.

Nella fiaba la troviamo sotto terra, in fondo al pozzo, dove la fanciulla la incontrò. Buio, profondità della terra ed acqua, ricordano che nei tempi passati, Frau Holle era venerata soprattutto negli anfratti delle montagne e nelle vicinanze degli stagni (quel mondo oscuro definito nella mitologia classica come mondo degli Inferi).

La radice hol appare nel termine tedesco Höhle che significa grotta e ben si addice alla figura di quest’antica divinità pagana della natura, regina del regno sotterraneo e delle montagne. Altra affinità linguistica lega il suo nome al vocabolo germanico Hell, che definiva il regno dei morti. Frau Holle era anche la signora dei morti. Il nome Holle rivela inoltre un’affinità con il termine tedesco hold, che significa incantevole, leggiadro. È la leggiadra dea della natura che diventa quindi anche la dea della  primavera ... 

sabato 6 gennaio 2024

L'origine del mito della Befana e il suo simbolismo

 di Carlo Sacchettoni

Sin dal Neolitico vi era un culto legato a una divinità che incarnava lo spirito degli antenati. 
Questa, in inverno, si materializzava alle famiglie riunite intorno al fuoco con sembianze femminili. Tale donnina con naso adunco era benaugurante per il raccolto dell’anno seguente.

San Epifanio di Salamina (315 circa - 403), nel Panarion adversus omnes haereses, racconta che già nel IV secolo, ad Alessandria d’Egitto, nella notte del 6 gennaio si celebrava un rituale che comportava la nascita di Aion, divinità legata ai miti della natura e alla fertilità, da una vergine Kore. Il rituale alessandrino, riferisce l’apologeta cristiano, era celebrato anche nelle città arabe di Petra e di Elousa.

Cosma di Gerusalemme conferma tale tradizione e aggiunge che il rituale era preceduto da un’altra cerimonia dedicata alla nascita del sole in coincidenza del periodo solstiziale, il 25 dicembre.

Sempre nell’antichità precristiana, in tutta l’area del Mediterraneo, la notte tra il 5 e il 6 gennaio nelle tradizioni agrarie pagane si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso il sacrificio di Madre Natura, rappresentata in modo decrepito e senile ...