di Carlo Giuliano Manfredi
“La Befana riccia riccia
tutta quanta inanellata
scende giù con Befanino
da la cappa del camino.
Va dicendo a le regazze;
Siate bbone, nun siate pazze“.
Frau Holle, conosciuta tramite la fiaba dei sapienti fratelli Grimm, è una storia piena di simboli, con la quale si è saputo immortalare una delle più importanti tradizioni orali delle terre del nord. Legata a una divinità germanica precristiana, il ricordo della vecchia Signora, divinità protettrice della casa e della famiglia, è in effetti ancora vivo.
Nella fiaba la troviamo sotto terra, in fondo al pozzo, dove la fanciulla la incontrò. Buio, profondità della terra ed acqua, ricordano che nei tempi passati, Frau Holle era venerata soprattutto negli anfratti delle montagne e nelle vicinanze degli stagni (quel mondo oscuro definito nella mitologia classica come mondo degli Inferi).
La radice hol appare nel termine tedesco Höhle che significa grotta e ben si addice alla figura di quest’antica divinità pagana della natura, regina del regno sotterraneo e delle montagne. Altra affinità linguistica lega il suo nome al vocabolo germanico Hell, che definiva il regno dei morti. Frau Holle era anche la signora dei morti. Il nome Holle rivela inoltre un’affinità con il termine tedesco hold, che significa incantevole, leggiadro. È la leggiadra dea della natura che diventa quindi anche la dea della primavera ...
