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domenica 16 agosto 2026

Sul collasso morale dell'Occidente

 di Andrea Zhok

L'Occidente è un concetto strano, recente e spurio. 

Con "Occidente" si intende in effetti una configurazione culturale che emerge con l'unificazione mondiale dell'Europa politica e di quello che dal 1931 prenderà il nome di "Commonwealth" (parte dell'impero britannico). 
Questa configurazione raggiunge la sua unità all'insegna del capitalismo finanziario, a partire dal suo emergere egemonico negli ultimi decenni del '900.  

L'Occidente non c'entra nulla con l'Europa culturale, le cui radici sono greco-latine e cristiane. 
L'Occidente è la realizzazione di una politica di potenza economico-militare, che nasce nell'Età degli Imperi, che sfocia nelle due guerre mondiali e che riprende il governo del mondo verso la metà degli anni '70 del '900. 
Purtroppo anche in Europa l'idea che "siamo Occidente" è passata, divenendo parte del senso comune. 
L'Europa storica, ad esempio, ha sempre avuto legami strutturali fondamentali con l'Oriente, vicino e remoto (Eurasia), mentre l'Occidente si percepisce come intrinsecamente avverso all'Oriente. Così l'Europa culturale è in ovvia continuità con la Russia, mentre per l'Occidente la Russia è totalmente altro da sé...

mercoledì 10 settembre 2025

L’occidente non impara mai dalle proprie sconfitte

 di Pepe Escobar

Non sottovalutare mai lo tsunami in arrivo di “analisi” destabilizzanti e di programmazione predittiva già incorporata nella Guerra Ibrida contro la Cina – e nella guerra più ampia contro i BRICS.

Spunto per l’ultimo rapporto di 128 pagine dell’Hudson Institute di Washington intitolato oh, così profeticamente, La Cina dopo il comunismo: prepararsi per una Cina post-PCC

Hai tutto il diritto di reagire in modo montypythoniano, come i “Cavalieri che dicono ‘Ni!‘”, di fronte a questa insensata assurdità. Ma non commettere errori: loro la prendono molto sul serio. 

Il mondo dei think tank statunitensi è magistrale nel telegrafare, con anni di anticipo e in dettagli strazianti, sogni di cambio di regime e paure esistenziali...

lunedì 6 marzo 2023

“BLACKOUT La transizione ecologica e la deriva dell’Occidente”. Il nuovo libro di Ilaria Bifarini

 
Dopo un lungo periodo di penetrazione nell’immaginario collettivo, una narrazione ansiogena e catastrofista in ogni campo, da quello sanitario a quello ecologico, sembra oggi prendere il sopravvento in Occidente. 

Dalla cultura della cancellazione all’ambientalismo ideologico, il fattore comune è la volontà di resettare l’essere umano attraverso l’espiazione dei peccati e delle nefandezze di cui si sarebbe macchiato secondo i nuovi canoni di giudizio morale.

Ma se questa ideologia colpevolizzante e apocalittica, grazie a una capillare opera di propaganda, fa presa sulle popolazioni occidentali dove una fetta importante, sebbene numericamente non maggioritaria, subisce un processo di massificazione e adesione fideistica al nuovo Verbo, altrove le cose stanno diversamente ...

domenica 1 gennaio 2023

2022, L'anno in cui l'Occidente ha cancellato le donne


Se il 2022 è stato l'anno della "donna", si è trattato di una storia con due capitoli finali diversi: uno di speranza, l'altro meno. Il primo è ambientato in un Paese lontano, dove un regime arcaico e teocratico minaccia di essere rovesciato dalle donne che gettano il loro hijab e chiedono la loro emancipazione. Il secondo si svolge in un ambiente più familiare ma in una lingua sconosciuta: un Occidente in cui la stessa parola "donna" non ha più alcun significato, la sua definizione è stata riscritta per includere "un'adulta che vive e si identifica come femmina anche se alla nascita potrebbe essere stata definita di sesso diverso".

Questo è il paradosso degli ultimi 12 mesi: l'esistenza delle donne viene messa in discussione proprio nel luogo in cui l'emancipazione femminile è arrivata più lontano, mentre nei luoghi in cui le donne rimangono incatenate a nozioni medievali di onore e castità, il vero femminismo è più forte.

Perché dovremmo preoccuparci delle definizioni dei dizionari, quando tutti sanno cos'è una donna? Questa può sembrare una domanda giusta ...

venerdì 3 giugno 2022

Oikofobia e cancel culture: due facce della stessa medaglia

"Oikos”, in greco, vuol dire “casa”.
La cancel culture è allora una forma particolarmente radicale dell’oikofobia, ovvero dell’odio di sé che contamina l’Occidente

di Michelangelo Longo

L’oikofobia è stato il cavallo di battaglia del filosofo conservatore Roger Scruton. 

Coniò il termine per esprimere la repulsione che una parte del mondo occidentale provava (e prova) per se stesso, per le proprie istituzioni, la propria storia, la propria casa (in greco oikos). Nel magnifico libro "Sulla caccia" paragona questo sentimento alle ribellioni di un adolescente quando la sua famiglia comincia a diventargli stretta.

Dal punto di vista sociale esiste una cultura “oikofobica” per eccellenza, la cultura progressista, che, rifiutando tutto dell’Occidente (i modelli di sviluppo, la storia, la cultura, etc), è approdata al relativismo globale e alla cancel culture. Quest’ultimo passaggio è estremamente interessante: non potendo “riformare” la società, si procede all’eliminazione dei fondamenti culturali e storici. 

Non è una storia nuova, dai roghi dei libri del nazismo all’eliminazione dei kulaki ucraini da parte dell’Unione Sovietica, gli episodi di cancel culture si sono esplicitati sotto il cappello di diverse ideologie al grido: se la realtà non si piega alla mia idea, tanto peggio per la realtà ...

domenica 2 gennaio 2022

Ma allora parlo arabo!

 

C’è prestito e prestito. Quelli linguistici non si restituiscono. Rimangono a chi li riceve. Tanto che spesso dimentichiamo anche da dove sono arrivati.

Immagine: Miniatura di un manoscritto arabo (1250 ca.).

Sono molte le parole di origine araba che usiamo ogni giorno. A partire dal momento del risveglio mattutino. Si comincia con il caffé, in arabo “qahwa” che in turco diventa poi “qahvè” , con l’accento finale, come nella parola italiana. La moka, un caffè pregiato a grani piccoli e tondeggianti, del resto proveniva dalla città yemenita di Moca.
Anche la parola zucchero, “sukkar”, fece rapidamente fortuna: azucar in spagnolo, acucar in portoghese, sucre in francese, sugar in inglese e zucker in tedesco. Arabi, di conseguenza, anche termini come saccarina e saccarosio. E tante altre parole legate al cibo, alla tavola e all’alimentazione.

Un lungo elenco con qualche sorpresa. Da sciroppo che nasce da “scarab” o “scarub” a albicocche (al-barquq), carciofi (kharshuf), asparagi (aspanakh), zibibbo (zabib) e zafferano (za’faran). Oppure borraggine, ”abu-ʿaraq”, pianta sudorifera che significa “padre del sudore” ...

giovedì 21 ottobre 2021

Il sistema economico occidentale volge al termine

Produrre non permette più all’Occidente di vivere; per contro la Cina è diventata “l’officina del mondo”. Sono soltanto i detentori di capitali a fare soldi, tanti soldi. 

Il sistema sta per crollare. I grandi capitalisti sono ancora in tempo a mettere in salvo la propria ricchezza? 

Con la crisi del 1929 la fame si propagò in Occidente. Tutte le istituzioni furono messe in pericolo. Sopravvissero solo grazie alla seconda guerra mondiale.

Già nel XVIII secolo, agli albori del capitalismo, gli economisti britannici della scuola di David Ricardo s’interrogavano sulla durata illimitata del sistema. Ciò che all’inizio rende cospicuamente, alla fine rientra nella normalità e cessa di arricchire il proprietario: i consumi non possono motivare in eterno una produzione massiccia. In seguito, i socialisti, discepoli di Karl Marx [1], preconizzarono l’ineluttabile fine del capitalismo.

Un sistema che avrebbe dovuto soccombere nel 1929, ma che con generale sorpresa è sopravvissuto alla crisi. Ci stiamo avvicinando a un momento analogo: la produzione non è più rimunerativa. Ora solo la finanza fa denaro. In Occidente vediamo un generale abbassamento del livello di vita delle masse e il patrimonio di pochi individui raggiungere vette impensate. Il sistema minaccia di crollare e di non riuscire a risollevarsi. La domanda è: i super-capitalisti sono ancora in tempo a mettere in salvo la propria ricchezza o ci sarà una redistribuzione aleatoria della ricchezza causata da un conflitto generalizzato? ...

martedì 6 marzo 2018

Ma che sballo la democrazia! Parola di satana.

di Gianni Tirelli

In democrazia, è importante mentire, sempre, e la televisione è la pacchia dei bugiardi.

Puoi mentire sui sondaggi, sui dati economici e attraverso la propaganda per l’acquisto di prodotti di ogni genere, sulla loro qualità e i loro componenti. 
Puoi tranquillamente dire che il tuo panettone è stato realizzato come cento anni fa, e che fa ricrescere i capelli, che nessuno mai si prenderà la briga di contestare ciò che tu sostieni. “NON E’ ANCORA STATO PROVATO”!!

In democrazia, se rivesti una carica politica, non devi mai essere troppo chiaro ed esplicito: ognuno, e secondo i suoi interessi, interpreterà a suo modo. Perché in democrazia, tutto è possibile: il bianco può essere nero e viceversa.

In democrazia, puoi promettere ogni cosa e subito dopo rimangiarti tutto.Puoi sempre dare la colpa ai tuoi avversari. E’ un classico, una strategia democratica consolidata. Molti ti crederanno, gli altri se ne dimenticheranno presto. Quale libertà, più libertà di questa?

Nel mercato libero democratico, ognuno decide il prezzo della propria mercanzia e, tutti, si adeguano al prezzo più alto ...

venerdì 27 gennaio 2017

L'era della rassegnazione

di Marco Tarchi

Chi ha più di trentacinque anni e ha speso una quota del proprio tempo occupandosi del mondo che gli ruota intorno, difficilmente avrà dimenticato il clima che si diffuse negli ambienti politici ed intellettuali nei giorni e nei mesi che seguirono la caduta del muro di Berlino. Quella data dell'ottobre 1989 parve universalmente segnare un evento fatidico, un punto di svolta, e il crollo dell'impero sovietico che di lì a poco ne seguì non fece che confermare là prima impressione.

Quanti avevano in uggia il duopolio che dalla conferenza di Yalta in poi aveva indirizzato le sorti del mondo esultarono. Dilagarono i sogni di nuovi scenari in cui i vincoli oppressivi del bipolarismo si sarebbero sciolti.

Nelle ristrette ma vivaci cerchie che si attribuivano l'etichetta del non-conformismo e non avevano mai digerito molte delle conseguenze del disastroso secondo conflitto mondiale, a partire dal soggiogamento dell'Europa alle due superpotenze e dalla sua vertiginosa perdita di influenza sullo scacchiere planetario, si arrivò a supporre che si dovessero abbandonare le elucubrazioni sulla possibile costruzione di una Terza via di organizzazione della società diversa dal liberalismo e dal socialismo e si dovesse passare con urgenza alla riflessione su una Seconda via, dal momento che a rimanere in piedi era ormai quasi solo quel modello politico-culturale che si era dato — abusivamente ma efficacemente — il nome di Occidente e si fondava, per dirla con le parole di un analista che pure non ne è certo un critico prevenuto, su «una visione immobile del mondo, dominata da un pugno di principi guida: l'internazionalismo, l'espansione illimitata dell'individualismo e dei suoi diritti, l'idolatria del proceduralismo consensualistico, l'idea che l'economia rappresenti il regolatore supremo delle collettività umane»1....

lunedì 27 maggio 2013

La ricerca spirituale. Alcuni consigli per iniziare.

Per secoli, la via spirituale in Occidente era stata monopolizzata dalla Chiesa cattolica, e poi dalle varie confessioni cristiane.

Chi voleva seguire una via diversa doveva aderire ad una delle tante società segrete di matrice templare e rosacrociana. 

Da decenni l'Occidente si è aperto alla spiritualità orientale, buddhista e induista, e ad altre tradizioni, ma siamo in un'epoca ancora di grande confusione, in cui spesso tutto ciò che non è dichiaratamente cattolico, ebraico, o musulmano, è etichettato spregiativamente come "fuffa new age".

Coloro che hanno provato a portare in Occidente una spiritualità diversa ed efficace sono stati ostacolati in vario modo, dal silenzio dei mass media a veri e propri attacchi giudiziari e mediatici, come quelli subiti da Swami Kriyananda, Sai Baba, Osho, Aivanhov, prima o poi sempre, tutti, inevitabilmente presentati sotto le vesti di ciarlatani, falsi guru, delinquenti, ecc.

Seguire una via spirituale in Occidente è quindi difficile e disorientante....