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giovedì 30 giugno 2022

Il postmoderno, ovvero il lasciapassare per il nulla

 
di Francesco Lamendola

Quando incomincia il postmoderno? E, innanzitutto, che cos’è il postmoderno?

Citiamo la definizione data dall’Enciclopedia Treccani:

Termine usato per connotare la condizione antropologica e culturale conseguente alla crisi e all’asserito tramonto della modernità nelle società del capitalismo maturo, entrate circa dagli anni 1960 in una fase caratterizzata dalle dimensioni planetarie dell’economia e dei mercati finanziari, dall’aggressività dei messaggi pubblicitari, dall’invadenza della televisione, dal flusso ininterrotto delle informazioni sulle reti telematiche. 

In connessione con tali fenomeni, e in contrasto con il carattere utopico, con la ricerca del nuovo e l’avanguardismo tipici dell’ideologia modernista, la condizione culturale postmoderna si caratterizza soprattutto per una disincantata rilettura della storia, definitivamente sottratta a ogni finalismo, e per l’abbandono dei grandi progetti elaborati a partire dall’Illuminismo e fatti propri dalla modernità, dando luogo, sul versante creativo, più che a un nuovo stile, a una sorta di estetica della citazione e del riso, ironico e spregiudicato, del repertorio di forme del passato, in cui è abolita ogni residua distinzione tra i prodotti “alti” della cultura e quelli della cultura di massa ...

giovedì 21 ottobre 2021

Il sistema economico occidentale volge al termine

Produrre non permette più all’Occidente di vivere; per contro la Cina è diventata “l’officina del mondo”. Sono soltanto i detentori di capitali a fare soldi, tanti soldi. 

Il sistema sta per crollare. I grandi capitalisti sono ancora in tempo a mettere in salvo la propria ricchezza? 

Con la crisi del 1929 la fame si propagò in Occidente. Tutte le istituzioni furono messe in pericolo. Sopravvissero solo grazie alla seconda guerra mondiale.

Già nel XVIII secolo, agli albori del capitalismo, gli economisti britannici della scuola di David Ricardo s’interrogavano sulla durata illimitata del sistema. Ciò che all’inizio rende cospicuamente, alla fine rientra nella normalità e cessa di arricchire il proprietario: i consumi non possono motivare in eterno una produzione massiccia. In seguito, i socialisti, discepoli di Karl Marx [1], preconizzarono l’ineluttabile fine del capitalismo.

Un sistema che avrebbe dovuto soccombere nel 1929, ma che con generale sorpresa è sopravvissuto alla crisi. Ci stiamo avvicinando a un momento analogo: la produzione non è più rimunerativa. Ora solo la finanza fa denaro. In Occidente vediamo un generale abbassamento del livello di vita delle masse e il patrimonio di pochi individui raggiungere vette impensate. Il sistema minaccia di crollare e di non riuscire a risollevarsi. La domanda è: i super-capitalisti sono ancora in tempo a mettere in salvo la propria ricchezza o ci sarà una redistribuzione aleatoria della ricchezza causata da un conflitto generalizzato? ...

lunedì 30 agosto 2021

Il Grande Reset – Il Piano dell'Élite Globale

 

Il Grande Reset è alle porte … o almeno i poteri forti stanno cercando di tirarlo fuori.

Quella che una volta era una “teoria della cospirazione” marginale è ora in bella mostra sotto gli occhi di tutti.

Le élite economiche, politiche, accademiche e dei media di tutto il mondo stanno sfruttando il caos, la confusione e le restrizioni alla libertà dovute al blocco del CVD e le stanno usando per alterare radicalmente la società in tutto il mondo.

Come sarà questo cambiamento?

Le élite globali vogliono creare una società di affittuari che non possiedono nulla, promuovendo allo stesso tempo un’agenda sociale che sarebbe impopolare tra le masse smaliziate e difficile da implementare in una società con un’ampia classe media basata sulla proprietà.

Ciò significa che affitteresti non solo la tua casa, ma anche il telefono, il computer, l’auto (anche se probabilmente farai “car-sharing”, il termine per noleggiare un’auto quando ne hai bisogno per un periodo prolungato e chiamarne una quando ne hai bisogno per un giro), e anche le pentole e le padelle con cui cucini ...

sabato 26 dicembre 2020

C'è una crepa in ogni cosa, è da lì che entra la luce

 
C’è una crepa in ogni cosa, è così che entra la luce. 

Leonard Cohen
- frammento di Anthem  da The Future, 1992 -

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Tra le auto-contraddizioni che si moltiplicano causate dall’incompatibilità delle nostre percezioni della realtà stessa, le crisi ad ogni livello (economico, geopolitico, spirituale) stanno diventando troppo brutte e dolorose per essere ignorate. 

Alcune delle domande più urgenti che vengono ora sollevate dai cittadini pensanti che assistono al disfacimento dei loro mondi includono:

- Perché così tante persone altamente istruite sono disposte a rinunciare al loro potere innato di pensare per lasciarsi guidare da esperti oscuri che dicono loro cosa è vero e come comportarsi?

- Perché così tanti nostri concittadini sono così disposti a rinunciare ai loro diritti e alle loro libertà per proteggersi da minacce invisibili come i virus con un tasso di sopravvivenza del 99,9%? ...