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giovedì 30 giugno 2022

Il postmoderno, ovvero il lasciapassare per il nulla

 
di Francesco Lamendola

Quando incomincia il postmoderno? E, innanzitutto, che cos’è il postmoderno?

Citiamo la definizione data dall’Enciclopedia Treccani:

Termine usato per connotare la condizione antropologica e culturale conseguente alla crisi e all’asserito tramonto della modernità nelle società del capitalismo maturo, entrate circa dagli anni 1960 in una fase caratterizzata dalle dimensioni planetarie dell’economia e dei mercati finanziari, dall’aggressività dei messaggi pubblicitari, dall’invadenza della televisione, dal flusso ininterrotto delle informazioni sulle reti telematiche. 

In connessione con tali fenomeni, e in contrasto con il carattere utopico, con la ricerca del nuovo e l’avanguardismo tipici dell’ideologia modernista, la condizione culturale postmoderna si caratterizza soprattutto per una disincantata rilettura della storia, definitivamente sottratta a ogni finalismo, e per l’abbandono dei grandi progetti elaborati a partire dall’Illuminismo e fatti propri dalla modernità, dando luogo, sul versante creativo, più che a un nuovo stile, a una sorta di estetica della citazione e del riso, ironico e spregiudicato, del repertorio di forme del passato, in cui è abolita ogni residua distinzione tra i prodotti “alti” della cultura e quelli della cultura di massa ...

venerdì 15 aprile 2022

Dalla sottomissione alla guerra: basta non farsi domande

Si comincia in modo semplice: basta non farsi domande. 
E si finisce per accettare il peggio. 

Si accetta che per 24 mesi non si parli che di Covid, e si arriva a subire la nuovissima, orrenda narrazione quotidiana. 
Si accettano equazioni indirettamente suggerite, in modo subdolo: se il Covid è cattivo (e ci mancherebbe altro), allora anche i russi sono cattivi. 

Non solo il loro bieco presidente: anche i loro scrittori, i loro scienziati, i loro artisti, i loro musicisti. Persino i loro atleti disabili, paralimpici; persino i loro gatti. Sembra di vivere in un manicomio a cielo aperto, affollatissimo di ciechi. Un brutto giorno divampa una patologia insidiosa, che semina il panico. In capo a nemmeno due mesi, però, si trovano le cure. Ma – anziché renderle disponibili, le terapie – si continua con l’orchestrazione panica (lockdown, coprifuoco) per poi arrivare all’esito programmato, la campagna “vaccinale” a tappeto con sieri sperimentali. 

Era la premessa obbligatoria per giungere alla meta: la libertà condizionata, vincolata al possesso di un lasciapassare ...

giovedì 3 febbraio 2022

Vili, uccidete un Paese morto

di Anna Lombroso

Una delle colpe più infami a carico dei burattinai del teatro pandemico consiste nell’indurre in noi la  tentazione di condividere, sia pure occasionalmente, le esternazioni di qualcuno che abbiamo da sempre considerato un nemico.

Fa il paio con l’altro crimine morale oltre che politico commesso da quella cerchia di “pensatori” venduti e comprati che se la godono a poter finalmente militare nelle falangi dell’autoritarismo repressivo e censorio, chiedendo TSO per colleghi più influenti e per eretici che dimostrano concretamente che è possibile non essere servi.

E’ che abbiamo permesso loro  di depredarci di indicatori e misuratori culturali e politici, tanto che si arrogano il diritto di concedere patentini e riconoscimenti che certificano l’appartenenza alla parte sana del Paese di una maggioranza ricattabile e intimorita,  promossa sul campo vaccinale a  “responsabile”, virtuosa e solidale, in una parola, obbediente e coesa come una coorte intorno alle autorità governative e scientifiche.

Risultano meritevoli dell’attestato di buona condotta solo quelli che mai andrebbero in piazza con le destre nostalgiche dell’orbace – avendo da tempo concesso fiducia illimitata a quelle che indossano la grisaglia, benché più consono sarebbe il gessato dei gangster – e che dopo anni di antipolitica, di disincanto democratico, esemplarmente riassunto nelle parole della saggezza dei popoli: er più pulito c’ha la rogna,  scoprono adesso la voluttà di affidare la propria vita a poteri “superiori”, assolutisti, marziali il cui dominio permane indiscusso grazie alla narcosi indotta con la paura e malgrado le scelte nefaste, l’accertata incapacità e la dimostrata disonestà, l’indole alla menzogna e il marasma cognitivo ...

venerdì 24 settembre 2021

Parole forti? ...

Il parere/sfogo del dott. Speciani. Parole forti?

Giudicate voi.

"Dunque siamo in dittatura. A nulla è valso gridare, sbracciarsi, cercare di far capire che questo era il rischio: eravamo complottisti, negazionisti, novax, untori. 

Così ora abbiamo un obbligo di lasciapassare privo di qualunque valore sanitario che discriminerà tra vaccinati (potenzialmente infettivi) e tamponati non vaccinati (non infettivi) in dispregio sia della carta costituzionale che delle stringenti direttive europee, che immagino presto renderanno illegale il provvedimento.

Quasi tutti i paesi europei ormai, con l’esclusione di Italia e Francia, comandate dai servi della finanza mondiale dei Rothschild, dei Rockefeller, dei Gates, dei Soros, dei Bezos, hanno cancellato questo obbrobrio legislativo chiamato green pass, e tutti, entro qualche settimana, cancelleranno ogni limitazione e restrizione dei diritti costituzionali: Spagna, Inghilterra, Svezia, Svizzera, Slovenia, Danimarca, Croazia. 

Hanno preso atto del fatto che non abbia senso affossare l’economia di un paese per contrastare un virus che uccide 83enni pluripatologici con un vaccino che uccide (ovviamente con malori improvvisi “non correlati”) quindicenni, ventenni, trentenni e quarantenni, lasciando disabile (miocarditi, pericarditi, ictus, infarti, paralisi, danni neurologici) più di un milione di persone in Europa da inizio campagna (si vedano i dati ufficiali EMA sul sito Eudravigilance (per consultare i referti per i vaccini COVID-19, cliccare sulla lettera 'C' e scorrere verso il basso fino a “Vaccino COVID-19”, qui ad esempio, i dati per il Tozinameran (Pfizer-Biontech) - NdC -), o le testimonianze sulla pagina “Danni collaterali” per rabbrividire)" ...