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giovedì 3 febbraio 2022

Vili, uccidete un Paese morto

di Anna Lombroso

Una delle colpe più infami a carico dei burattinai del teatro pandemico consiste nell’indurre in noi la  tentazione di condividere, sia pure occasionalmente, le esternazioni di qualcuno che abbiamo da sempre considerato un nemico.

Fa il paio con l’altro crimine morale oltre che politico commesso da quella cerchia di “pensatori” venduti e comprati che se la godono a poter finalmente militare nelle falangi dell’autoritarismo repressivo e censorio, chiedendo TSO per colleghi più influenti e per eretici che dimostrano concretamente che è possibile non essere servi.

E’ che abbiamo permesso loro  di depredarci di indicatori e misuratori culturali e politici, tanto che si arrogano il diritto di concedere patentini e riconoscimenti che certificano l’appartenenza alla parte sana del Paese di una maggioranza ricattabile e intimorita,  promossa sul campo vaccinale a  “responsabile”, virtuosa e solidale, in una parola, obbediente e coesa come una coorte intorno alle autorità governative e scientifiche.

Risultano meritevoli dell’attestato di buona condotta solo quelli che mai andrebbero in piazza con le destre nostalgiche dell’orbace – avendo da tempo concesso fiducia illimitata a quelle che indossano la grisaglia, benché più consono sarebbe il gessato dei gangster – e che dopo anni di antipolitica, di disincanto democratico, esemplarmente riassunto nelle parole della saggezza dei popoli: er più pulito c’ha la rogna,  scoprono adesso la voluttà di affidare la propria vita a poteri “superiori”, assolutisti, marziali il cui dominio permane indiscusso grazie alla narcosi indotta con la paura e malgrado le scelte nefaste, l’accertata incapacità e la dimostrata disonestà, l’indole alla menzogna e il marasma cognitivo ...

giovedì 4 giugno 2020

Covid-19: La verità, di Marcello Teti


Il punto di vista di un medico di Perugia, espresso con molto fervore, ma soprattutto con dati precisi e dettagliati. Vogliamo dare i numeri? ...
😎 
Buona lettura.

di Marcello Teti


Premessa

L’uso sistematico della disinformazione strategica, nei riguardi dell’epidemia da coronavirus, è stato lo strumento più importante per riuscire a creare l’attuale clima di paura e di micidiale insicurezza nella popolazione. 


Una vera e propria epidemia di informazioni  artatamente subdole, ambigue, spesso appositamente gonfiate, altre volte false, surrettizie, subliminali. Quasi sempre  prive di ogni fondamento razionale, prima ancora che scientifico.
Una campagna martellante di notizie date con lo scopo di pompare dosi sempre più massicce di paura e di angoscia in una opinione pubblica atterrita, incapace di distinguere e fare un minimo di scelte critiche. Che accetta ormai supinamente ogni imposizione, ogni sopraffazione dei suoi diritti, quando non è essa stessa addirittura a chiedere ancora più restrizioni.

Una sorta di “infodemia” ben più grave della modesta epidemia in atto, la cui sorgente di infezione è proprio il Governo e la sua vasta corte di tecno-scientisti a caccia di fama, potere e lauti guadagni. In verità, senza questi mestatori, millantatori di pseudo verità scientifiche, difficilmente si sarebbero potute creare le condizioni  per ingenerare una psicosi collettiva così irrazionale.
Va aggiunto subito anche il ruolo decisivo che hanno svolto i grandi mass-media (giornali, tv nazionali e locali, radio, ect) nel creare la situazione surreale che stiamo vivendo da quattro mesi a questa parte. Con grande compiacenza, essi  hanno amplificato a dismisura la pletora di informazioni distorte e tendenziose, quando non le hanno inventate direttamente essi stessi. Insomma, una sorta di Min-Cul-Pop (Governo-tecno-scientisti-mass-media) che sta svolgendo egregiamente il compito di soggiogare con il terrore sanitario la maggior parte della popolazione.

Ma per quanti sforzi facciano gli strateghi della disinformazione, è pressoché impossibile oscurare i fatti, i dati oggettivi. I numeri hanno la testa dura, si dice. Per quanto possano essere abilmente manipolati, stanno lì e possono essere colti da chiunque, a patto di non avere il cervello obnubilato dalla paura e dal terrore circolante ...

domenica 22 marzo 2020

Quanti morti in Italia ogni anno? Ecco di cosa si muore di più

In questo periodo di pandemia, leggendo l'elenco, e soprattutto il numero (crescente nonostante le misure restrittive) dei decessi in Italia e nel mondo c'è da rimanere scioccati ...
Per avere un'idea più precisa dell'entità della tragedia qualcuno avrà avuto, come me, la curiosità di conoscere l'ammontare medio e le cause dei decessi in Italia, in tempi "normali".

Nella ricerca delle varie statistiche, è uscito fuori questo articolo che riporta alcuni dati interessanti.


 
di Fiammetta Rubini

Lo sapete quante persone muoiono in Italia ogni anno e di quali patologie? 
Ecco i dati ISTAT sulla mortalità e le cause principali di decesso nel nostro Paese.

Spaventa il bollettino della Protezione Civile sull’epidemia di coronavirus in Italia: al momento della scrittura i morti di Covid-19 nel nostro Paese è di poco superiore ai 3.400, più della Cina dove tutto è iniziato. Di fronte a un bilancio dei contagi e quello delle vittime che continua a salire, è abbastanza normale essere assaliti dal panico.

Ma vi siete chiesti quante persone muoiono in Italia ogni anno (di influenza, infezioni, ma non solo) e quali sono le cause principali di morte?

Se per un attimo andiamo oltre le notizie apprese dai talk show, telegiornali, siti di informazione, blog e social network e consultiamo le statistiche ISTAT, scopriamo dati che offrono spunti molto interessanti ...