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domenica 22 febbraio 2026

Il Potere delle Parole

 
di Nello Ceccon

Lo sciamano nella comunità non è solo chiamato per guarire fisicamente le persone, ma ha anche una funzione simile a quella del nostro psicoterapista, perché ha compreso il potere delle parole.

Siamo coscienti che la nostra capacità di immaginazione è molto forte e, consapevoli o no, siamo in grado di creare quello che immaginiamo.

Sandra Ingerman racconta che uno dei rischi più frequenti del lavoro del recupero dell’anima è quello di fare peggiorare, rendere tristi le persone con cui abbiamo fatto il lavoro. Molto spesso raccontiamo dei traumi che abbiamo visto nel viaggio, ma in questo modo traumatizziamo ancora di più il paziente. Il punto chiave è invece raccontare delle storie che fanno guarire, dobbiamo imparare a raccontare storie in modo che il paziente “possa camminare nella bellezza in una strada sacra” come dicono i Navajo.

Quello che riportiamo dal recupero dell’anima è la pura essenza, che non ha personalità o sentimenti. Riportiamo la forza della vita, soffiamo dentro questa purezza, non la storia che abbiamo visto. Non riportiamo indietro la parte dell’anima che era stata spaventata, altrimenti il paziente si spaventa.

È una grande responsabilità raccontare una storia che possa ispirare la persona a guarire, a ritornare nella vita con gioia.
Dobbiamo porre molta attenzione nelle parole...

sabato 11 novembre 2023

Ciao Facebook

 
- Ciao tesoro.
- Ciao Facebook.
 - Meta.
- Ah già, adesso è Meta. Mi scordo sempre.
- Pensa a metastasi. Che fai?

- Scrivo un post sulla guerra.
- Eh no.
- No?
- No. Semmai lo scrivi sulla g****a.
- Eh?
- La g****a.
- Davvero non capisco.
- G****a! G****a!
- Stai cercando di dire guerra?
- Sì.
- E perché non lo dici?
- Perché è così deprimente.
- La guerra è deprimente.
- Ma la g****a, molto meno.
- Mi sa che ti ho perso ...

venerdì 21 ottobre 2022

OK BOOMER ???

Shitstorm, sex worker, dissing, cringe, chad, boomer ...
Perdindirindina, perché bisogna necessariamente preferire termini anglofoni a quelli italiani?

Perché devo dire sex worker e non prostituto/a?
Perché questo trionfo dei termini cari al pensiero mercantile neoliberale che colonizzano l'immaginario globale, rifiutando quello locale?
Perché devo dire riders?
Riders on the shitstorm? cit. Le Porte
Per rendere più figo ed edulcorare lo sfruttamento capitalista dei lavoratori?

Si, il motivo è questo, e ciò è veramente terribile, perché ad assumere massivamente questo paradigma linguistico è il giovanilismo della generazione Z (che brutta espressione), è la cosiddetta sinistra arcobaleno del futuro, che poi tale non è, semmai una mera facciata indistinta e confusa, strumentale al mercato globalista, alla reazione e quindi al nazionalismo dei più forti che, giustamente dal loro punto di vista, impongono e pretendono la loro lingua nazionale ...

giovedì 1 settembre 2022

Le parole e le frequenze influenzano e riprogrammano il DNA?

Il DNA umano è un Internet biologico, superiore, sotto molti aspetti, a quello artificiale. 

Una ricerca scientifica russa (del 2009) spiega, direttamente o indirettamente, fenomeni quali la chiaroveggenza, l’intuizione, gli atti spontanei ed a distanza di cura, l’auto-guarigione, le tecniche di affermazione, la luce o aure insolite intorno alle persone (concretamente, dei maestri spirituali), l’influenza della mente sui modelli climatici e molto ancora.
Inoltre, ci sono segni di un tipo di medicina completamente nuova nella quale il DNA può essere influenzato e riprogrammato dalle parole e dalle frequenza SENZA sezionare e rimpiazzare geni individuali.

Solo il 10% del nostro DNA viene utilizzato per costruire le proteine
Questo subcomplesso di DNA è quello che interessa i ricercatori occidentali che lo stanno esaminando e catalogando. L’altro 90% è considerato “DNA rottame”. Tuttavia, i ricercatori russi, convinti che la natura non è stupida, hanno riunito linguisti e genetisti per intraprendere un’esplorazione di quel 90% di “DNA rottame”. I loro risultati, scoperte e conclusioni sono semplicemente rivoluzionari! 
Secondo loro, il nostro DNA non solo è il responsabile della costruzione del nostro corpo, ma serve anche da magazzino di informazioni e per la comunicazione ...

domenica 8 maggio 2022

L'uomo relativo - Dentro una gabbia di parole

 di Gianni Tirelli

Questo nostro, è un Sistema che obbliga l’essere umano ad una continua auto analisi, relegandolo in una sorte di prigione mentale, dalla quale non si libererà mai, non avendo autorevoli parametri con i quali rapportarsi.


Potremmo paragonare l’uomo delle società tecnologiche al pari di un infante che conserva e custodisce, in forma maniacale, i suoi vecchi giocattoli; poi li manipola, li scompone, inserisce nuovi meccanismi, fino al punto di non essere più in grado di portare il tutto al suo stato originario.

L’esercizio poi, alla costante introspezione e di metodica auto analisi, inibiscono ulteriormente la sua capacità di comprensione, di critica e, infine, di scelta.

Per questi motivi, l’individuo relativo della nostra epoca, non si comprende e spera vivamente che qualche anima buona, trovi il filo della matassa, o meglio ancora il filo di Arianna, tramite il quale uscire fuori dal labirintus delle sue parole; parole delle quali non comprende il reale significato e la naturale collocazione, ma che interpreta come i numeri di un’empirica equazione dal risultato indecifrabile. In questo modo, si abbandona al subdolo masochismo dell’altrui incomprensione.
Il suo compiacersene, stimola l’azione narcotica del suo vittimismo narcisista che, in maniera effimera, lenisce in parte, il suo dolore esistenziale...

domenica 2 gennaio 2022

Ma allora parlo arabo!

 

C’è prestito e prestito. Quelli linguistici non si restituiscono. Rimangono a chi li riceve. Tanto che spesso dimentichiamo anche da dove sono arrivati.

Immagine: Miniatura di un manoscritto arabo (1250 ca.).

Sono molte le parole di origine araba che usiamo ogni giorno. A partire dal momento del risveglio mattutino. Si comincia con il caffé, in arabo “qahwa” che in turco diventa poi “qahvè” , con l’accento finale, come nella parola italiana. La moka, un caffè pregiato a grani piccoli e tondeggianti, del resto proveniva dalla città yemenita di Moca.
Anche la parola zucchero, “sukkar”, fece rapidamente fortuna: azucar in spagnolo, acucar in portoghese, sucre in francese, sugar in inglese e zucker in tedesco. Arabi, di conseguenza, anche termini come saccarina e saccarosio. E tante altre parole legate al cibo, alla tavola e all’alimentazione.

Un lungo elenco con qualche sorpresa. Da sciroppo che nasce da “scarab” o “scarub” a albicocche (al-barquq), carciofi (kharshuf), asparagi (aspanakh), zibibbo (zabib) e zafferano (za’faran). Oppure borraggine, ”abu-ʿaraq”, pianta sudorifera che significa “padre del sudore” ...

domenica 14 giugno 2020

Il Tubolario, dissacrante gioco di parole degli anni ’80

di Marco Travaglini

Sul finire degli anni Settanta, con la legge 833 del 1978, venne istituito il servizio sanitario nazionale.

In seguito a quella che, a buon diritto, è ricordata come la vera e grande riforma sanitaria italiana, cominciarono a circolare una marea di piani sanitari regionali e locali infarciti di frasi ripetitive, roboanti e, come capita spesso, incomprensibili ai più.

Due professori, dotati di uno spiccato senso dell’ironia, ribellandosi a quest’alluvione di parole e di  frasi inutili, inventarono il GAPS, acronimo che stava per “Generatore Automatico Piani Sanitari”.

Il professor Marco Marchi dell’Istituto di Biostatistica ed Epidemiologia dell’Università di Pisa e il prof. Piero Morosini, direttore di laboratorio dell’Istituto Superiore di Sanità, grazie alla notizia della loro “invenzione” si guadagnarono la prima pagina del Corriere della Sera.

La Tecnogiocattoli Sebino, ditta bresciana famosa per aver prodotto il famoso bambolotto “Cicciobello”  (e anche i suoi  fratelli multietnici: Cicciobello Angelo nero e Cicciobello Ciao-Fiù-Lin, dai tratti somatici tipicamente orientali) li contattò all’inizio degli anni ’80 per sviluppare l’idea e dar vita al Tubolario, riadattando le frasi del Gaps, sostituendo i termini ed i riferimenti  squisitamente sanitari con la finalità di poterlo proporre in un linguaggio più “politichese” ...

giovedì 29 agosto 2019

Il potere curativo delle parole affettuose

Il linguaggio emotivo è un modo di esprimere sentimenti ed emozioni, oltre a essere un canale di connessione con l’altro.

In molte occasioni, per capirsi nelle relazioni interpersonali è sufficiente un’espressione d’affetto, emotiva, con sentimento o, in altre parole, mostrare cosa abbiamo dentro.

Il mondo degli affetti

Gli affetti sono sentimenti espressi a parole, ma anche con un linguaggio non verbale. Tramite le parole e i gesti, gli affetti sono sempre accompagnati dalle emozioni, quelle emozioni che donano valore alle parole affettuose.

Possiamo definire “affetto” tutte quelle espressioni che dimostrano all’altro come ci sentiamo quando si è insieme, ma anche lontani, oppure i desideri che abbiamo verso di lui/lei.

Ed è proprio l’esprimere l’affetto a stabilire il carattere della relazione, la sua profondità e l’importanza che ha per entrambe le persone coinvolte ...

giovedì 8 agosto 2019

La capacità di saper tacere

 Il silenzio ci angoscia e, spesso, tendiamo a riempirlo in mille modi: troppe parole, musica assordante, luoghi rumorosi. 
Non siamo più in grado di vivere il silenzio perché non riusciamo più a coglierne le mille virtù.

E proprio per questo, alla presenza di una o più persone, tendiamo a creare montagne di parole invece di condividere i silenzi: ci imbarazza non dire nulla e di conseguenza talvolta parliamo anche se non ne sentiamo l’esigenza, lo facciamo solo per riempire il vuoto generato dal silenzio.

In realtà anche non parlando si può comunicare: gli occhi sono davvero lo specchio della nostra anima e possono dire tanto, tutto di ciò che pensiamo (forse è anche per questo che facciamo fatica a guardarci negli occhi!).

Anche le nostre espressioni facciali possono comunicare, anche la nostra mimica corporea, anche solo il contatto fisico con un’altra persona può trasmettere più di mille parole...

lunedì 15 aprile 2019

Correggi il saggio e sarà più saggio, correggi l’ignorante e diverrà tuo nemico

In realtà siamo tutti molto ignoranti, solo che non ignoriamo tutti le stesse cose e non siamo nemmeno capaci di riconoscere la nostra ignoranza allo stesso modo. 

Concretamente, intendiamo l’ignoranza come un concetto che indica mancanza di conoscenza o esperienza. 

Ed è proprio questa mancanza di conoscenza o esperienza a rendere l’ignorante veemente e perspicace, quindi nostro nemico, se abbiamo esperienze o conoscenze diverse rispetto a lui.

Le persone sagge, invece, sanno che buona parte della loro virtù risiede nel sapere di non sapere, come sosteneva Socrate. 

Questa consapevolezza della nostra ignoranza è ciò che ci mette a nudo di fronte alla realtà, ciò che rivela la nostra imperfezione di fronte alla perfezione e ci concilia con la nostra natura. 

Le persone sagge si tengono lontane dalla rivalità, quindi difficilmente hanno dei nemici, e non si fanno influenzare dall’avarizia e dalla confusione dei desideri impossibili ...