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domenica 28 giugno 2026

I traumi dell'infanzia

 di Germana Verganti 

Affinché si produca un trauma nell'infanzia, non è necessario che si verifichi un evento estremo, è sufficiente che un’esperienza venga vissuta come soverchiante e solitaria, senza la possibilità di essere compresa e condivisa con un adulto affidabile. 

Come ha sottolineato Bessel van der Kolk, il trauma non è definito soltanto dall’evento in sé, ma dall’effetto che quell’esperienza produce sul sistema nervoso: è ciò che resta nel corpo quando la mente non è stata in grado di elaborare ciò che è accaduto. 

Un bambino, data la sua struttura neurobiologica, non possiede ancora completamente le competenze di autoregolazione emotiva, dipende infatti dall’adulto per dare senso alle proprie emozioni e per modularle. Se un’esperienza è troppo intensa, improvvisa, ripetuta o vissuta in solitudine emotiva, può assumere una valenza traumatica. 

Il trauma infantile può dunque derivare da eventi acuti, come maltrattamenti, trascuratezza grave, perdita improvvisa di una figura di riferimento, ma anche da condizioni relazionali croniche e meno visibili come umiliazioni ripetute, svalutazione sistematica, freddezza affettiva, imprevedibilità, richieste di maturità precoce, mancanza di rispecchiamento emotivo. 
In questi casi non è tanto il singolo episodio a ferire, ma la ripetizione e l’assenza di un contesto riparativo ...

domenica 22 febbraio 2026

Il Potere delle Parole

 
di Nello Ceccon

Lo sciamano nella comunità non è solo chiamato per guarire fisicamente le persone, ma ha anche una funzione simile a quella del nostro psicoterapista, perché ha compreso il potere delle parole.

Siamo coscienti che la nostra capacità di immaginazione è molto forte e, consapevoli o no, siamo in grado di creare quello che immaginiamo.

Sandra Ingerman racconta che uno dei rischi più frequenti del lavoro del recupero dell’anima è quello di fare peggiorare, rendere tristi le persone con cui abbiamo fatto il lavoro. Molto spesso raccontiamo dei traumi che abbiamo visto nel viaggio, ma in questo modo traumatizziamo ancora di più il paziente. Il punto chiave è invece raccontare delle storie che fanno guarire, dobbiamo imparare a raccontare storie in modo che il paziente “possa camminare nella bellezza in una strada sacra” come dicono i Navajo.

Quello che riportiamo dal recupero dell’anima è la pura essenza, che non ha personalità o sentimenti. Riportiamo la forza della vita, soffiamo dentro questa purezza, non la storia che abbiamo visto. Non riportiamo indietro la parte dell’anima che era stata spaventata, altrimenti il paziente si spaventa.

È una grande responsabilità raccontare una storia che possa ispirare la persona a guarire, a ritornare nella vita con gioia.
Dobbiamo porre molta attenzione nelle parole...

martedì 30 dicembre 2025

Botti di Capodanno, rischi per gli animali: i consigli dei veterinari

 Un cane è morto per i botti di Capodanno a Firenze: il suo cuore ha ceduto per lo spavento. Era un ospite de ‘Il Parco degli Animali’, canile rifugio del Comune di Firenze e sede dell’Ufficio per i Diritti degli Animali. 

Il post su Facebook che ha comunicato la notizie ha subito ricevuto centinaia di commenti di dispiacere e di critica a chi fa esplodere petardi e botti. Un tema che torna ciclicamente ogni Capodanno. 

Il Wff ha lanciato un appello per fermare i botti e sostituirli con opzioni a basso rumore o giochi di luci: un gesto a tutela delle persone fragili, degli animali e anche dell’ambiente. 

Mentre i veterinari diffondono consigli su come tutelare gli animali domestici..  

sabato 1 marzo 2014

La “nuova medicina germanica” di Hamer: folle o genio incompreso?


Un articolo che mette principalmente in risalto i lati negativi della Nuova Medicina Germanica, attraverso un lavoro d'indagine da certosino. Lungo e dettagliato.
Catherine


A.S.: ringrazio di cuore il giornalista Ilario D’Amato, iscritto all’albo della Campania, che ha fatto un certosino lavoro sull’argomento, con tanto di fonti e dal quale attingo a piene mani, risparmiandomi così notevole fatica nella parte di ricerca bibliografica su un tema così delicato. Per approfondimenti, si veda il sito Dossier Hamer. In seguito, “N.D”. sta per “nota di”, mentre […] indica parti omesse per una più sintetica e confortevole lettura.

(DISCLAIMER: QUESTO BLOG NON DÀ CONSIGLI MEDICI. Le informazioni fornite in questo articolo sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono né intendono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico abilitato (cioè un laureato in medicina abilitato alla professione) o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari inclusi specialisti in psicologia clinica o psicoterapia. L’autore di questo testo non può esser ritenuto responsabile circa i risultati o le conseguenze di un qualsiasi utilizzo o tentativo di utilizzo di una qualsiasi delle informazioni o disinformazioni presenti. Nulla su questo sito o sui suoi link può essere interpretato come un tentativo di offrire o rendere un’opinione medica o in altro modo coinvolta nella pratica della medicina.)

È ormai da diversi anni che, in un modo o nell’altro, entro in contatto con persone convinte sostenitrici dei più disparati metodi terapeutici alternativi e, tutto sommato, è una cosa a cui ho sempre dato relativamente poco peso perché, se un metodo non funziona (o al più è un placebo*), allora è tutto sommato innocuo e l’unico effetto collaterale per l’utente è uno spreco di soldi occasionale, si può dire che c’è di peggio.
*Placebo, definizione: in generale, un trattamento i cui blandi effetti positivi sono dovuti non ad una sua reale efficacia (ad es. la presenza di un principio attivo, nel caso di un farmaco) ma unicamente al riflesso causato dalle aspettative del paziente.

Da qualche mese, tuttavia, un mio parente si è interessato a questa “nuova medicina germanica” (di seguito abbreviata come NMG) del dott. Ryke Geerd Hamer: la cosa straordinaria è che il suo metodo sembrerebbe la panacea contro quasi ogni male, capace di curare anche i tumori peggiori.