sabato 1 marzo 2014

La “nuova medicina germanica” di Hamer: folle o genio incompreso?


Un articolo che mette principalmente in risalto i lati negativi della Nuova Medicina Germanica, attraverso un lavoro d'indagine da certosino. Lungo e dettagliato.
Catherine


A.S.: ringrazio di cuore il giornalista Ilario D’Amato, iscritto all’albo della Campania, che ha fatto un certosino lavoro sull’argomento, con tanto di fonti e dal quale attingo a piene mani, risparmiandomi così notevole fatica nella parte di ricerca bibliografica su un tema così delicato. Per approfondimenti, si veda il sito Dossier Hamer. In seguito, “N.D”. sta per “nota di”, mentre […] indica parti omesse per una più sintetica e confortevole lettura.

(DISCLAIMER: QUESTO BLOG NON DÀ CONSIGLI MEDICI. Le informazioni fornite in questo articolo sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono né intendono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico abilitato (cioè un laureato in medicina abilitato alla professione) o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari inclusi specialisti in psicologia clinica o psicoterapia. L’autore di questo testo non può esser ritenuto responsabile circa i risultati o le conseguenze di un qualsiasi utilizzo o tentativo di utilizzo di una qualsiasi delle informazioni o disinformazioni presenti. Nulla su questo sito o sui suoi link può essere interpretato come un tentativo di offrire o rendere un’opinione medica o in altro modo coinvolta nella pratica della medicina.)

È ormai da diversi anni che, in un modo o nell’altro, entro in contatto con persone convinte sostenitrici dei più disparati metodi terapeutici alternativi e, tutto sommato, è una cosa a cui ho sempre dato relativamente poco peso perché, se un metodo non funziona (o al più è un placebo*), allora è tutto sommato innocuo e l’unico effetto collaterale per l’utente è uno spreco di soldi occasionale, si può dire che c’è di peggio.
*Placebo, definizione: in generale, un trattamento i cui blandi effetti positivi sono dovuti non ad una sua reale efficacia (ad es. la presenza di un principio attivo, nel caso di un farmaco) ma unicamente al riflesso causato dalle aspettative del paziente.

Da qualche mese, tuttavia, un mio parente si è interessato a questa “nuova medicina germanica” (di seguito abbreviata come NMG) del dott. Ryke Geerd Hamer: la cosa straordinaria è che il suo metodo sembrerebbe la panacea contro quasi ogni male, capace di curare anche i tumori peggiori.



Le sue teorie (che rimangono appunto tali) sono così radicali da mettere, secondo l’autore, in discussione le intere basi della scienza contemporanea che vede la malattia come un male, quando invece essa sarebbe (secondo Hamer) una reazione psicofisiologica dell’individuo al conflitto intrapsichico, traumi ed allo stress, funzionale per la guarigione ...

Infatti, secondo Hamer, le metastasi sarebbero un’invenzione della medicina; i batteri ed i virus non sarebbero un danno per il nostro corpo, ma anzi aiuterebbero a guarire; a causare il cancro o una malattia sarebbe un presunto trauma non risolto o un conflitto; i traumi psichici sarebbero visualizzabili negli esami TAC.

Il suo metodo è stato rifiutato dalla medicina tradizionale: nel 1986 Hamer viene radiato dall’ordine dei medici con una sentenza del tribunale distrettuale di Coblenza, perché la sua natura psicopatica non gli consentiva di svolgere il suo lavoro e perché sarebbe stato incapace di curare i suoi pazienti. I certificati degli psichiatri che lo esaminarono, sottolineavano che “il carattere di Hamer è da considerare piuttosto come un carattere fanatico (…) Si tratta di un medico con idee volgari, pronto a credere nella assolutezza delle sue idee, incapace di una valutazione equilibrata” (fonte: sentenza del 1990 del tribunale amministrativo di Coblenza). A causa del numero impressionante di suoi pazienti deceduti (da quel che ho visto, almeno 140) è stato indagato, arrestato e condannato più volte in diversi paesi europei oltre che in Germania (Austria, Belgio, Francia, Spagna), con capi d’accusa come cattiva pratica medica, esercizio abusivo di professione medica, omissione di soccorso e frode prima, poi (dal 2007) per incitamento all’odio razziale; quindi incarcerato l’ultima volta in Francia dal 9/2004 al 02/2006 per frode ed esercizio abusivo della professione medica.

A quanto pare, le teorie di Hamer appaiono per molti così fantasiose da essersi meritate una pagina sul CICAP , il “Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale” (organizzazione scientifica ed educativa senza fini di lucro, che promuove un’indagine scientifica e critica nei confronti del paranormale, dei misteri e dell’insolito, nata nel 1989 per iniziativa di Piero Angela e di un gruppo di scienziati, intellettuali e appassionati) che si occupa anche di ciarlatani che si spacciano per santoni e guaritori. Il medico chirurgo Massimo Albertin risponde citando una pubblicazione della “Lega cancro svizzera” dove viene affermato che (tradotto in italiano) “Non è stata ancora pubblicato in letterarua medica alcun caso di cura di un paziente malato col metodo di Hamer. […] E nemmeno alcuno studio di questo effetto è stato pubblicato nella stampa specializzata. […] Sui 50 pazienti malati di cancro che sono passati attraverso le cure di Hamer, solo sette sono sopravvissuti.” Quindi abbiamo rapporti di morte dell’86% di una serie di casirintracciati. Le conclusioni della Lega Cancro Svizzera sono che “Noi crediamo che il metodo promosso da Hamer sia pericoloso, specialmente perché culla i pazienti in un falso senso di sicurezza, così che sono deprivati di ogni altro effettivo trattamento. Sino a quando Hamer fallisce nel presentare più prove convincenti per le sue ipotesi, e sino a quando l’efficacia della “Nuova Medicina” rimane scientificamente non provata, dobbiamo fortemente sconsigliare questo metodo.” Il dott. Albertin conclude che il metodo è pericoloso e che la teoria di Hamer appare come una sorta di “invenzione” conleggi che la rendono più simile ad un dogma religioso, che propone come verità quelle che in realtà sono accertate falsità.

Della stessa opinione sono anche gli autori del sito Quackwatch.org (traducibile come “vigilanza sulle ciarlatanerie”) che cita più volte Hamer nelle pagine dedicate ai promotori di metodi o consigli discutibili, a un messaggio speciale per i pazienti in cerca di cure alternative contro il cancro (da non seguire) e, soprattutto, a quella relativa ai report di casi di vittime delle cure alternative dove Hamer è appunto indicato nella sessione dei casi multipli, nonché nell’articolo in tedesco “Vittime della nuov a medicina”. Ma andiamo con ordine.

Parte 1 – La teoria di Hamer: in cosa consiste?
Citazioni dal sito di D’Amato

Secondo Hamer «non esistono le “cosiddette” malattie. Esse sono solamente programmi biologici sensati della natura (SBS). E questi non si devono sottoporre a terapia, ma bisogna lasciarli andare perché hanno un senso biologico» (fonte: “2006, l’anno della Nmg”). Chi ha un tumore ai dotti galattofori, ad esempio, soffre di un “conflitto di separazione”: deve solo comunicare al più presto con qualcuno che vorrebbe stringere al seno, e il cancro scomparirà. La terapia ottimale per il carcinoma intestinale è inghiottire quanto prima batteri della tubercolosi (fonte: “Testamento”, edizione italiana, pagina 446). E non bisogna preoccuparsi delle metastasi: non esistono, «sono una favola non dimostrata e non dimostrabile» (fonte: “2006, l’anno della Nmg”). Le testimonianze delle persone che hanno visto i propri cari devastati dalle metastasi raccontano una storia del tutto diversa.

La “Nuova Medicina Germanica” (marchio registrato) inventata da Hamer è dunque una medicina alternativa che rifiuta il metodo scientifico (fonte: “perizia” in merito alla Nuova Medicina del professor Hans-Ulrich Niemtz del 18 agosto 2003) e presenta elementi di pseudoscienza. La si può dividere in una parte diagnostica non riconosciuta dall’ambiente medico-scientifico e in una parte terapeutica con elementi psicoterapeutici. Sulla terapia sono state divulgate solo poche informazioni da parte dal suo inventore, tanto da causare grandi dissapori con l’associazione Alba proprio a causa della sua interpretabilità.

Tale pseudomedicina non è accettata dalla comunità medica, e viene sostanzialmente ignorata dalla medicina scientifica basata sulle prove (EBM – Evidence Based Medicine), sia a causa dei molteplici errori che contiene al suo interno sia perché la sua applicazione non corrisponde alla buona pratica clinica (GCP – Good Clinical Practice) dei giorni nostri. L’applicazione della NMG non è però proibita da alcuna legge, fatto salvo -ovviamente- il principio di responsabilità personale.

Hamer dichiara di poter guarire i malati di cancro nel 98% dei casi (fonte: lettera di Hamer del 10 dicembre 2006). Si tratta ancora una volta di affermazioni che non trovano alcun riscontro oggettivo. Non è mai stato documentato un solo caso in cui un paziente sia guarito grazie a tali teorie, nonostante Hamer affermi di poterlo dimostrare con 30mila cartelle cliniche di cui è in possesso. Tali cartelle -ed i relativi risultati- non sono mai stati pubblicati né verificati da fonte indipendente.

I focolai

Hamer sostiene che tutte le malattie derivino sempre da uno shock improvviso vissuto con un senso di solitudine. […] Anche Maximilian Reiser, il presidente dei radiologi tedeschi, ha stabilito che i “focolai di Hamer” sono chiaramente degli artefatti.

I tumori

Secondo Hamer non esistono tumori al cervello (così come, secondo il report di D’Amato, per Hamer non esistono le metastasi e nel sangue periferico non si possono trovare cellule isolate di cancro, n.d. Mattia Loy), perché i neuroni non potrebbero dividersi, ma è stato smentito da numerosi studi. […] le metastasi non esiterebbero, ma anche in questo caso è stato chiaramente smentito dalla ricerca internazionale. […] (Viste le numerose prove empiriche offerte dalla scienza, n.d. Mattia Loy) … Affermare che “i tumori al cervello non esistono” è quindi palesemente falso. Ma perché i tumori cerebrali non “devono” esistere secondo Hamer? È facile intuirlo: l’encefalo è un organo come tutti gli altri, e secondo la dottrina psiche-cervello-organo della Nmg ad ogni livello dovrebbe avvenire una modificazione nello stesso preciso istante. Dunque nella psiche lo “shock emotivo”, nell’encefalo il “focolaio di Hamer” e a livello dell’organo un tumore. In questo contesto “organo” significa “tutti gli organi ad eccezione dell’encefalo”. Per questo o l’encefalo non è un organo oppure i tumori cerebrali non esistono. Hamer ha scelto la seconda soluzione in modo del tutto abritrario, ignorando le conoscenze in medicina.

Le sostanze cancerogene

Secondo Hamer non esistono sostanze cancerogene. (Hamer) Ignora dunque che, secondo le conoscenze attuali, circa il 25-30% dei casi di cancro è causato dal fumo del tabacco. Secondo le ipotesi della Nmg, il cancro non può essere causato da raggi ionizzanti esterni, da sostanze radioattive incorporate o raggi UV. Questo viene spiegato nella “Introduzione alla Nm”: «L’esposizione ad un irradiamento radioattivo, come quello generato dalla catastrofe di Cernobyl, distrugge senza discernimento una certa quantità di cellule nell’organismo. Sappiamo che le cellule germinali, i gameti e le cellule del midollo osseo sono le più lese, poiché dotate in natura dell’indice di divisione più alto. Quando il midollo osseo, nel quale si produce il sangue, è leso, il corpo tenta di guarire riparandolo tramite una cosiddetta fase leucemica (…) In sintesi, la radioattività è pericolosa. Essa distrugge le cellule ma non provoca il cancro». La presenza di tumori dopo l’esposizione all’amianto sarebbe causata dall’ansia del paziente che viene informato che l’amianto è cancerogeno. Questa spiegazione (del tipo “auto-immunizzante”, e dunque sempre “vera”) non viene confermata da nessun lavoro scientifico, e contraddice i casi di cancro causati dall’amianto durante le prime indagini in questo campo, quando ancora non si conosceva la sua pericolosità. Inoltre le sostanze cancerogene che l’organismo non riesce a percepire non possono scatenare il cancro come descritto dalla Nmg.

La chemio

Per Hamer, la chemioterapia sarebbe la causa del 95% di tutti i decessi, insieme alla morfina. In realtà la chemio è solo una terapia coadiuvante nei tumori, e la sua incidenza totale è circa del 10%. In altri casi, come in alcuni linfomi, la sua efficacia è circa del 90%. Nella terapia anticancro è molto più importante la prevenzione, che pure viene osteggiata dagli hameriani (perché a scatenare il tumore sarebbe la paura dell’esame, non il fatto che il tumore -purtroppo- esisteva già prima delle analisi. Del resto, senza effettuare analisi è facile convincersi di non avere alcuna malattia. Semplice, vero?).

La psico-oncologia

Le teorie di Hamer potrebbero essere assimilate ad una induzione terapeutica delle remissioni spontanee. Purtroppo queste sono estremamente rare (se ne contano, finora, circa 120 su diversi milioni di casi) e in nessun caso si è riusciti ad indurle: semplicemente accadono. Questo non va visto come una sconfitta, dal momento che la scienza non si propone di spiegare “tutto e subito”, ma “molto e con i limiti umani”: per il resto c’è la fede, ed è per questo che le teorie di Hamer trovano facile appiglio in chi è disperato o ha una visione fideistica della medicina. Ad ogni modo, gli studi in merito alla psicogenesi del cancro, sorti decine di anni fa, hanno chiaramente dimostrato come il pensiero non possa far nascere i tumori, mentre ha una debole influenza sul sistema endocrino (e quindi sugli ormoni). […]

Virus e batteri

Secondo Hamer i virus ed i batteri sono nostri amici, e lavorerebbero sotto la guida del cervello. In caso di tumore allo stomaco, ad esempio, la terapia migliore sarebbe quella di inghiottire quanto prima i batteri della tubercolosi. Alcuni hameriani si spingono a dire che i veleni non sono dannosi in sé, ma solo perché si pensa che siano letali. Invitati a fare la prova su di sé declinano, perché dicono che la nostra società ormai li ha terrorizzati e quindi loro non possono non “credere” che un veleno faccia male.

A tal riguardo, D’Amato riporta anche che per Hamer:

L’AIDS […]sarebbe secondo lui un’allergia contro lo smegma (Lo smegma, traslitterazione del greco σμήγμα, ovvero “sapone”, è una combinazione di cellule epiteliali esfoliate, secrezioni della pelle e materiali umidi che si possono accumulare sotto il prepuzio nei maschi, e nella zona della vulva nelle femmine, […] «(…) i virus dell’HIV non vengono trovati nei malati di AIDS» (fonte: Presentazione della Nmg).

I denti cariati […] sarebbero il risultato di un “conflitto del non poter mordere”, mentre il diabete nelle donne mancine sarebbe in verità un “conflitto sessuale” provocato dal disgusto del organo sessuale maschile, o provocato dalle rane (fonte: settimanale “der Spiegel” del 8 novembre 1997).

Hamer e l’anemia […] nel caso dell’anemia nei bambini, essa si svilupperebbe soltanto perché il volume del sangue dovrebbe aumentare e così la concentrazione dei globuli rossi (e l’emoglobina) dovrebbe diminuire. In verità si verifica l’esatto contrario: nel caso delle anemie il volume del sangue è uguale oppure diminuito, e si può determinare il volume attraverso l’insulina.

Verifiche

Hamer non ha mai pubblicato nemmeno un solo studio su qualche rivista scientifica, ma al contrario dice di essere in possesso di decine di migliaia di cartelle cliniche che proverebbero le sue tesi. Tali “prove” però restano chiuse in qualche cassetto, perché nessuno le ha mai viste. […] Di norma, una teoria medica non viene validata da uno (ma anche dieci, o venti) medici, ma si sottopone a verifica scientifica secondo il metodo della “verifica dei pari”, pubblicando studi condotti con il metodo del doppio (o triplo) cieco, di modo che non ci siano influenze psicologiche nello studio. Hamer presenta invece fogli di medici che dicono di aver “verificato” le sue teorie, ma non si capisce in che modo. […] In più, Hamer presenta una “perizia” del professore in storia umana Hans-Ulrich Niemitz, conosciuto per la sua teoria dei “secoli fantasma” del Medioevo: in pratica ci avrebbero rubato un paio di secoli. Tale professore afferma che la medicina “ufficiale” non è scientifica, mentre la Nmg lo è. […]



(Aggiungo a quanto riportato da D’Amato una spiegazione riguardante la “validazione universitaria”della Nuova Medicina, da parte dell’università di Trnava (città slovacca) nel 1998. In quell’università non esiste una facoltà di medicina, però ed oltretutto la fantomatica università ha validato anche le “terapie” della chiesa di Scientology. In ogni caso, la presunta validazione era basata su 7 (sette) casi“risolti”dei quali manca praticamente ogni documentazione (non si sa neanche se erano in effetti malati di cancro). Qui accanto il certificato di “validazione” redatto in un tedesco sgrammaticato e con timbri che risultano “non ufficialmente” autorizzati dalle autorità slovacche. Fonte: MedBunker, sito con lo scopo di divulgare le scoperte e le conoscenze scientifiche soprattutto in campo medico e di approfondire le pseudomedicine e la pseudoscienza analizzandone la credibilità.)

Gli ebrei

In ultima analisi, Hamer afferma che la sua “scoperta” sarebbe ostacolata da una loggia mondiale degli ebrei, poiché essi praticherebbero in segreto la Nmg costringendo ad un “chemio-olocausto” i non ebrei. Si immagini cosa significhi per un ebreo essere accusato di genocidio. Queste accuse -come al solito senza uno straccio di prova- sono valse ad Hamer l’accusa di “incitamento all’odio razziale” da parte della procura di Cottbus. Hamer è fuggito all’arresto poco prima della sua cattura, ed attualmente si troverebbe in Norvegia.

Approfondimento sulla psico-oncologia secondo la NMG

Le remissioni spontanee. Le indicazioni terapeutiche di Hamer, in caso di tumore, fanno pensare che cerchi di indurre nel paziente una remissione spontanea del tumore, grazie ad alcuni interventi psicoterapeutico. Infatti nega l’uso di alcuna terapia in senso medico, affermando che anzi “la malattia è la risposta del corpo ad un determinato shock”. Allo stesso tempo Hamer afferma però che soltanto il paziente sarebbe responsabile della sua guarigione […]. Per questo gli hameriani negano che si possa parlare di una “terapia” in senso stretto: eppure parlare di risolvere presunti conflitti, facendo crescere le metastasi nel corpo del paziente (vedi testimonianze), è di per sé una terapia. L’incidenza di una remissione spontanea in caso di cancro (considerando solo il tumore maligno) è purtroppo un fenomeno molto raro, e capita soltanto una volta ogni 60mila/100mila casi. In tutta la storia dell’oncologia, ed in tutto il mondo, se ne conoscono soltanto circa 1200 casi, e se ne scoprono circa venti all’anno (sui circa 10 milioni totali). Queste remissioni spontanee -rarissime- purtroppo non sono riconducibili ad una terapia conosciuta, anche considerandole dal punto di vista della psiconeuroimmunologia moderna. Alla rarità delle remissioni spontanee si aggiunge il problema che dopo una tale remissione si possono verificare ricadute, esattamente come nelle terapie della medicina di oggi. Di conseguenza, per poter valutare un successo definitivo di una terapia antitumorale classica, o di un procedimento secondo la Hamer (apparentemente finalizzato ad una remissione spontanea indotta) bisogna aspettare alcuni anni (tra i 5 ed i 10) per essere sicuri di un eventuale successo. In ogni caso non si conoscono pazienti guariti dal cancro secondo la “Nuova Medicina Germanica” di Hamer. Secondo Hamer e la sua Nuova Medicina, il cancro non costituisce una situazione preoccupante per le persone affette da queste patologie. Un’affermazione di Hamer lo conferma: «Quando da me arriva un malato di tumore che ha la leucemia faccio i salti di gioia, vuol dire che il suo apparato immunitario si è attivato per la fase di guarigione» (“apparato immunitario” non significa nulla, in medicina si parla di “sistema immunitario”). […]
La psiche nella genesi del cancro -Da molti secoli in medicina si sospetta che fattori psicologici, sociali e comportamentali possano giocare ruolo sia nella eventuale psico-genesi del cancro sia che per la continuazione della patologia stessa (fonte: Reynaert C, Psychogenesis” of cancer: between myths, misuses and reality. Bull Cancer, 2000 Sep;87(9):655-64; Protheroe D, Stressful life events and difficulties and onset of breast cancer: case-control study, BMJ, 1999 Oct 16;319(7216):1027-30).
Una parte della popolazione ha ben radicato il sospetto i che traumi psichici possano avere una certa importanza nella nascita dei tumori, anche se oggi è stato dimostrato che tale rapporto esiste, almeno per alcune patologie neoplastiche, ma è molto debole. Lo dimostrano (numerosi) studi […] (vedi sito di D’Amato)

[…] Lo stress, così come una forte vita emotiva, possono influenzare lo stato di attivazione del sistema immunitario, con possibili conseguenze sulla genesi e la crescita tumorale. D’altra parte, per quanto riguarda le influenze indirette, possiamo considerare che è la nostra psiche a determinare le abitudini quotidiane, il consumo di tabacco (che è stato dimostrato cancerogeno), il consumo di alcool (un fattore di rischio per alcuni tipi di cancro), la dieta (anch’essa gioca un ruolo nella cancerogenesi), il numero delle visite mediche, il numero delle visite mediche di controllo e di previsione, le nostre attività fisiche, la nostra vita sociale, le nostre emozioni e cosi via (vedi studio di Spiegel D e Kato PM, Psychosocial influences on cancer incidence and progression, Harv rev psychiatry, 1996 May-Jun;4(1):10-26). La psiche influenza perciò anche le nostre esposizioni verso fattori cancerogeni o, al contrario, fattori protettivi verso il cancro. […]
Oggi la ricerca si orienta anche ai legami tra psiche e sistema immunitario (così come le secrezioni ormonale), assegnando una probabile importanza nella cancerogenesi e nella crescita tumorale da parte del sistema immunitario. Le difese immunitarie giocano anzi un ruolo determinante nella cancerogenesi (per esempio il rapporto tra AIDS e sarcoma di Kaposi o virus HPV). Si sa che uno sforzo psico-sociale influenza i parametri del sistema immunitario: un tipico esempio è l’herpes delle labbra da HSV-1, che molti conoscono nella fase di preparazione di un esame difficile o in occasioni simili. La psiconeuroimmunologia (PNEI) allo stato attuale non è in grado di spiegare in modo incontestabile lo sviluppo del cancro a partire da processi psichici. Non esiste una valida ed accettata teoria psicosomatica della cancerogenesi. E non esiste alcuna prova scientifica di una relazione diretta (causa-effetto) tra sistema immunitario e sviluppo del cancro (vedi National Cancer Institute: Psychological Stress and Cancer). Le teorie attuali sul cancro si basano su un concetto multifattoriale, ma tenendo conto anche dei fattori psico-sociali di ordine secondario (vedi Sonnenmos, Marion: Psychosoziale Aspekte onkologischer Erkrankungen: “Der Einfluss der Psyche ist sekundär”)

[…] (inoltre c’è una moltitudine di) studi che contraddicono l’ipotesi dell’esistenza di una ”personalità cancrosa” […]; La depressione non sembra facilitare la cancerogenesi, mentre potrebbe influenzare in negativo la mortalità (Wulsin LR, A systematic review of the mortality of depression, Psychosom Med, 1999 Jan 61 (1) 18; Chorot P, Life events and stress reactivity as predictors of cancer, coronary heart disease and anxiety disorders, int j psychosom, 1994;41(1-4):34-40). Lo stress prolungato sembra avere un effetto sulla cangerogenesi (rif 38) nel caso del cancro della cute (Saul AN, Chronic stress and susceptibility to skin cancer, J natl cancer inst, 2005 Dec 7;97(23):1760-7) e invece può avere un effetto prottetivo nel cancro al seno, a causa della sua influenza sugli ormoni (Nielsen NR, Self reported stress and risk of breast cancer: prospective cohort study, BMJ 2005 sept 10 331(7516); Kroenke CH, Caregiving stress, endogenous sex steroid hormone levels, and breast cancer incidence, Am J Epidemiol 2004 june 1 159(11) 1019). […]

I traumi possono far scattare il cancro? 

La risposta della ricerca internazionale (D’Amato riporta una lunga lista di studi scientifici documentati in materia sui così detti “life events”, cioè eventi traumatizzanti come la morte di una persona amata, per vedere se questi traumi psicologici abbiano davvero a che fare con la nascita di vari tipi di tumori. I risultati di tali ricerche sono spesso contrastanti, in alcuni casi positivi ed in altri negativi, pertanto paradigma attuale è che tali eventi sono da considerarsi piuttosto come fattori di rischio, sulla base dell’influenza del sistema immunitario sulle difese del corpo contro virus oncogeni, in breve quelli collegati alla nascita di tumori. Come esempio di evento traumatico, cita gli studi seguiti all’attacco delle torri gemelle del 12/09/2001 N.d. Mattia Loy)

L’attacco alle torri gemelle […] fu un disastro improvviso e molto traumatizzante per circa 400mila persone (all’interno delle torri si trovavano almeno 188 donne incinte). Di queste, 71mila sono elencate nel “World Trade Center Health Registry” (WTCHR) che ha consentito di osservare il loro stato di salute. Secondo le “leggi” della Nuova Medicina Germanica, questo evento avrebbe dovuto far scattare immediatamente molti nuovi casi di cancro, e visto che non si sa nulla circa una terapia di tipo Nmg per queste persone, non si può ipotizzare che avrebbero potuto evitare in questo modo lo svilupparsi del proprio cancro.
Sono stati compiute alcune centinaia di studi dopo l’11 settembre, e alcuni di questi analizzano un eventuale rapporto tra quell’evento ed il cancro. La ricerca di Rayne S (Using exterior building surface films to assess human exposure and health risks from PCDD/Fs in New York City, USA, after the World Trade Center attacks, J Hazard Mater 2005 Dec 9;127(1-3):33-9) mostra che, dopo 4 anni dalla catastrofe, nella zona l’incidenza dei tumori era solo leggermente superiore dopo l’attacco rispetto al valore normale, e ciò lo si può anche spiegare con l’effetto delle sostanze cancerogene che furono rilasciate nelle polveri dissipatesi durante la catastrofe e nei giorni successivi, come gli idrocarburi policiclici e l’amianto. […]

Riassumendo: gli eventi traumatizzanti non sembrano avere una rilevante importanza nella genesi del cancro, come confermano gli studi di Graham J(Stressful life experiences and risk of relapse of breast cancer: observational cohort study, BMJ, 2002 Jun 15;324(7351):1420), Bleiker EM (e van der Ploeg, Psychosocial factors in the etiology of breast cancer: review of a popular link, Pat Educ Couns, 1999 Jul;37(3):201-14) e Petticrew M (Cancer-stress link: the truth, 1999 Nurs Times Mar 3-9 95).

I risultati degli studi eseguiti agli albori della psico-oncologia non potevano essere ripetuti, e sembrano in parte “contaminati”‘ dalle aspettative dei ricercatori. Perciò, a partire dagli anni Ottanta, la ricerca attuale si è concentrata maggiormente […] in una nuova psico-oncologia, più orientata verso quello che si può fare in pratica per migliorare la qualità della vita degli ammalati di cancro.

Quali possono essere la cause della remissione spontanea? Esistono due spiegazioni: le ipotesi somatiche-fisiologiche e le ipotesi psicologiche. Le correlazioni delle RS con le malattie infettive apportano un contributo alle ipotesi somatiche, anche se non si sa con precisione quale sia l’esatta influenza. Un contributo alle ipotesi psicologiche è dato dalle osservazioni che il “fighting spirit” (lo spirito di battaglia del paziente, la “grinta”), l’ottimismo ed un ottimo sostegno sociale e familiare (con conseguenze sulla qualità della vita) hanno avuto un effetto positivo in una piccola parte degli studiscientifici sulla terapia del cancro. Tale effetto psicologico sembra essere debole, e nella maggioranza degli studi corrispondenti non è stato possibile dimostrarlo o ripeterlo (vedi le revisioni di Petticrew M nel 1999 (Cancer-stress link: the truth, 1999 Nurs Times Mar 3-9 95) e di Faller H nel 2004 (Prognostic value of depressive coping and depression in survival of lung cancer patients, Psychooncology 2004 May 13 (5) 359).

(In sintesi) i fattori psichici non sembrano ricoprire una rilevante importanza come causa del cancro. E di conseguenza non esiste alcuna “ricetta psicologica” nella prevenzione del cancro. Nell’assistenza psicologica dei malati di tumore, la ricerca “life-event” corrobora l’ipotesi che una vita caratterizata da un sufficiente sostegno sociale avrebbe un effetto protettivo in caso del cancro (vedi studio di Schüssler e G Schubert C, The influence of psychosocial factors on the immune system (psychoneuroimmunology) and their role for the incidence and progression of cancer, Z psychosom Med Psychother, 2001;47(1):6-41 e lo studio di Kiekolt-Glaser JK, Psychoneuroimmunology and cancer: fact or fiction? Eur j cancer, 1999 Oct;35(11):1603-7). Tale rapporto sociale stabile può avere un effetto positivo sul sistema immunitario con conseguenze sulle difese del corpo contro i virus che sono associati a patologie neoplastiche, sapendo che circa il 15% dei tumori sono in associazione con un’infezione virale. […] Non esistono prove che un radicale cambiamento del proprio stile di vita o il “pensare positivamente” possono curare una patologia neoplastica.

Conclusione

Le ipotesi di Ryke Geerd Hamer e della sua “Nuova Medicina Germanica ®” non sono compatibili con questa revisione della letteratura scientifica compiuta nel 2007. Hamer sostiene che il cancro (che non suddivide in maligno e benigno) sia il tentativo del cervello di “riparare” (e quindi di guarire) un trauma psicologico inaspettato subito in precedenza. E che basti individuare il trauma sotto accusa e “disfarlo” (attraverso una cosiddetta risoluzione) perché il cervello receda dalla sua azione “riparatrice”, arrestando quindi la proliferazione delle cellule neoplastiche una volta per tutte, visto che le metastasi secondo Hamer non esisterebbero. E tutto questo omettendo terapie convenzionali (escludendo una piccola parte di interventi chirurgici) ed evitando una terapia analgesica effettuata con morfina o farmaci analoghi, quindi esponendo i pazienti a sofferenze in buona parte evitabili con le moderne terapie del dolore. Secondo Hamer, questa sua strada terapeutica avrebbe un successo del 95-98%. Non è in grado però di dimostrarlo, giustificandosi con presunti interventi di logge massoniche, dell’organizzazione ebraica B’nai Brith e di un complotto da parte della “medicina ufficiale”.

Dai numerosi studi scientifici elencati non si può trarre la conclusione certa di una psicogenesi per tutti i tipi di cancro. Una tale psicogenesi sarebbe inoltre non compatibile con i diversi tipi di cancro che hanno un’accertata origine virale, origine genetica o un’origine nell’ambiente (raggi UV e radioattività naturale) o da sostanze cancerogene (per esempio il fumo e l’amianto) o da radiazioni ionizzanti fatte dall’uomo. Anche l’esistenza dei tumori trasmissibili (negli animali) non è compatibile con le “leggi” della “Nuova Medicina Germanica”.

Da quello che si sa oggi, i processi psichici possono avere un ruolo solo come deboli fattori facilitanti o protettivi, e in alcuni casi rari ed estremi sono forse all’origine di alcune remissioni spontanee. […]

Fine citazione.

Parte 2 – considerazioni personali ed aggiornamenti sul tema

Alla luce delle informazioni messe in ordine da D’Amato (e che trova abbondanti conferme anche altrove), trovo che i presupposti di Hamer, secondo cui le malattie avrebbero tutte un’origine psicofisica, siano davvero molto affascinanti quanto poco credibili. Se ho ben compreso la teoria della NMG, l’ipotesi che ogni particolare forma di cancro sia collegata ad un particolare tipo di trauma o conflitto intrapsichico non risolto è molto allettante, ma ancora tutta da dimostrare.
Di per sé, è affascinante l’idea dell’oncogenesi da lui proposta: traumi particolari che, a prescindere dalle sue castronerie, rendono più vulnerabili a tumori in parti specifiche del corpo. Guardando a posteriori un piccolo campione di malati, si potrebbe pensare ad un nesso causale fra stress e cancro, ma come spiegare tutte quelle persone che sono colpite da tumori e che non hanno vissuto traumi psicologici particolari o che hanno tumori dove essi non sono previsti dalla teoria hameriana? Giudicando i fatti a posteriori (il cancro è un fatto) si ottengono solo conferme alle proprie convinzioni, ignorando invece ciò che le nega: ma questa non è scienza! La scienza va alla ricerca sia dei fatti che confermano le ipotesi, sia dei fatti che le negano e si propone di spiegare il ‘tutto’ di un fenomeno anziché attaccarsi solo alle parti a favore di una teoria, ignorando quelle che la negano.

Infatti, mancano le prove a sostegno della teoria di Hamer! Eppure già le correnti mediche ufficiali concordano sull’importanza della psiche nel rapporto con le malattie o i tumori. Addirittura, ho sentito che alcune scuole di psicoterapia parlano dei tumori come dei “traumi vissuti in solitudine” e non elaborati. Anche il sapere scientifico accumulato in psicologia e medicina dimostra come un’eccessiva esposizione a fattori stressanti negativi possa determinare l’insorgenza di un quadro patologico fisico, causando o aggravando anche patologie fisiche. Nulla di strano quindi, che secondo quanto detto prima, delle condizioni gravemente stressanti possano comportare un indebolimento del nostro sistema immunitario e quindi renderci vulnerabili a quelle malattie di origine virale, inclusi i tumori, a cui siamo esposti ogni giorno ma che normalmente non ci attaccano.

Ma le prove disponibili indicano una via dove tale interazione non è ai livelli e secondo le modalità suggerite da Hamer.
Pertanto, l’ipotesi secondo cui Hamer sia un genio incompreso, che ha rivoluzionato il mondo scientifico scoprendo la causa di tutti i mali e che sia realmente vittima di un mega-complotto mondiale ad opera di ebrei e logge varie mi sembra davvero improbabile. Teoria del complotto che, guarda caso, viene sempre riciclata da persone sbugiardate pubblicamente, a cui non rimane altra arma (ma comunque molto efficace) per difendere la propria reputazione e rendere appetibili le proprie idee alla massa, grazie alla percezione di lotta al sistema e di “verità realmente vera” che l’implicita censura, che concettualmente accompagna l’idea del complotto, induce in molti. Strano che Hamer non abbia dichiarato guerra all’industria farmaceutica, per la quale il suo metodo rappresenterebbe un duro colpo e la cui opposizione sarebbe ben più plausibile, anziché darsi la zappa sui piedi accusando il popolo ebraico!

Ma la cosa veramente tragica del metodo Hamer è che quando una persona “guarisce” (al solito in questi casi non esistono diagnosi ufficiali, esami istologici, cartelle… solo la parola del “guaritore”) è per merito di Hamer, quando non succede (e, guarda caso, non succede mai quando si tratta di malattie documentate) è “colpa” del paziente, che non è riuscito a“risolvere il conflitto” o non ha creduto sino in fondo nel trattamento.

Un ennesimo esempio degli effetti disastrosi delle teorie di Hamer è dato dalla triste storia di Michaela Eckert, morta di cancro al seno. L’immagine  mostra in che condizioni fu ricoverata la donna, che si era nel frattempo affidata alle teorie di Hamer, lasciando così peggiorare la malattia e patendo atroci sofferenze. Invito a non scostare lo sguardo dal suo seno martoriato dal cancro. Riporto sempre da DossierHamer.com: “Il marito di Michaela ha dichiarato di essere a disposizione per ulteriori domande. Lo si può raggiungere inviando una e-mail (in lingua francese o tedesca) all’indirizzo streetact (at) aol.com. Secondo Gilbert, questo vale anche per il medico di Michaela, il dottor Maintz di Würselen.” Purtroppo, i casi documentati simili a questo sono molti altri: un esempio sempre su DossierHamer.com

Come D’Amato sottolinea, le teorie di Hamer sono vecchie di almeno 30 anni e, se certe supposizioni potevano essere pertinenti allora, quando si iniziò ad indagare seriamente il problema, sarebbe stato sensato abbandonarle in seguito al mancato riscontro da parte della ricerca scientifica. Ma a parte questo, a parte il centinaio e passa di morti, a parte l’antisemitismo, oggi più che mai trovo davvero molto pericoloso per la società questo affidamento a qualunque teoria non comprovata dalla ricerca della scienza medica ufficiale.

Rifacendomi ai miei pensieri sull’affaticamento mentale, è relativamente facile capire come le teorie hameriane, così come qualsiasi risposta facile ai mali della vita, risultino così allettanti per tantissime persone. Innanzitutto, riportano il problema della morte e della vita ad una dimensione egocentrica, in cui l’individuo si sente padrone della sua vita, perché basterebbe evitare traumi e condurre un’esistenza rilassata e di dialogo per prevenire ogni male.
Così, il senso di controllo aumenta, ci si sente padroni della propria vita o, almeno, della propria salute in un presente dove troppe persone si sentono perse nella società, in balia degli eventi. Questo elemento contribuisce ad irrobustire meccanismi di difesa del proprio Sé tutt’altro che benefici, in quanto genera un finto senso di responsabilità individuale che porta ad illudersi sulle vere cause delle malattie.

A sua volta, questo elemento esalta una forte componente negazionista già presente nelle teorie della NMG, che riguarda le sostanze tossiche e cancerogene: tali sostanze non sarebbero tali, appunto, ma non solo. Se davvero non facessero venire il cancro che, invece, sarebbe causato da “life events” particolarmente stressanti, allora verrebbe spontaneo interpretare i contenuti della NMG come un invito ad utilizzare fumo, alcool e quant’altro come mezzi per sentirsi bene, rilassarsi e quindi prevenire i tumori! Se fumare funzionasse come anti-stress, allora aiuterebbe a prevenire i tumori anziché causarne! Pura follia che, tuttavia, piace molto a chi ha certi vizi dato che è una giustificazione a posteriori del loro agire, che consente di rafforzare le abitudini e di proteggere il proprio fragile Sé dall’ammissione di aver sbagliato e, quindi, dal rivedere quelle scelte che costituiscono parte integrante della propria persona. Non sono solo i disperati, che ormai hanno già tentato tutto, a trovarle allettanti ma lo sono anche coloro che hanno stili di vita malsani che, così, trovano un sostengo al loro Sé e quindi agli stili di vita che adottano. Ma rifiutare le casualità della vita, il fatto che non possiamo esercitare un controllo su tutto e che siamo esseri “finiti” e limitati come potenza e come durata della vita è una cosa che fa male alla psiche delle persone, perché ha “ricadute” anche in altri settori della vita, oltre che sulla propria salute.

Anche per questi motivi, devo ammettere che le teorie di Hamer sono molto affascinanti: leggere le sue teorie (in “Grazie Dottor. Hamer”) è piacevole, sono avvolte da una parvenza di razionalità, logica e coerenza secondo una chiave d’analisi innovativa, dove tuttavia c’è sempre il problema della indimostrabilità delle sue affermazioni davanti alle tante e tristi testimonianze delle morti che il suo non-metodo (che di fatto rifiuta le cure tradizionali) ha lasciato dietro di sé. L’idea che la malattia non sia in realtà un male, che abbia un “senso biologico”, che la sua risoluzione dipenda da una propria capacità (e quindi responsabilità) di risolvere un conflitto è tutto molto affascinante, ma falso se messo in certi termini.

Se di questione medica mi interesso da privato, da psicologo professionista posso aprir bocca sullo stress. Che, essendo una risposta soggettiva dell’individuo agli stimoli interni ed esterni (stressor) derivanti dall’interazione con l’ambiente, non è una malattia ma i suoi eccessi possono avere gravi conseguenze anche sul piano della salute fisica se la stimolazione perdura per troppo tempo e/o per eccessiva intensità. Le reazioni allo stress sono, ripeto, soggettive e variano sensibilmente da persona a persona in base alle capacità di adattamento e reazione, nonché le così dette “strategie di coping” (sapersi arrangiare, insomma). Una risposta “mal adattativa” a un evento stressante può determinare, con forti differenze fra individuo e individuo, l’insorgenza di un quadro patologico: se lo stress è di natura psichica, il quadro clinico mostrerà delle affinità con l’espressione del disturbo maggiore dal punto di vista sintomatologico. Quando si cronicizza, lo stress viene riconosciuto come causa di cefalee, disordini alimentari, gastriti, coliti, disturbi del sonno, stanchezza eccessiva, irritabilità, difficoltà di concentrazione, perdita di capelli anche fra le donne e molte altre patologie ben più gravi e tutt’oggi diffuse quali infarto, ipertensione, varie infezioni virali e batteriche nonché patologie autoimmuni ed altro ancora. C’è quindi un nesso innegabile fra la salute fisica e la condizione psicologica di una persona, tuttavia non nei termini proposti da Hamer.

Ben più importante del mio è, tuttavia, il parere dell’Ordine Nazionale degli Psicologi della Sardegna. Sono molto interessanti, a tal riguardo, due articoli presenti nel nostro periodico.
Il primo, è “Psicologia e oncologia: integrazione possibile? – La psicologia e l’attivazione del gruppo di lavoro” di Marco D’Anna e Jessica Multineddu, in “Psicologia in Sardegna, n.3, 2010”.

Esordisce citando un assioma semplice quanto importante: “La salute è uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non mera assenza di infermità e malattia.” L’articolo prosegue con una panoramica storica, dove racconta come il vecchio modello biomedico, nel quale il malato era ridotto alla sola malattia, è ormai di molto superato a favore di quello sociosanitario, dove il malato è riconsiderato in tutta la sua globalità, come persona: non solo sopravvivenza, ma vero benessere. In questo contesto, nasce la psico-oncologia, definibile come “l’insieme delle competenze cliniche e di ricerca aventi come area principale di interesse la dimensione psicologica del cancro. Tale attività di ricerca si focalizza su due aree distinte:
Area psicosociale. Sviluppa linee di ricerca sulle risposte psicologiche alla malattia e alle terapie da parte del paziente, dei familiari e dell’équipe curante.
Area psicobiologia. Studia l’influenza dei fattori psicologici e comportamentali sul rischio di malattia e sulla sopravvivenza dei pazienti con diagnosi di cancro. (Dolbeault S.et al., 1999; Holland le., 1992).

Il focus è che “la psiconcologia deve essere in grado di porsi da interfaccia fra l’oncologia e il malato, garantendo al paziente e alla sua famiglia un’assistenza globale e una presa in carico globale, la quale sia in grado di dare risposta alle innumerevoli domande di assistenza che tale categoria di pazienti pone” soprattutto se l’obiettivo delle cure è la tutela della qualità della vita del malato, talvolta inguaribile e quindi terminale.

L’articolo prosegue parlando dei disturbi psichiatri nei pazienti oncologici. “Si è osservato in numerosi studi in diversi paesi, come l’incidenza delle malattie di carattere psichiatrico sia significativamente più elevata nei pazienti oncologici. […] (in varie ricerche è stato dimostrato …) come nella metà dei soggetti con patologia neoplastica si osservano dei disturbi di tipo psicologico.” Nonostante ciò, l’articolo prosegue toccando vari punti interessanti ma, in sostanza, sempre legati al discorso della qualità della vita del malato, mentre l’obiettivo di “guarigione” in senso stretto dal cancro tramite la psicoterapia non è proprio contemplato, men che meno nei termini proposti da Hamer.

Il secondo, di cui estrapolo i contenuti a mio avviso di maggior interesse per il lettore, citandoli alla lettera, è “Il ruolo della Psicologia nella P.N.E.I. (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia)” a cura del dr. Gianluca Pianti, in “Psicologia in Sardegna, n.1, 2012”.

“Non vi è dubbio che un evento psicologico possa condizionare una problematica organo-tissutale, tuttavia è importante alla luce delle nuove conoscenze, aver chiaro che la sequenza d’eventi va dalla psiche ai tessuti, passando da complesse interazioni ormonali in generale prima, e immunologiche a livello locale poi”

Già da qui si intuisce la complessità dell’argomento, soprattutto quando il collega psicoterapeuta definisce la PNEI come una “nuova scienza interdisciplinare e completa”, che “si accosta alla Teoria dei Sistemi Evolutivi” e , per la quale, “la causa delle malattie è sempre multifattoriale” dove “Lo stato psicologico, l’umore, ne è sempre coinvolto”.

Ancora, “È possibile spiegare a livello molecolare e biochimico, le risposte comportamentali a modificazioni immunologiche, e soprattutto le varie risposte tissutali con l’induzione di patologie organiche a seguito di un atteggiamento psichico. […] Fattori psicologico-comportamentali, in primis lo stress, possono alterare la risposta immunologica. Viceversa, la riduzione dello stress riequilibra il Sistema Immunitario; questo deve far parte di strategie terapeutiche rivolte a patologie croniche o degenerative, in cui l’indebolimento immunitario gioca un ruolo fondamentale. […]”

(Segue tutto un capitolo sulla chimica del cervello molto complessa, dove sono coinvolti il Sistema Neuroendocrino, il Sistema Nervoso Centrale, ormoni, tropine e così via. Agli interessati consiglio di leggere il testo originale, disponibile sul sito dell’Ordine degli Psicologi della Sardegna. La conclusione è che …)

“Lo stress può quindi manifestarsi a livello organico in due modalità principali:
La prima risposta è quella di tipo endocrino e avviene con una catena di secrezioni ormonali promotrici dello stress che includono CRH, ACTH e cortisolo. Il cortisolo ha un ampio e potente effetto a livello tissutale in vari organi, poiché quest’ormone attraversa rapidamente la membrana fosfolipidica cellulare, arrivando al nucleo e influenzando direttamente la replicazione del DNA e quindi la sintesi proteica cellulare che poi si riflette a livello organico generale.
La seconda risposta è quella del Sistema Nervoso Autonomo Neurovegetativo, che coinvolge il tessuto nervoso simpatico e che stimola la midollare surrenale a secernere noradrenalina. Quest’ormone ha un effetto profondo a livello di molti organi e tessuti.

I significativi e fisiologici mutamenti organici che si verificano in corso di stress, sebbene favorevoli nel breve periodo, hanno un costo elevato se divengono ripetuti; si instaura il quadro, questa volta, patologico, dello stress cronico.
Lo stress in generale indebolisce il sistema immunitario e, nella sua eccezione cronica, apre la strada a molte patologie di tipo allergico, infettivo, neoplastico, gastroenterico, cardiovascolare e così via. La scoperta che il SNE ed il Sistema Immunitario (SI) fanno parte di un circuito biologico totalmente integrato, in quanto gli stessi segnali bio-umorali sono utilizzati sia per lo scambio di informazioni tra gli elementi di uno stesso sistema, sia per le comunicazioni tra i due sistemi, è l’acquisizione più importante della neurobiologia dello stress, in questi ultimi anni.”

Segue un’altra parte molto complessa sulla “meccanica” del cervello, dove però si evidenzia la forte interconnessione che intercorre fra stress cronico e depressione e di come sia possibile indurre una condizione simile a quella di stress tramite la somministrazione continuata di alte dosi di cortisonici o di armaci che deprimono in maniera persistente l’attività funzionale del complesso recettoriale GABA. Al contrario, farmaci come le benzodiazepine e l’acido valproico sono, in sostanza, in grado di attenuare gli effetti neurobiologici e comportamentali degli “stressor”, quindi degli stimoli che causano lo stress.

Spero quindi che i contenuti estrapolati dai due articoli abbiano contribuito a far cogliere al lettore come si muove il mondo della ricerca scientifica ufficiale, quali le finalità ed i confini delle varie branche, l’interazione fra mente e corpo e la complessità dell’argomento che, per essere trattato in modo esaustivo, richiede competenze psico-biologico-mediche.

Dunque, non ci sono risposte facili perché il tema è estremamente complesso. La velocità con cui la ricerca scientifica ci da nuove informazioni aumenta sempre più, grazie anche all’innovazione tecnologica. Certamente la scienza oggi non spiega ancora tutto e ci sono ancora molte cose da scoprire (non ultimo il totale funzionamento del nostro cervello, che resta in buona parte ancora un mistero) ma, quando c’è in gioco la propria vita, affidiamoci a terreni certi anziché a fantasie allettanti. So che le terapie tradizionali anti-cancro possono essere terrorizzanti ma oggi rappresentano ancora l’unica possibilità concreta e, quando falliscono, posso confermare in prima persona il valore di un trattamento volto a mantenere il più alto possibile il livello della qualità della vita, sia del malato che dei suoi familiari, dato che ho avuto parte della mia famiglia – mio padre incluso – decimata da questo male terribile.

Sicuramente, ogni trattamento tradizionale può essere supportato da qualunque strategia per tenere alto l’umore del paziente, che male non può fare, anzi! Ma non bisognerebbe spingersi oltre con le aspettative, cedendo a promesse facili e scorciatoie di alcun tipo che alimentano speranze le quali – una volta infrante – fanno soffrire ancora di più e che si sommano al rammarico di aver sperperato l’eredità dei propri figli per niente.

Ora, alla luce di quanto sin ora trovato e dalla convergenza di fonti che tendono a smentire direttamente o indirettamente il lavoro di Hamer, potrei sbagliarmi (la possibilità teorica c’è sempre) ma dubito fortemente che le sue teorie esulino dal discorso appena fatto di pseudoscienze e medicine alternative usate da imbonitori e ciarlatani.

Quindi, tornando alla domanda che fa da titolo a queste mie riflessioni, posso solo dire che l’argomento è vastissimo, non si esaurisce di certo qui e che l’unica verità per me sta nell’evidenza scientifica e nella replicabilità dei risultati. Accogliendo anche l’ipotesi meno probabile, cioè quella in cui Hamer sia realmente stato vittima di una congiura a livello mondiale ed il suo metodo realmente funzioni (il che significa essere molto buoni e di mentalità veramente aperta), confido che prima o poi la ricerca scientifica saprà trovarne e mostrarne le prove. Sarebbe davvero una rivelazione copernicana, forse grande quanto passare dalla concezione di una Terra piatta ed al centro dell’universo ad una rotonda che orbita intorno al sole, troppo grande per tenerla nascosta per sempre perché vorrebbe dire che, sino ad ora, non abbiamo capito niente di come funziona la nostra salute (e lo dico anche nel mio interesse, dato che la psicologia e la psicoterapia diventerebbero primarie nelle terapie anti-cancro!).

A livello puramente teorico, può anche darsi che le teorie di Hamer contengano sia tante sciocchezze che piccoli fondi di verità ma il punto rimane sempre lo stesso: dove sono le prove? Senza di esse, non mi pongo nemmeno il problema e la cosa migliore da fare per chi davvero fosse tentato di credervi è di lasciare le cose in sospeso, in attesa di avere le tanto agognate prove - se mai verrà il giorno in cui le avremo! – che almeno parte della teoria di Hamer è realtà. Nel frattempo, dato che le prove confermate dell’efficacia del metodo stanno a zero (almeno da quel che ho potuto riscontrare) ma il numero di morti è impressionante (86% di mortalità su 50 pazienti riscontrati!), reputo il metodo Hamer una vera follia, rischiosa per la salute delle persone, e che sia molto più sicuro per la vita propria e dei propri cari affidarsi solo ai trattamenti collaudati grazie alla sperimentazione scientifica, la cui efficacia è garantita dalla replicabilità dei risultati su vasta scala grazie ai contributi della medicina tradizionale, della psiconcologia e della PNEI anche nell’ambito dell’interazione tra psiche e “malattia del corpo”.

11 commenti:

  1. Hamer: folle o genio incompreso?
    Dopo aver letto la geremiade che ci ospita sono giunto alla conclusione che si potrebbe anche intitolarla, Hamer: adotto o centravanti?
    Dell'elaborato di cui siamo coda caldeggerei la lettura alla nostra classe dominante e politica in considerazione al grado di consapevolezza di cui sono custodi.
    Una precisazione è d'obbligo; la medicina dal polo nord a quello sud è la stessa che cambia è solo il metodo di cura, compreso quello di Hamer.
    Quest'ultimo sostanzialmente ha scoperto l'acqua calda perché molto prima di lui c'erano arrivati altri studiosi o scienziati o ricercatori ad analoghe conclusioni, a tal proposito consiglio la lettura della "Fisiologia occulta" di Rudolf Steiner pubblicato dalle Edizioni antroposofiche via Vasto, 2 Milano.
    Conterranea all'autore dell'articolo è la dottoressa Gabriella Mereu propugnatrice della: "Terapia verbale" che se non è zuppa è pan bagnato rispetto alla NMG.
    Ma non basta la medica sarda ci sono anche gli americani Bruce Lipton o Gregg Biden o la canadese Claudia Renville sulla stessa lunghezza d'onda.
    Ma non è finita qua! Esistono numerosi trattati di metamedicina o di fisica quantistica che si soffermano sull'argomento trattandolo in modo esaustivo e che mi permetto di suggerirne la lettura al Nostro autore.
    Certo se l'unico parametro di confronto sono gli atenei di questo nostro disastrato stato stiamo freschi, infatti i medici licenziati da sullodati "sapientifici" non sbagliano un colpo e guariscono ogni patologia, loro non sono apprendisti stregoni, tanto meno millantatori, ciarlatani o guaritori ma vera gente di scienza, peccato che la terza causa di morte in Europa si risolva negli errori dei medici.
    E' evidente che se concludo di non aver capito alcunché dalla lettura di questo polveroso trattato è semplicemente un mio limite intellettivo.
    Ad majora.

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  2. Grazie Giorgio per gli spunti. Piace anche a me sviluppare questi temi, e anche approfondire le voci contrarie qualche volta, onde evitare ciò che di peggio può capitare in alcune persone, cioè cadere nel fideismo cieco e acritico.
    Mi piace sperare (m'illudo?) di portare alla riflessione personale e non alla cieca adesione, e nel blog ci sono alcuni riferimenti a Lipton, Braden, etc .. Mi manca l'antroposofia di Steiner però, grazie di avermelo ricordato! :)

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  3. Devo correggere un errore di calamaio, ho scritto Gregg Biden anziché Gregg Braden, mi scuso.
    Catherine,
    il Poeta ha enunciato: "Fatti non foste per vivere come bruti ma per seguire virtute e canascenza.", purtroppo la maggior parte delle persone si lascia vivere e segue pedissequamente la corrente o ideologicamente si oppone senza apportare nulla di personale, ed i risultati sono sotto agli occhi di ognuno.
    Grazie per la risposta ed a rileggerla.

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  4. I refusi capitano a tutti, avevo capito lo stesso! :)

    Concordo, abbiamo ciò che ci meritiamo ...
    Alla prossima.

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  5. Grazie gentile Catherine per aver parlato della NMG, non voglio commentare perchè sarebbe molto lunga, mi permetto solo di segnalare questo mio post - http://frontelibero.blogspot.it/2014/01/la-nuova-medicina-germanica-spiegata.html - e rappresentare che su tale blog si può approfondire adeguatamente sulla materia.
    Un saluto. Marcello.

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    1. Grazie Marcello, purtroppo questo tuo commento mi era sfuggito e lo vedo solo ora :)

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  6. io sono un medico e ho studiato Hamer per 10 anni.
    la medicina di hamer è una scienza esatta.
    1) trauma (spesso si deve cercarlo con l'ipnosi medica,) erikson, brian weiss, etc
    2) focolaio nel cervello: il punto è sempre lo stesso . fronte carie cervelletto mammella controlaterale
    3) organo bersaglio: rancore cistifellea; paura di morire polmone (medicina cinese)
    date uno dei tre punti ad un medico hameriano e vi mostrerà sempre gli altri due
    medicina non arte medica ma scienza esatta
    peccato che i medici che la curano rischiano la radiazione dall'albo.
    un abbraccio a tutti da un medico QUANTISTICO (la medicina di hamer è medicina quantistica come quella di keshe.
    bruno

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    1. Ti ringrazio per la tua testimonianza e sono felicissima di constatare che sono sempre più numerosi i medici come te i quali, nonostante la formazione dogmatica, hanno un approccio diverso della medicina e non rifiutano a priori gli studi cosiddetti alternativi.
      Grazie di cuore ^_^

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    2. Salve, gentilmente vorrei chiedere: Hamer contempla le Medicina Tradizionale Cinese? Nel senso: se la parte lesa è un occhio, ma magari secondo la MTC la causa proviene dal fegato o cistifellea, Hamer inizia a valutare il problema per capire il tipo di conflitto partendo dal fegato o cistifellea, o dall'occhio che è la parte lesa?

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    3. Io non sono un medico e non ho la preparazione per poterti rispondere. Forse Bruno Campochiaro potrà farlo. ^_^

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  7. le vecchie tac fanno vedere il focolaio (senza mezzi di contrasto)
    io come tanti medici hameriani ne abbiamo viste migliaia
    bruno

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