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domenica 22 febbraio 2026

Il Potere delle Parole

 
di Nello Ceccon

Lo sciamano nella comunità non è solo chiamato per guarire fisicamente le persone, ma ha anche una funzione simile a quella del nostro psicoterapista, perché ha compreso il potere delle parole.

Siamo coscienti che la nostra capacità di immaginazione è molto forte e, consapevoli o no, siamo in grado di creare quello che immaginiamo.

Sandra Ingerman racconta che uno dei rischi più frequenti del lavoro del recupero dell’anima è quello di fare peggiorare, rendere tristi le persone con cui abbiamo fatto il lavoro. Molto spesso raccontiamo dei traumi che abbiamo visto nel viaggio, ma in questo modo traumatizziamo ancora di più il paziente. Il punto chiave è invece raccontare delle storie che fanno guarire, dobbiamo imparare a raccontare storie in modo che il paziente “possa camminare nella bellezza in una strada sacra” come dicono i Navajo.

Quello che riportiamo dal recupero dell’anima è la pura essenza, che non ha personalità o sentimenti. Riportiamo la forza della vita, soffiamo dentro questa purezza, non la storia che abbiamo visto. Non riportiamo indietro la parte dell’anima che era stata spaventata, altrimenti il paziente si spaventa.

È una grande responsabilità raccontare una storia che possa ispirare la persona a guarire, a ritornare nella vita con gioia.
Dobbiamo porre molta attenzione nelle parole...

giovedì 20 novembre 2025

Gli antichi sciamani toltechi svelano come l’uomo ha perso il suo potere

In Messico le civiltà precolombiane avevano un livello di coscienza e di consapevolezza molto elevato, erano in contatto con la loro vera natura e vedevano chiaramente la struttura dell’universo.

In tempi molto precedenti alla conquista spagnola gli sciamani Toltechi percepivano il mondo come energia.

Nel loro stato di consapevolezza intensificata vedevano attraverso la vista interiore, scoprendo che l’universo e gli esseri che lo popolano sono un insieme di campi energetici. La vera natura dell’energia è pura consapevolezza e per questo la nostra energia va dove mettiamo l’attenzione: nutrire pensieri limitanti e negativi rafforza quindi tale realtà. 

Le nostre azioni dipendono da quanta energia abbiamo a disposizione: maggiore sarà la nostra disponibilità energetica e più forte sarà l’intensità della nostra consapevolezza, fino a giungere a spezzare la barriera della percezione limitata e ristabilire il nostro naturale collegamento con l’infinito.

Praticamente è quello che la fisica quantistica sta affermando: la separazione è un’illusione, tutto è energia che appare come ologramma, e questo tutto è unificato e intessuto dalla Coscienza. ...

giovedì 5 marzo 2020

La percezione di altre realtà

di M. Simone

Carlos Castaneda, studioso, antropologo interessato alla scoperta del mondo e di più mondi, afferma in un'intervista: “Secondo la visione degli antichi veggenti, l’essere umano è essenzialmente una creatura la cui prima ragion d’essere consiste nel percepire. La percezione è il senso della vita, è su essa che si fonda e prende forma la realtà. Il problema è che l’essere umano si è ridotto a percepire un’unica realtà, quando invece fu creato per percepire e per vivere anche in altre realtà, in altri mondi sviluppando così il proprio essere in un continuo processo evolutivo.” [1].

Secondo Castaneda la percezione ordinaria ci racconta solo una parte della verità.

“La percezione ordinaria non ci rende consapevoli dell’intera verità. Vi è ben altro al di là del semplice transitare sulla terra, del nutrirsi e del riprodursi”, “Il buon senso non è altro che la risultante di un lungo processo educativo che ci impone quale unico strumento di verità la percezione ordinaria. L’arte della stregoneria consiste proprio nell’imparare a smascherare e distruggere questo pregiudizio percettivo”.

Castaneda afferma come la fenomenologia gli abbia offerto la struttura teoretico-metodologica cui è ricorso per apprendere gli insegnamenti di don Juan. Secondo questa disciplina, l’atto del conoscere dipende dalla intenzione, non dalla percezione. Quest’ultima è sempre soggetta alle mutazioni storiche, vale a dire alla conoscenza acquisita dall’individuo che inevitabilmente si trova a vivere in una determinata cultura ...

mercoledì 3 agosto 2016

Ayahuasca, DMT - di cosa si tratta?

E' da un po' che m'incuriosisce... Vediamo di scoprirne un po' di più su questa sostanza conosciuta da tempi immemori da sciamani e curanderi, e che sembra provocare un interesse crescente anche da noi..
Catherine


La dimetiltriptamina (DMT), è una triptamina endogena psichedelica, presente in molte piante e nel fluido cerebrospinaledegli esseri umani, sintetizzata per la prima volta nel 1931 dal chimico Richard Manske.

La DMT è presente in alcune varietà di mimosa, acacia, virola, desmodium, graminacee della specie phalaris,anadenanthera e molte altre piante. L’estrazione è possibile con alcuni solventi quali alcool, gasolio, esano oppure perdistillazione. Nel bacino amazzonico alcuni popoli tribali hanno una tradizione di uso di piante contenenti DMT (utilizzando lalinfa degli alberi virola, parente della noce moscata, o i semi macinati e tostati di Anadenanthera peregrina, un enorme albero della famiglia delle Leguminose)....

giovedì 28 aprile 2016

Il fenomeno della paralisi nel sonno: interpretazioni folkloriche e ipotesi recenti

La paralisi nel sonno, detta anche paralisi ipnagogica, è un disturbo del sonno in cui, a cavallo tra il sonno e la veglia (quindi nel momento prima di addormentarsi o nell’istante precedente il risveglio) ci si trova improvvisamente impossibilitati a muoversi. 

Il più delle volte, da quanto afferma chi soffre di questo disturbo, la paralisi ha inizio con una sensazione di formicolio che attraversa il corpo, arrivando fino alla testa, al cui interno il soggetto avverte una specie di ronzio «come di uno sciame d’api» oppure un suono simile a quello di una lavatrice o ancora un «battere e stridere di oggetti metallici».

Spesso la vittima di tale esperienza prova a gridare per chiedere aiuto, riuscendo tutt’al più a sussurrare debolmente, provando inoltre la sgradevole sensazione di sentire la propria voce soffocata da qualcosa di anomalo. 
Sovente, se la vittima si trova a letto con qualcuno, quest’ultimo non può accorgersi di nulla, al punto che sovente nemmeno i fenomeni più disturbanti (suoni e rumori terrificanti, voci incomprensibili, talvolta persino strane luci innaturali proveniente dall’esterno) riescono a destare l’attenzione di chi non subisce l’episodio in prima persona. 

Può anche capitare che il succube (che, se un tempo era il nome per indicare la misteriosa entità causante il fenomeno, ora è invece il termine con cui la scienza medica si riferisce alla ‘vittima’) oda voci familiari—o, talvolta, persino ‘demoniache’—chiamarlo, o discutere tra di loro alle spalle del soggetto o, peggio ancora, sussurrargli vicino al collo, spesso da dietro le spalle, con voce inquietante...