La tempesta infuriava fuori dalla vecchia fattoria centenaria posizionata nella Hudson Valley, nello stato di New York. I lampi riempivano la sua camera dal letto, seguiti, pochi istanti dopo, dal suono sordo del tuono che fece svegliare il piccolo Dave Barsalow di dieci anni.
Mentre il ragazzo era ancora a letto nella sua camera al primo piano, e i genitori e la sorella dormivano al piano di sopra, Dave si rese conto con terrore che c’era qualcosa, o qualcuno, al di fuori della sua finestra.
“La tempesta era molto forte e il vento fischiava, ma udii distintamente un altro suono”, racconta Barsalow a distanza di anni. “Fu un suono che mi fece venire la pelle d’oca su tutto il corpo, una specie di sinistro ululato, un lamento che non poteva venire da labbra umane, n conoscevo animali che potessero piangere in quel modo”.
L’urlo spinse Dave giù dal letto, spingendolo a correre nella camera da letto di sua nonna. Appena entrato in camera si infilò nel letto della nonna e le chiese cosa fosse quello strano urlo. La nonna di Barsalow tentò di rassicurare il ragazzo dicendogli che si trattava solo del vento. “Sapevo che non era stato il vento”, continua Dave. “E io sapevo che lei sapeva che non era solo il vento”.
La nonna mise un braccio attorno al ragazzo e lo tenne stretto per rassicurarlo. “Proprio in quel momento sentimmo di nuovo l’ululato fuori dalla finestra, a pochi metri di distanza da noi. Ricordo che affondai il mio volto nella spalla di mia nonna”.
Quando la tempesta si placò, Barsalow finalmente riuscì a riaddormentarsi e quando la mattina seguente si svegliò, notò che la nonna non era a letto con lui. Scese di corsa trovandola all’esterno a pulire il portico.
“Subito vidi che mia nonna stava pulendo il pavimento da piccole impronte fangose, minuscole impronte come quelle di un neonato. Ho ancora la pelle d’oca. Chiesi a mia nonna chi avesse lasciato quelle impronte, ma lei non mi rispose e continuò a pulire il portico”, conclude Dave ...
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mercoledì 18 agosto 2021
Storie di elfi, gnomi e folletti: e se fossero incontri con entità extraterrestri di bassa statura?
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giovedì 28 aprile 2016
Il fenomeno della paralisi nel sonno: interpretazioni folkloriche e ipotesi recenti
La paralisi nel sonno, detta anche paralisi ipnagogica, è un disturbo del sonno in cui, a cavallo tra il sonno e la veglia (quindi nel momento prima di addormentarsi o nell’istante precedente il risveglio) ci si trova improvvisamente impossibilitati a muoversi.
Il più delle volte, da quanto afferma chi soffre di questo disturbo, la paralisi ha inizio con una sensazione di formicolio che attraversa il corpo, arrivando fino alla testa, al cui interno il soggetto avverte una specie di ronzio «come di uno sciame d’api» oppure un suono simile a quello di una lavatrice o ancora un «battere e stridere di oggetti metallici».
Spesso la vittima di tale esperienza prova a gridare per chiedere aiuto, riuscendo tutt’al più a sussurrare debolmente, provando inoltre la sgradevole sensazione di sentire la propria voce soffocata da qualcosa di anomalo.
Sovente, se la vittima si trova a letto con qualcuno, quest’ultimo non può accorgersi di nulla, al punto che sovente nemmeno i fenomeni più disturbanti (suoni e rumori terrificanti, voci incomprensibili, talvolta persino strane luci innaturali proveniente dall’esterno) riescono a destare l’attenzione di chi non subisce l’episodio in prima persona.
Può anche capitare che il succube (che, se un tempo era il nome per indicare la misteriosa entità causante il fenomeno, ora è invece il termine con cui la scienza medica si riferisce alla ‘vittima’) oda voci familiari—o, talvolta, persino ‘demoniache’—chiamarlo, o discutere tra di loro alle spalle del soggetto o, peggio ancora, sussurrargli vicino al collo, spesso da dietro le spalle, con voce inquietante...
mercoledì 15 aprile 2015
Forestale: un fascicolo sugli avvistamenti di gnomi e fate nei boschi italiani
Un fascicolo della Forestale dedicato agli avvistamenti di gnomi, fate, elfi e altre creature leggendarie nei boschi italiani. Il fenomeno riguarderebbe una zona particolare della nostra Penisola, almeno secondo un fascicolo custodito dal Corpo Forestale dello Stato e scovato da Adnkronos.
"Gnomi e fate nei boschi", ecco il titolo del fascicolo che raccoglierebbe informazioni, segnalazioni e materiale fotografico sugli avvistamenti di gnomi e fate dei boschi nell'area dell'Appennino tosco-romagnolo, con particolare riferimento ai comuni di Bagno di Romagna e San Piero in Bagno.
Il fascicolo conterrebbe una fotografia scattata sull'Appennino forlivese da un banchiere di Cesena che avrebbe avvistato un essere dalle sembianze umane mentre si trovava a carponi intento a mangiare neve.
Dalla foto si intravederebbero delle orecchie appuntite, che avrebbero portato a classificare la creatura fotografata come "elfo". Il fascicolo riporterebbe anche un verbale di avvistamento di uno "gnomo dei boschi" dell'altezza di circa 25 centimetri, mentre si trovava intento a bere ad una fonte ...
"Gnomi e fate nei boschi", ecco il titolo del fascicolo che raccoglierebbe informazioni, segnalazioni e materiale fotografico sugli avvistamenti di gnomi e fate dei boschi nell'area dell'Appennino tosco-romagnolo, con particolare riferimento ai comuni di Bagno di Romagna e San Piero in Bagno.
Il fascicolo conterrebbe una fotografia scattata sull'Appennino forlivese da un banchiere di Cesena che avrebbe avvistato un essere dalle sembianze umane mentre si trovava a carponi intento a mangiare neve.
Dalla foto si intravederebbero delle orecchie appuntite, che avrebbero portato a classificare la creatura fotografata come "elfo". Il fascicolo riporterebbe anche un verbale di avvistamento di uno "gnomo dei boschi" dell'altezza di circa 25 centimetri, mentre si trovava intento a bere ad una fonte ...
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