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giovedì 20 novembre 2025

Gli antichi sciamani toltechi svelano come l’uomo ha perso il suo potere

In Messico le civiltà precolombiane avevano un livello di coscienza e di consapevolezza molto elevato, erano in contatto con la loro vera natura e vedevano chiaramente la struttura dell’universo.

In tempi molto precedenti alla conquista spagnola gli sciamani Toltechi percepivano il mondo come energia.

Nel loro stato di consapevolezza intensificata vedevano attraverso la vista interiore, scoprendo che l’universo e gli esseri che lo popolano sono un insieme di campi energetici. La vera natura dell’energia è pura consapevolezza e per questo la nostra energia va dove mettiamo l’attenzione: nutrire pensieri limitanti e negativi rafforza quindi tale realtà. 

Le nostre azioni dipendono da quanta energia abbiamo a disposizione: maggiore sarà la nostra disponibilità energetica e più forte sarà l’intensità della nostra consapevolezza, fino a giungere a spezzare la barriera della percezione limitata e ristabilire il nostro naturale collegamento con l’infinito.

Praticamente è quello che la fisica quantistica sta affermando: la separazione è un’illusione, tutto è energia che appare come ologramma, e questo tutto è unificato e intessuto dalla Coscienza. ...

mercoledì 1 settembre 2021

Se questa è scienza

Quando penso di scrivere qualcosa sulla situazione attuale, mi si affacciano tali e tanti argomenti su cui varrebbe la pena cimentarsi che risulta poi sovente difficile ordinarli e dar loro una sequenza non solo logica ma che conduca anche a pensieri ricchi di un fuoco interiore tale da sfuggire non solo all’inganno più palese, la narrazione dominante, ma anche ad altri più nascosti e altrettanto pericolosi.

di Sergio Motolese

Il fuoco che intendo qui non è quello istintivo, che spinge a reazioni in apparenza liberatorie, quali sfilare in piazza, gridare il proprio sdegno e simili; un fuoco che brucia e rischia però di bruciare anche la centratura interiore, che deve invece essere protetta e salvaguardata. Tutto ciò è umano ma rischia, se non portato a coscienza, di farci cadere nell’altro inganno. 

Negli anni ’70 e ’80 del secolo scorso abbiamo già sperimentato come sia facile manipolare il pensiero nelle piazze, infiltrare provocatori e altre tecniche ben collaudate. Oggi tutto ciò avviene anche nelle “piazze” televisive. 
La piazza di cui parlo è un’altra, l’agorà, una piazza simbolica ma non virtuale, nella quale si incontrano individui in carne e ossa, senza l’intermediazione di piattaforme, dove si attinge dal comune patrimonio delle idee e dei concetti, dove ci si guarda negli occhi e si comunica, senza megafoni e senza imbonitori ...

venerdì 12 marzo 2021

Non essere capaci di smettere di pensare è un’afflizione terribile.

Eckart Tolle

L’identificazione con la propria mente rende compulsivo il pensiero e allontana dalla pace interiore e dalla propria parte divina, dall’Essere.

Non essere capaci di smettere di pensare è un’afflizione terribile, ma non ce ne rendiamo conto perché quasi tutti ne soffrono, per cui è considerato terribilmente normale.
Questo rumore mentale incessante vi impedisce di trovare quel regno di quiete interiore che è inseparabile dall’Essere.

Chi è obbligato a pensare, il che significa quasi tutti, vive in un stato di apparente separatezza, in un mondo follemente complesso di continui conflitti e problemi, un mondo che riflette la sempre crescente frammentazione della mente.

L’illuminazione è uno stato di totalità, di essere in “unione”e pertanto in pace. In unione con la vita nel suo aspetto manifesto, il mondo, e con il proprio sé più profondo e la vita non manifesta: l’Essere.
L’illuminazione è non soltanto la fine della sofferenza e del continuo conflitto interiore ed esteriore, ma anche la terribile schiavitù del pensiero incessante. 
Quale terribile liberazione...