L’identificazione con la propria mente rende compulsivo il pensiero e allontana dalla pace interiore e dalla propria parte divina, dall’Essere.
Non essere capaci di smettere di pensare è un’afflizione terribile, ma non ce ne rendiamo conto perché quasi tutti ne soffrono, per cui è considerato terribilmente normale.
Questo rumore mentale incessante vi impedisce di trovare quel regno di quiete interiore che è inseparabile dall’Essere.
Chi è obbligato a pensare, il che significa quasi tutti, vive in un stato di apparente separatezza, in un mondo follemente complesso di continui conflitti e problemi, un mondo che riflette la sempre crescente frammentazione della mente.
L’illuminazione è uno stato di totalità, di essere in “unione”e pertanto in pace. In unione con la vita nel suo aspetto manifesto, il mondo, e con il proprio sé più profondo e la vita non manifesta: l’Essere.
L’illuminazione è non soltanto la fine della sofferenza e del continuo conflitto interiore ed esteriore, ma anche la terribile schiavitù del pensiero incessante.
Quale terribile liberazione...



