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venerdì 17 giugno 2022

La Melatonina è la chiave per l’immortalità?

Fino a circa trent’anni fa si riteneva che la ghiandola pineale fosse sostanzialmente inutile. 

Alcuni scienziati ritenevano che si trattasse di un organo che nel corso della storia evolutiva dell’uomo aveva perso ogni funzione, fino a diventare superfluo.

Oggi alcuni ricercatori hanno dedicato tutti i loro studi a cercare di comprendere questa ghiandola, che si è svelato non essere affatto superflua, ma anzi “il regolatore dei regolatori”, in grado di decidere al durata della nostra vita.

La melatonina è una molecola dal potenziale energetico immenso che viene prodotta dalla ghiandola pineale situata nel nostro cervello. Con l’avanzare dell’età la produzione di questa sostanza diminuisce e il nostro organismo interpreta questo calo come un ordine a invecchiare.

Walter Pierpaoli, lo scienziato famoso in tutto il mondo per la scoperta delle proprietà anti-invecchiamento della melatonina, ha dedicato gli ultimi decenni per cercare di accedere al potenziale della ghiandola pineale e scoprire se ristabilendo i valori giovanili di melatonina il corpo possa mantenersi vivo e forte molto più a lungo, forse per sempre? ...

mercoledì 1 gennaio 2020

Cosa ne pensa la scienza, del ‘terzo occhio’?

La scienza medica moderna ha constatato che la sezione frontale della ghiandola pineale, contenuta nel cervello umano, possiede effettivamente la struttura completa di un occhio umano.

Gli scienziati sostengono che si tratti di un occhio vestigiale (che non svolge più alcuna funzione nell’organismo umano), ma sarà veramente cosi? Oppure si tratta effettivamente del ‘terzo occhio’ o ‘sede dell’anima’, come sostenuto dalla spiritualità orientale e dalla filosofia occidentale?

Di forma simile a una pigna, la ghiandola pineale è un organo lungo un centimetro che controlla la produzione della melatonina, un ormone che regola il ciclo sonno-veglia. Ma una serie di studi effettuati durante il secolo scorso hanno suggerito che questa piccola ghiandola potrebbe essere molto più di quello che sembra.

Per migliaia di anni sia la spiritualità orientale che la filosofia occidentale hanno identificato la ghiandola pineale con il ‘terzo occhio’, anche noto come ‘porta della coscienza superiore’, in grado di vedere oltre il nostro mondo fisico. Cartesio, il celebre filosofo francese del XVII secolo, riteneva che fosse «la principale sede dell’anima», e ha argomentato la sua convinzione con le seguenti parole: «Mi sono convinto che l’anima non può avere in tutto il corpo altra localizzazione all’infuori di questa ghiandola, in cui esercita immediatamente le sue funzioni, perché ho osservato che tutte le altre parti del nostro cervello sono doppie» ...

giovedì 12 dicembre 2019

Viaggio alla Scoperta della Ghiandola Pineale

L’epifisi è una ghiandola endocrina situata nel cervello dei vertebrati. La sua forma assomiglia ad una piccola pigna e per questo viene detta ghiandola pineale. 

Si trova vicino al centro del cervello, tra i due emisferi, nascosta in una scanalatura in cui aderiscono i due corpi arrotondati dell’ipotalamo, essendo così la parte più protetta del corpo.
L’epifisi produce melatonina e, in quantità ridotta, serotonina (a partire dall’amminoacido triptofano) che è precursore della melatonina. Durante la sintesi della melatonina viene prodotta la pinealina.

E’ stato dimostrato che la melatonina è il più potente antiossidante naturale. Essa possiede anche altre proprietà terapeutiche: è efficace contro certe forme di insonnia e contro alcuni tumori.

Ma la pineale non regola soltanto i nostri ritmi del sonno. Essa regola il ritmo della vita stessa, e ciò appare nel modo più chiaro nel regno animale, dove esso non viene interrotto da alcun meccanismo artificiale. In primavera, la pineale riaccende le pulsioni sessuali, segnalando agli animali che è la stagione dell’accoppiamento. Quando l’estate cede il passo all’autunno, la pineale segnala agli uccelli che è tempo di migrare.
La ghiandola pineale funziona anche come una sorta di bussola fisiologica, mantenendo gli uccelli sulla giusta rotta mentre sorvolano il pianeta. Quando l’inverno si avvicina e le ore di luce giornaliera diminuiscono, la pineale avverte gli animali che è tempo di cercare un riparo e di entrare in letargo...

lunedì 2 ottobre 2017

Il respiro della Ghiandola Pineale

Un piccolo articolo scritto con l’utilizzo dei materiali del web russo.

La scienza non possiede ancora un’opinione certa sulla natura, sulla funzione e sulle possibilità dell’epifisi…

Qual’è la magia di un minuscolo organo grande come un pinolo?

Secondo alcuni, il segreto del”uomo spirituale” (che dovremmo ancora diventare), sta nel sapere gestire l’uomo“biologico e sociale,” quello che siamo adesso. Una delle chiavi per avviare questo processo sta nell’epifisi.

Corpus pineale, epiphysis cerebri – è uno dei nostri organi più misteriosi.

Ancora di recente era considerato una specie di coccige, un rudimento del cervello. Poi si è scoperto che l’epifisi produce la melatonina, legata al ciclo di sonno-veglia.

Inoltre, è una specie di “radar” interiore, simile a quello degli animali, che reagisce ai cambiamenti geomagnetici e risponde attivando la capacità di orientarsi nello spazio e di trovare un posto che serve.

Si, un po’ come i piccioni viaggiatori, anche le persone avrebbero abbastanza capacità di orientarsi secondo le linee di forza terrestri (sono stati trovati i cluster di magnetite vicino alla ghiandola pineale). Ma questa capacità si perde quando la ghiandola non funziona come dovrebbe funzionare secondo il ‘progetto divino’...

lunedì 22 agosto 2016

Il terzo occhio

Il terzo occhio dello sciamano

La ghiandola pineale viene detta “terzo occhio”, poiché secondo antiche credenze, una volta attivata, conferirebbe la vista interiore, cioè la capacità di accedere a poteri psichici ed a livelli elevati di conoscenza.

La ghiandola pineale o epifisi (dal greco epi-fysin, che significa al di sopra della natura) è una ghiandola endocrina situata nell’epitalamo, tra diencefalo e terzo ventricolo, attraverso il quale comunica con il liquor cerebro-spinale (o cefalo-rachidiano). Circondata dal sistema limbico, con la base collegata al talamo ottico, l’epifisi si trova tra i due emisferi, al centro del cervello.

Grande più o meno come una nocciola (diametro circa 10 mm, peso 150-200 mg), la pineale ha un colore rosso bruno ed una forma simile ad una pigna, da cui deriva la sua denominazione. È riccamente vascolarizzata, in quanto riceve il più abbondante flusso sanguigno di qualsiasi altra ghiandola del corpo.

Nella parte interiore sono presenti fotorecettori (bastoncelli) simili a quelli presenti nella retina. La pineale viene detta “terzo occhio” poiché, secondo antiche credenze, una volta attivata, conferirebbe la vista interiore, cioè la capacità di accedere a poteri psichici ed a livelli elevati di conoscenza. Infatti nell’antico Egitto l’occhio di Ra o occhio di Horus si identifica col terzo occhio presente, peraltro, anche nella banconota del dollaro americano. Tuttavia, in generale, l’epifisi è simbolicamente rappresentata presso varie culture come una pigna...

domenica 21 agosto 2016

I segreti occulti della pigna nell'arte e nell'architettura

Il simbolo della pigna è uno degli emblemi più misteriosi che si possono trovare nell’arte antica e moderna oltre che nell’architettura. 

Pochi studiosi se ne rendono conto, ma la pigna allude al più alto grado di illuminazione spirituale possibile.

Ciò venne riconosciuto da varie culture antiche e il simbolo può essere trovato tra le rovine indonesiane, Babilonesi, Egiziane, Greche, Romane, e Cristiane, solo per citarne alcune. Appare anche nei disegni delle tradizioni esoteriche, come nella Massoneria, nella Teosofia, nello Gnosticismo e nel Cristianesimo esoterico.

La pigna mantenne il suo significato originale nelle varie incarnazioni: Simboleggia un organo, la “ghiandola pineale” o “Terzo Occhio”, che tutti noi possediamo...

venerdì 12 dicembre 2014

Ghiandola pineale e stargate

 Un’utile premessa

L’universo manifesto è basato su polarità opposte, sulla dualità. Se c’è il bene c’è anche il male, se c’è la luce c’è anche l’oscurità, se c’è la nascita c’è anche la morte, e via dicendo. Non esiste un elemento che non abbia il suo antagonista. Parimenti, l’universo porta sempre con se la soluzione per neutralizzare eventuali squilibri.

Possiamo affermare che l’economia dell’universo sia pari a zero per effetto di queste polarità contrastanti.

Il contrasto presuppone una parte manifesta e una immanifesta reciprocamente contrapposte. Se il “male” è la parte manifesta (attaccamento alla forma e aumento dell’ego), il “bene” non manifesto (riduzione dell’ego, del desiderio e di ciò che è formale) affiorerà naturalmente con impeto proporzionale allo squilibrio.

L’elemento positivo è indispensabile quanto quello negativo per garantire l’armonia, tutti e due appartengono alla stessa totalità. Lo yin e lo yang per dirla secondo la tradizione orientale.

L’organismo possiede in se stesso tutti gli elementi adatti a compensare gli squilibri che in esso si verificano, dagli anticorpi, agli ormoni, alle sostanze psicotrope. Così anche la creazione della ghiandola pineale è una conseguenza di questo spirito ...

mercoledì 23 luglio 2014

I segreti della ghiandola pineale

Tratto da "LIFE i segreti della Ghiandola Pineale"
di A.M. King - Arcangelo Miranda

La Ghiandola Pineale è un corpuscolo grande come una lenticchia, a forma di cono (quindi potrebbe ricordare una minuscola coppa, il Graal), situata alla base del nostro cervello (quindi dentro di noi).

La Ghiandola Pineale, secondo le filosofie orientali, nella sua piena attività produce 972 sostanze ed ormoni; l’interezza di questa produzione corrisponde a quella del liquido dell’immortalità del Graal, ambrosia o amrita, il nettare degli dei, cioè quella sostanza capace di cambiare il codice genetico, provocando un’azione opposta a quella dei malefici peptidi ipotalamici (neuroumori) creati a seguito di stress emozionale.

È noto che chi beve dal Graal ottiene l'eterna giovinezza, la guarigione da tutte le malattie e l'illuminazione; la Ghiandola Pineale è il nostro Graal fisiologico e possiamo "bere" da essa un liquido di questa portata, se la programmiamo in merito ...

mercoledì 22 gennaio 2014

L'Artico e la "Terra Cava"

Daniela Bortoluzzi
per Edicolaweb (2007)

Alcuni anni fa, dopo che un sottomarino statunitense aveva cercato di creare una mappa del fondo dell'Oceano Artico, il giornale "Nature" riportava la scoperta di due grandi vulcani sotto la massa di ghiaccio, dove nessuno aveva mai lontanamente sospettato prima. Si trovano alla profondità di due miglia e coprono un'area di circa 280 miglia quadrate di fondale marino.

Una team di ricercatori dell'Università di Tulsa con a capo Peter Michael, con l'obiettivo di scoprire cos'altro ci potesse essere sotto il pack artico, partì a sua volta in missione di studio a bordo di una nave rompighiaccio messa a disposizione dalla Marina Americana. Alla spedizione prese parte anche un'imbarcazione da ricerca tedesca, la "Polarstern".

Poterono studiare, oltre alla zona indicata da "Nature", anche la dorsale oceanica Gakkel, una catena vulcanica lunga 75.000 Km che si allunga per 1.800 Km sotto l'Oceano Artico, dall'estremo Nord della Groenlandia fino alla Siberia. Questa ricerca ha potuto svelare molti misteri di questa zona eternamente ghiacciata (che evidentemente non lo fu sempre), che rimane comunque la parte del pianeta meno conosciuta, per via delle enormi difficoltà legate al ghiaccio, che impedisce d'effettuare studi e ricerche con i consueti metodi.
Pensando che i due vulcani rilevati dal sottomarino fossero un'eccezione, la scoperta di altri dodici sulla dorsale Gakkel lasciò tutti sbigottiti, tanto più che la zona presentava un'attività tettonica intensa e perfino molte sorgenti d'acqua calda.
Vulcani sotto il pack artico? Incredibile? Mica tanto, in fondo, se consideriamo la possibilità di un precedente slittamento dell'asse terrestre.
Ma... pensate davvero che non ci sia nient'altro sotto i nostri piedi, oltre a questi vulcani, di cui potremmo essere ancora all'oscuro? ...

domenica 23 giugno 2013

Il codice della Pineale

Un viaggio appassionante nelle culture, nel tempo e nello spazio alla ricerca dei simboli – pigna e occhio – legati alla ghiandola pineale: dai Sumeri all’antico Egitto, passando per le rappresentazioni del Buddha, di Shiva e del potere papale. Per finire con un’affascinante ipotesi: un’iniziazione di massa causata dal risveglio della pineale a opera dell’inversione del campo magnetico terrestre…

Riccardo Tristano Tuis

Il passato è uno spazio-tempo alquanto misterioso ed indecifrabile e la moderna archeologia arranca nel fornire plausibili spiegazioni a molti dei suoi misteri. Uno tra i più noti è come sia possibile che culture apparentemente slegate tra loro abbiano utilizzato le stesse peculiari architetture: le piramidi. In aree geografiche come Egitto, sud America, sud-est asiatico, Cina e perfino in Serbia (cfr. Scienza e Conoscenza n.28) ci sono piramidi di colossali dimensioni molto simili tra loro.
Tutte sono state costruite sopra corsi d’acqua sotterranei e/o caverne naturali o artificiali munite di tunnel. Tutte presentano la caratteristica di fungere da ciclopici ionizzatori e da risonatori di armoniche che vanno dagli inudibili 16 Hz fino a qualche centinaio di hertz con una predilezione ─ delle piramidi egizie ─ per le frequenze con cui intoniamo il Si ed il Do tra la seconda e la terza ottava del La corista.

Ancora non si sono comprese le ragioni di questa somiglianza costruttiva, ma gli esponenti del pensiero convenzionale spesso tentano di discreditare i legittimi interrogativi su questo fenomeno globale, invalidando perfino i dati scientifici emersi dalle ricerche di fisici e geologi che minano i dogmi ufficiali...