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giovedì 17 settembre 2015

Agarthi

Davide Longoni

Agarthi (detto anche, a seconda delle varie traslitterazioni, Aghartta o Agartha o Agharti, con significato di “L’Inaccessibile”) è un regno leggendario che si troverebbe addirittura all’interno della Terra, descritto nelle opere dello scrittore Willis George Emerson (1856 – 1918): il concetto su cui si basava Emerson era legato alla teoria della Terra Cava ed è un soggetto popolare soprattutto nel campo dell’esoterismo.

Agarthi è uno dei nomi più comuni usati per definire una civiltà nascosta in un punto imprecisato all’interno dell’Asia centrale. Si tratta di un regno mitico descritto fra l’altro anche nel tantra Kalachakra del buddismo tibetano. Secondo la descrizione fornita è un regno separato da una cintura di alte montagne e suddiviso in otto parti che formano come un fiore a otto petali in cui vi sono ben settantasei regni. Kalapa è la capitale di Shambala-Agartha in cui ha sede il palazzo del sacerdote-re e questo regno è situato in India e coincidente col monte Meru o Polo Nord prima dello spostamento dell’asse terrestre, centro del mondo e terra originaria dell’umanità. Sarebbe situata in India nello stato di Orissa o vicino a Benares. Il suo primo capo fu Suchandra, mentre il capo attuale è Anirudda e il prossimo sarà Drag-po Chor Lo Chan o Rudra Chakrin, chiamato anche “il corrucciato con la ruota”. Secondo una profezia, il Mahdi della tradizione islamica, un discendente di Maometto che viene anche definito l’ottavo dopo Adamo, Noé, Abramo, Mosé, Gesù, Mani e Maometto, ingaggerà la guerra mondiale per il dominio planetario e instaurerà un impero mondiale. Così facendo si scontrerà con Shambalà (o Shamballa) e il suo sacerdote-re Rudra Chakrin. Questi lo spazzerà via con l’aiuto delle forze soprannaturali e inizierà così l’Età dell’Oro. Il tantra Kalachakra profetizza in pratica una guerra tra Shambalà e la Mecca e parla del pericolo per il buddismo costituito proprio dall’Islam. Ma la battaglia finale avverrà in Iran tra Kalki e il leader musulmano ...

mercoledì 22 gennaio 2014

L'Artico e la "Terra Cava"

Daniela Bortoluzzi
per Edicolaweb (2007)

Alcuni anni fa, dopo che un sottomarino statunitense aveva cercato di creare una mappa del fondo dell'Oceano Artico, il giornale "Nature" riportava la scoperta di due grandi vulcani sotto la massa di ghiaccio, dove nessuno aveva mai lontanamente sospettato prima. Si trovano alla profondità di due miglia e coprono un'area di circa 280 miglia quadrate di fondale marino.

Una team di ricercatori dell'Università di Tulsa con a capo Peter Michael, con l'obiettivo di scoprire cos'altro ci potesse essere sotto il pack artico, partì a sua volta in missione di studio a bordo di una nave rompighiaccio messa a disposizione dalla Marina Americana. Alla spedizione prese parte anche un'imbarcazione da ricerca tedesca, la "Polarstern".

Poterono studiare, oltre alla zona indicata da "Nature", anche la dorsale oceanica Gakkel, una catena vulcanica lunga 75.000 Km che si allunga per 1.800 Km sotto l'Oceano Artico, dall'estremo Nord della Groenlandia fino alla Siberia. Questa ricerca ha potuto svelare molti misteri di questa zona eternamente ghiacciata (che evidentemente non lo fu sempre), che rimane comunque la parte del pianeta meno conosciuta, per via delle enormi difficoltà legate al ghiaccio, che impedisce d'effettuare studi e ricerche con i consueti metodi.
Pensando che i due vulcani rilevati dal sottomarino fossero un'eccezione, la scoperta di altri dodici sulla dorsale Gakkel lasciò tutti sbigottiti, tanto più che la zona presentava un'attività tettonica intensa e perfino molte sorgenti d'acqua calda.
Vulcani sotto il pack artico? Incredibile? Mica tanto, in fondo, se consideriamo la possibilità di un precedente slittamento dell'asse terrestre.
Ma... pensate davvero che non ci sia nient'altro sotto i nostri piedi, oltre a questi vulcani, di cui potremmo essere ancora all'oscuro? ...