Visualizzazione post con etichetta Agharti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Agharti. Mostra tutti i post

venerdì 23 dicembre 2022

L’Isola Bisentina e la leggenda del passaggio per il regno sotterraneo di Agarthi

C'è chi sostiene che sia il passaggio italiano per il regno di "Agarthi". Quest'anno (2022), dopo tanti anni, l'isola è stata riaperta al pubblico.

Proprio nel mezzo del lago di Bolsena si troverebbe la porta d'accesso, una delle diverse presenti in varie parti del mondo, al misterioso e mitico regno di Agarthi. 
Un regno tutto scavato all'interno della Terra.

Tracce antiche del mito si trovano nella cultura tibetana e indù. La fortuna occidentale di Agarthi nasce con Osserndowski e il suo libro ‘Bestie, uomini e dei’, Alexandre Saint-Yves d’Alveydre e il libro ‘Missione dell’India’ e René Guenon con ‘Il Re del mondo’. Il terzo non fa che reinterpretare le idee dei primi due.

Una delle prime fonti del mito dei regni sotterranei è ‘Il Dio fumoso’ (The Smokey God or A Voyage to the Inner World, 1908) di Willis George Emerson, pretesa autobiografia di un marinaio norvegese chiamato Olaf Jansen
Emerson racconta di come Jansen abbia navigato all’interno della Terra attraverso un’apertura presso il Polo Nord ...

giovedì 8 luglio 2021

L'invasione degli intraterrestri (seconda parte)

Qui la prima parte

Nel sottosuolo reale e nel sottosuolo della Storia ci mena l’ingegnere polacco, Ferdinand Ossendovsky: nel suo celebre libro, “Uomini, bestie e dei”, sono citati i luoghi noti come Shamballah ed Agarthi. 


Lo scrittore narra l’odissea occorsagli tra il 1920 e il 1921 quando, attraversando l’Asia centrale, avrebbe scoperto l’entrata di uno straordinario regno ipogeo. Ospite poi del Bogdo Khan di Mongolia, venne a sapere che più di sessantamila anni fa un santo scomparve nel sottosuolo con un’intera tribù e non riapparve mai sulla faccia della Terra. Tuttavia, da allora, molte persone hanno visitato quel regno: Sakyamuni, Undur Gheghen, Khan Baber ed altri ancora. 
Nessuno sa dove si trovi questo luogo. 
Alcuni indicano l’Afghanistan, altri l’India. Tutti coloro che vivono nel regno scavato nella terra sono salvi dal Male ed entro i suoi confini il crimine non alligna. La scienza ha potuto svilupparsi pacificamente e non esiste minaccia di distruzione. Il popolo sotterraneo ha raggiunto le vette della conoscenza. 

Oggi è un grande regno popolato da milioni di uomini e il Re del mondo è il loro sovrano. Egli conosce tutte le forze della natura, legge in tutte le anime umane e nel grande libro del loro destino. Infine governa non visto ottocento milioni di uomini sulla superficie della Terra ed essi seguono ogni suo ordine ...

mercoledì 7 luglio 2021

L’invasione degli intraterrestri (prima parte)

 Forse siamo stati distratti dalle sfere che brillano in cielo. Quante pellicole stanno annunciando un’invasione dallo spazio! Depistaggio? O un accerchiamento? 

Sentenziano Pauwels e Bergier: “Gli storici sono razionali, ma la storia è irrazionale”. Da millenni una razza sanguinaria domina la Terra: è alluso nelle più venerande tradizioni, le tradizioni che ci ostiniamo ad ignorare. Amiamo pascerci di rassicuranti bugie, adagiarci su soffici cuscini, anche se con l’imbottitura piena di chiodi.

Lo scrittore britannico Edward Bulwer Lytton (1803-1873) è autore di un romanzo intitolato “Vril, la razza che verrà”. Protagonisti dell’opera sono uomini la cui vita psichica è molto più evoluta della nostra. Essi hanno acquisito una mirabile padronanza di sé stessi e delle cose, divenendo simili a dei. 

Per il momento si tengono ancora nascosti in caverne, ma presto ne usciranno per soggiogare definitivamente l’umanità. Bulwer Lytton era affiliato ad una confraternita che contraffaceva i Rosacroce. E’ celebre per il romanzo storico “Gli ultimi giorni di Pompei”, ma coltivò molti generi e sottogeneri: nei suoi racconti soprannaturali soffia il vento gelido dell’angoscia. L’idea di Vril in origine si trova nelle opere dello scrittore francese Louis Jacolliot (1837-1890, console di Francia a Calcutta, durante il Secondo impero....

sabato 5 dicembre 2020

Ciò che resta di Atlantide

di Leonella Cardarelli

Per molti la storia o l'esistenza del continente Atlantide, prima del diluvio universale, è pura fantasia... eppure se ne parla molto e numerose testimonianze ci arrivano, da studiosi e intellettuali.

Secondo Corrado Federici "alla base di lontane leggende c'è sempre un nucleo di verità simbolica e spirituale".

Ciò vuol dire che dietro ad ogni nostra forma di pensiero, dietro ogni nostro modo di dire si nasconde qualcosa che è andato perduto. Purtroppo più un evento è cronologicamente lontano e non collocabile in uno spazio temporale ben definito... più viene visto come una leggenda, una fiaba o una favola. Il mito non è fantasia ma un racconto simbolico che contiene una verità.

Per la conoscenza esoterica il mito di Atlantide rappresenta il passaggio verso la nostra razza, la razza aria.
Esamineremo insieme le testimonianze e i resti archeologici attribuiti a questa civiltà antichissima e poi sarà il lettore a decidere se credere o meno all'esistenza del continente perduto.

Atlantide è il continente che, secondo molti studiosi di storia antica, è esistito prima del diluvio universale.

Si sostiene che gli abitanti di Atlantide erano dei giganti e che l'atmosfera in cui vivevano era un'atmosfera acquosa, non a caso in lingua maya la sillaba "ATL" vuol dire acqua, forza dell'acqua. Da qui deriva il termine greco "atlas", che significa instancabile, da cui la parola "atleta"...

giovedì 14 novembre 2019

Le mummie celtiche dello Xinjiang

Vi furono contatti tra Cina e Occidente in epoca remota?
La Storia ufficiale non ne parla. Eppure sembrerebbe che nella regione dello Xinjiang - bacino del fiume Tarim, in Cina Popolare - fossero state insediate, circa 5000 anni fa, delle popolazioni caucasiche ...
Catherine


Capelli e barba rossicci con spruzzi di grigio, un naso lungo e un’altezza considerevole, quasi 2 metri. Per la sepoltura era stato vestito con una lunga tunica di colore rosso e calzature in pelle, decorate.

Questa è la mummia, di aspetto visibilmente europeo e ben conservata, di un uomo che era morto (e forse vissuto) oltre 3000 anni fa nel deserto del Taklamakan, nello Xinjiang, una regione impervia nell’ovest della Cina. 

Le analisi del Dna hanno rivelato un’appartenenza alla razza celtica. Nella lingua che parlano gli Uiguri del Xinjiang, Taklamakan significa “il luogo dove si entra e dal quale non si esce”.
Gli archeologi lo hanno chiamato “l’uomo di Cherchen” e lo hanno trasportato in un museo della capitale della provincia dell’Urumgi.

La mummia era stata rinvenuta con le mummie di tre donne e di un bambino piccolo; fanno parte di circa 400 mummie di razza celtica rinvenute nel deserto del Taklamakan e il loro stato di conservazione è migliore di quello delle mummie rinvenute nei siti archeologici egiziani.

Una delle donne della tomba di Cherchen ha capelli castano chiaro, il viso e le mani dipinti con simboli e porta un vestito rosso riccamente ornato. La mummia del bambino è avvolta in una stoffa di colore bruno e sugli occhi ha due pietre blu...

domenica 3 aprile 2016

La Teoria della Terra Cava

Giorgio Pastore (Dèi del Cielo, dèi della Terra - Eremon Edizioni.)

Un tempo, gli eschimesi venivano chiamati dagli scandinavi “trolls” in quanto, secondo le leggende, provenienti dall’interno della Terra, così come altri esseri fantastici, come fate e gnomi.
Gli stessi eschimesi affermano di esser giunti nelle loro terre odierne da un luogo lontano e sotterraneo. 

Anche altre popolazioni ammettono l’esistenza di un mondo sotterraneo, nascosto e non facilmente raggiungibile. Le popolazioni del Sud America ci parlano dell’Eldorado e le popolazioni asiatiche di Agarthi e Shamballah. Secondo queste leggende, comuni a molti popoli, c’erano una volta due grandi continenti, Atlantide e Mu che, per misteriose cause, vennero distrutte da un grande cataclisma. 

I superstiti si sarebbero divisi in diversi gruppi. Parte di questi avrebbero abitato le terre dell’Asia, dell’Europa e delle Americhe; altri, gli “eletti”, sarebbero scesi all’interno del pianeta ed avrebbero dato vita ad una civiltà nascosta ai nostri occhi, divisa tra altri due grandi continenti, Eldorado e Agarthi. Il primo accessibile dal Polo Sud, il secondo, dal Polo Nord...

giovedì 17 settembre 2015

Agarthi

Davide Longoni

Agarthi (detto anche, a seconda delle varie traslitterazioni, Aghartta o Agartha o Agharti, con significato di “L’Inaccessibile”) è un regno leggendario che si troverebbe addirittura all’interno della Terra, descritto nelle opere dello scrittore Willis George Emerson (1856 – 1918): il concetto su cui si basava Emerson era legato alla teoria della Terra Cava ed è un soggetto popolare soprattutto nel campo dell’esoterismo.

Agarthi è uno dei nomi più comuni usati per definire una civiltà nascosta in un punto imprecisato all’interno dell’Asia centrale. Si tratta di un regno mitico descritto fra l’altro anche nel tantra Kalachakra del buddismo tibetano. Secondo la descrizione fornita è un regno separato da una cintura di alte montagne e suddiviso in otto parti che formano come un fiore a otto petali in cui vi sono ben settantasei regni. Kalapa è la capitale di Shambala-Agartha in cui ha sede il palazzo del sacerdote-re e questo regno è situato in India e coincidente col monte Meru o Polo Nord prima dello spostamento dell’asse terrestre, centro del mondo e terra originaria dell’umanità. Sarebbe situata in India nello stato di Orissa o vicino a Benares. Il suo primo capo fu Suchandra, mentre il capo attuale è Anirudda e il prossimo sarà Drag-po Chor Lo Chan o Rudra Chakrin, chiamato anche “il corrucciato con la ruota”. Secondo una profezia, il Mahdi della tradizione islamica, un discendente di Maometto che viene anche definito l’ottavo dopo Adamo, Noé, Abramo, Mosé, Gesù, Mani e Maometto, ingaggerà la guerra mondiale per il dominio planetario e instaurerà un impero mondiale. Così facendo si scontrerà con Shambalà (o Shamballa) e il suo sacerdote-re Rudra Chakrin. Questi lo spazzerà via con l’aiuto delle forze soprannaturali e inizierà così l’Età dell’Oro. Il tantra Kalachakra profetizza in pratica una guerra tra Shambalà e la Mecca e parla del pericolo per il buddismo costituito proprio dall’Islam. Ma la battaglia finale avverrà in Iran tra Kalki e il leader musulmano ...

domenica 13 maggio 2012

La Terra Cava

Molti esseri umani, lemuri ed atlantidei, per sfuggire alle grandi catastrofi nucleari, si rifugiarono nella Terra Cava (cioè all’interno della Terra).

Che la Terra fosse cava ed abitata anche al suo interno lo si sapeva già da molto tempo.

Platone, grande storiografo della perduta Atlantide, parla di misteriose gallerie sotterranee che attraversano il continente, “gallerie sia spaziose che anguste nell’interno della terra”. Menziona poi un grande sovrano “che siede al centro della terra, sull’ombelico della terra; egli è il mediatore della religione per tutto il genere umano”.

Anche in India, del resto, secondo le antiche Upanishad, si narra del regno di Agartha.
Jules Verne, scrittore vissuto nel secolo scorso, narratore di racconti fantastici ma straordinariamente profetici ed avveniristici, fu sensibile a questo mito, quando scrisse il famoso romanzo “ Viaggio al centro della Terra”.

Ma forse la scoperta più sensazionale fu quella del Contrammiraglio Richard E. Byrd, famoso ed avventuroso esploratore della Marina Militare Americana. Nel 1947, partendo da una base militare avamposto del circolo polare artico, eseguì un volo esplorativo verso il polo Nord, stabilendo alla partenza una rotta fissa, puntata verso il polo. Compì un volo di 400 miglia “oltre” il polo Nord. Quello che egli vide, viaggiando “oltre” il polo, fu un cambiamento repentino delle condizioni climatiche come pure una mutazione generale della flora e della fauna. Per alcune centinaia di miglia si avventurò in volo in un territorio tropicale con tutte le caratteristiche di tale ambiente. La testimonianza del contrammiraglio Richard Byrd è una pietra miliare per la ricerca sulla Terra Cava. E che la Terra oltre ad essere cava abbia anche delle aperture ai poli potrebbe essere la vera scoperta del terzo millennio...

sabato 6 agosto 2011

Tunnel neolitico collegherebbe Scozia a Turchia

La scoperta potrebbe rivoluzionare il campo dell’archeologia e portare a una revisione della storiografia antica, così come potrebbe scontrarsi contro la cittadella accademica o sgonfiarsi alla prova dei fatti.

Non abbiamo infatti ancora dati sufficienti per inquadrare la notizia diffusa dall’archeologo tedesco Heinrich Kusch che ha dato alle stampe il suo libro Secrets Of The Underground Door To An Ancient World.

Dopo la scoperta nel 1994 di Gobleki Tepe risalente a 12 mila anni fa e destinata a riscrivere la storia del Neolitico, ora emerge un’altra costruzione megalitica, altrettanto misteriosa: una rete di un migliaio di tunnel sotterranei che avrebbe collegato la Scozia alla Turchia – dove, guarda caso, si trovano proprio gli scavi di Gobleki Tepe, al confine dell’Iraq…

Dopo la scoperta in varie parti d’Europa, tra cui Austria e Germania, di tratti di tunnel, scavati nella roccia, presumibilmente risalenti al Neolitico, Kusch avrebbe dedotto che intorno al 10000 a. C. una popolazione sconosciuta avrebbe costruito i tunnel, o perlomeno avrebbe dato vita al progetto di un mega tunnel sotterraneo che avrebbe unito l’Europa alla Turchia.

Il Dr. Kush ha infatti dichiarato al German Herald che in Baviera sarebbero stati rivenuti ben 700 metri di questa rete sotterranea, mentre in Austria 350 metri, ma in tutto si tratterebbe di un migliaio di tratti di galleria...