Visualizzazione post con etichetta Richard E. Byrd. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Richard E. Byrd. Mostra tutti i post

lunedì 27 luglio 2026

Porte stellari collegano l’uomo con civiltà extraterrestri fin dall’antichità?

 
C’è vita nell’universo, oltre che sulla Terra?

La domanda affascina da decenni gli scienziati che tentano sia di ricreare in laboratorio le condizioni in cui la vita può essersi formata sul nostro pianeta, sia di trovare pianeti extrasolari (“esopianeti”) dove tali condizioni possano essersi riprodotte. 

La Nasa, in particolare, col programma Discovery si è data ufficialmente la missione di trovare tali pianeti e grazie alla sonda Kepler ha già stimato che possano esistere “almeno 17 miliardi” di esopianeti simili alla Terra da qualche parte nell’universo, di cui oltre 700 sono già stati confermati dalle osservazioni di Kepler con alcuni di essi che presentano caratteristiche molto simili alla Terra.

Solo dall’ inizio 2015 sempre la Nasa ha confermato grazie ai dati di Kepler che esistono due pianeti, Kepler-438b e Kepler-442b, molto simili al nostro pianeta anche come dimensioni. Problema: i due pianeti distano rispettivamente 475 e 1.100 anni luce. Impossibile dunque pensare anche solo di inviare una sonda automatica per verificare l’esistenza di vita su di essi, o per instaurare relazioni con eventuali civiltà aliene, visto che anche i razzi più veloci attualmente non raggiungono velocità superiori a 100 mila chilometri all’ora, circa un decimillesimo della velocità della luce...

martedì 12 maggio 2020

Antiche conoscenze geografiche

di Mauro Paoletti

"Chiunque abbia costruito la grande piramide sapeva in che modo disegnare ottime carte celesti con cui calcolare la longitudine e tracciare carte geografiche, per affrontare qualsiasi viaggio attraverso continenti e oceani." 

Così scrive Peter Tompkins nel libro "I segreti della grande piramide", Horizon 1971.

Sembra anche che ai tempi del Faraone Necao, navigatori egiziani abbiano doppiato il Capo di Buona Speranza e superato l'equatore. Lo proverebbe la frase: "perché il sole dava a Nord", riportata in alcuni documenti. A Venezia è conservato un planisfero del 1459 che raffigura il Capo di Buona Speranza scoperto da De Gama solo nel 1497 (1). Sul planisfero esiste un'annotazione in lingua fenicia riguardante le Isole di Capo Verde, di un viaggio effettuato nel 1420 e la raffigurazione di un vascello cinese.

Certamente le conoscenze geografiche dei popoli che ci hanno preceduto erano molto più vaste di quanto noi riteniamo; la spiegazione nell'esistenza di un'antica razza di navigatori che lasciò in eredità documenti, in seguito ricopiati dai loro successori in quanto ritenuti validi per affrontare viaggi sicuri.

Le famose "portolane", ossia carte di navigazione tracciate sulla base di esperienze dirette, disegnate da cartografi del tredicesimo secolo grazie all'aiuto della bussola, che rappresentavano solo zone delimitate e servivano alla navigazione in piccoli mari, dove, di solito si poteva avvistare la terra nell'arco delle ventiquattro ore. Usando la bussola si poteva seguire una rotta prestabilita, per questo tali carte si chiamavano anche "carte da bussola"...

giovedì 25 ottobre 2018

Il mistero Antartico

Il mistero Antartico, tra terra piatta, stupidità e cecità

di Paolo Franceschetti

1. Terra piatta e problemi vari

Da qualche tempo infuria su internet il dibattito sulla terra piatta. Non sono in grado di prendere una posizione, non essendo un tecnico o uno scienziato. Questi dibattiti così feroci e così ottusamente chiusi da ambo le parti, però, mi incuriosiscono sempre e in genere mi vado a guardare le varie argomentazioni, chiedendomi il perché di tanta cagnara (ma anche di tanta ostinazione da parte di chi cerca a tutti i costi di far passare come decerebrati coloro che se ne occupano).

Sono andato quindi a vedermi le varie argomentazioni di ambo le parti.

Su alcune non ho nulla da dire e mi limito a prendere nota (in particolare quelle più tecniche, dove non ci capisco nulla).
Per altre le spiegazioni sono logiche, ma possono essere facilmente confutate.

Prendiamo ad esempio l’argomento per cui, se la terra fosse sferica, dalla Liguria non dovrebbe vedersi la Corsica, essendo queste due terre a circa 200 km di distanza; la curvatura della terra, in effetti, impone che, a rigor di logica, le coste dell’isola non dovrebbero essere visualizzate, perché in 200 km la terra fa una curva di circa 3 km; tuttavia, questa anomalia logica potrebbe essere spiegata con qualche regola di ottica che noi ancora non conosciamo. In fondo, non conosciamo tutto della terra; potrei forse dire che non conosciamo quasi nulla ...

sabato 12 maggio 2018

ANTARTIDE - I segreti dell’Eden Perduto

Che ci fosse un segreto da svelare in Antartide, non lo pensavano solamente la Chiesa e le Società iniziatiche del medioevo ma anche il Terzo Reich nazista che organizzò una spedizione dai risvolti mai chiariti. Che cosa si nasconde tra i ghiacci del continente antartico?

di Giancarlo Barbadoro

I nazisti in Antartide e la leggenda della città subantartica

Il continente antartico era praticamente sconosciuto al mondo occidentale sino alle grandi esplorazioni di inizio ‘900.

In quest’epoca molte nazioni presero a interessarsi della sua esistenza e iniziarono a rivendicare la loro sovranità su varie parti del territorio antartico senza tuttavia rendere effettivamente esecutive le loro deliberazioni.

Nel dicembre del 1938 spettò alla Germania nazista dichiarare la sua sovranità su un’area dell’Antartico orientale che battezzò con il nome di “Neuschwabenland” ovvero “Nuova Svevia”. Un’area di 600.000 chilometri quadrati scoperta già nel 1931 dai norvegesi, ma mai occupata e studiata a fondo. Solo dopo la seconda guerra mondiale, con la sconfitta della Germania nazista, la zona in questione venne rivendicata nuovamente dalla Norvegia e prese il nome di “Terra della Regina Maud”...

sabato 23 settembre 2017

Le sette Terre Cave

Gli immancabili “cover-up” da una parte, l’impropria considerazione riservata all’autentico significato di “Miti” (Mythos = “Annuncio” o “Parola rivelata” che si proponeva d’identificarsi con la stessa realtà delle cose) tramandati per millenni dai popoli della Terra e la caparbietà di volerli assolutamente ambientati fuori post, dall’altra; con una buona dose d’ignoranza nel mezzo, hanno fatto sì che tutto ciò che ci è stato accuratamente tramandato fosse equiparato ad assurde fantasie, a insulsaggini, a “favole” come “Biancaneve e i Sette nani” che anch’essa favola assolutamente non è.

Certamente, quando si parla dell’Antiterra descritta dal pitagorico Filolao (470-390 a.C.), dall’eredità aristotelica (Aristotele 384-322 a.C.) fino ad arrivare alla moderna Wikipedia, pare si voglia mandare l’intelligenza a tenere compagnia ai glutei! E, i ricercatori seri sono etichettati come… “alternativi”. Le motivazioni sono chiare: tutti hanno interesse che, sull’argomento, sia mantenuto il più assoluto riserbo.

Questa era anche la regola imposta da Pitagora (580/570-495 a.C.) laddove, ai suoi discepoli, era proibito parlare, soprattutto, di tutto ciò che potesse riguardare gli “dei” (In modo definitivo e, per sempre: gli “dei” non sono mai esistiti e quando si attribuisce qualche fenomeno naturale alle “punizioni di Dio” è solo per l’imperante ignoranza!).

In ogni caso, nulla è mai trapelato dalla scuola pitagorica di Crotone su quanto appreso, approfondito in anni di studi e iniziazioni presso sacerdoti egizi, greci e babilonesi, e trasmesso dal Maestro a una ristretta cerchia di discepoli. Giuseppe Flavio (37/38-100 d.C.), inoltre, afferma (in “Antichità Giudaiche” I – 2,8) che Pitagora avesse scoperto i grandi misteri del nostro Pianeta e, apprese tutte le scienze, leggendo direttamente le iscrizioni incise su due pilastri antichissimi, fatti risalire a prima del Diluvio universale...

mercoledì 6 settembre 2017

Il disco nel lago di Vostok: dopo trent’anni il mistero è ancora fitto

Trent’anni e venticinque milioni di anni. Queste sono le tappe di quello che, probabilmente, è oggi il più affascinante mistero che riguarda lo studio dei fondali inesplorati.

Il lago di Vostok, in Antartide, fu scoperto per la prima volta da un geografo russo, Andreji Kapica nel 1959 e poi, per la prima volta, oggetto di studi e carotaggi, a partire dai primi anni novanta.

Si tratta di un lago sub-glaciale, individuato a circa tremilasettecento metri di profondità rispetto alla superficie del polo sud, in una zona dell’Antartide orientale ed è parte di una serie di settanta laghi sub-glaciali. I dati che riguardano questo bacino sotterraneo indicano una lunghezza di 25° chilometri, un’ampiezza oscillante tra i quaranta e i cinquanta chilometri e una profondità rispetto alla superficie oscillante tra i tremilasettecento e i quattromila metri. 

Il dato più importante relativo alle caratteristiche geotermiche del lago è dato dal fatto che la sua temperatura media sarebbe di meno tre gradi, dunque superiore, a quella profondità, alla temperatura di fusione del ghiaccio. Inoltre, secondo gli studi sin qui condotti, il fondale del lago sarebbe localizzato in una zona in cui la crosta terrestre potrebbe essere più sottile e, dunque, sarebbe possibile ipotizzare la presenza di temperature molto più elevate, attorno ai trenta gradi...

venerdì 7 luglio 2017

Mappe naziste rivelano l’accesso al mondo sotterraneo di Agarthi?

La storia “segreta” insegna come Adolf Hitler fosse ossessionato dall’esoterismo e dal mito di antiche civiltà tecnologicamente evolute e nascoste in qualche parte della terra, tanto che inviò alcuni agenti e archeologi alla ricerca del mondo di Agarthi, luogo in cui secondo Hitler, ebbe origine la razza ariana.

Circondato da persone dedite all’occultismo e a pratiche esoteriche (nonché si dice possessore del libro nero) che lo persuasero a ricercare negli antichi reperti l’occulto potere necessario per la conquista del mondo.Dietro suggerimento dell’occultista Krohn scelse la svastica come emblema del partito, invertendo la direzione delle braccia e trasformandola in un simbolo negativo.

Conquistata l’Austria s’impadronì della lancia che aveva trafitto il costato di Cristo custodita a Vienna e la nascose in un posto segreto a Norimberga.Jacques Bergier, nel suo libro “Il Mattino dei Maghi”, sostiene che Hitler ordinò molte spedizioni alla ricerca dell’Agarthi e del Santo Graal...

mercoledì 23 settembre 2015

La Teoria della Terra Cava, e se Jules Verne avesse ragione?

Studiosi ed esploratori continuano a scoprire siti archeologici in cui leggenda e realtà si incontrano. 
Questi ritrovamenti potrebbero essere delle prove che la storia del genere umano su questo pianeta, sia molto più profonda di quanto sappiamo attualmente? 

C'è chi crede che il segreto dell'origine umana si trovi nelle profondità della Terra, nel nucleo stesso del nostro pianeta.

Il Polo Nord, una distesa apparentemente infinita di ghiaccio artico, è avvolto nel buio per sei mesi all'anno. Qui, non c'è cibo e nessun riparo, nemmeno una grotta per proteggersi dai venti sferzanti e dalle temperature che precipitano fino a 70° sotto zero. Secondo la geologia tradizionale, sotto il Polo e l'Oceano Artico si trova la crosta più rocciosa della Terra, spessa fino a 48 chilometri. Al di sotto di questo strato c'è la roccia fusa, scaldata dal nucleo rotante del pianeta, con al centro un cuore di ferro e di nichel grande come la luna.

Gli scienziati hanno dedotto queste informazioni misurando la gravità terrestre, il magnetismo e le onde sismiche. Ma nessuno ha mai visto direttamente queste zone interne del pianeta. è possibile che la superficie ghiacciata del Polo Nord nasconda un passaggio verso un mondo oltre la superficie terrestre? C'è chi crede che la risposta sia affermativa. Sono i sostenitori della teoria della "Terra Cava".

La teoria della "Terra Cava" afferma che la Terra non ha un nucleo liquido all'interno, ma che è appunto cava, cioè vuota, e sospesa nell'incavo, ci sarebbe un sole interno ...

mercoledì 30 maggio 2012

Richard Evelyn Byrd

Non è per niente semplice parlare dell'Ammiraglio della US Navy Richard Evelyn Byrd poiché tutta la sua vita è stata un'avventura continua, per di più vissuta per lungo tempo sui ghiacci polari nei quali scoprì cose che ancora oggi restano avvolte dal segreto.

Qualche cosa però è trapelata da questo muro di gomma che ha spesso separato il potere dal popolo e Byrd è stato uno dei pochi ad aver favorito, secondo le sue possibilità, la conoscenza di alcuni misteriosi sviluppi.

Nato nel 1888 a Winchester (Virginia), entrò all'età di 20 anni presso l'Accademia Navale degli Stati Uniti d'America, nella quale diventò istruttore dei piloti ed esperto di cadute d'aerei. Iniziò la sua carriera d’esploratore polare nel 1925 partecipando alla spedizione artica di Mac Millan, il quale si oppose alla proposta di Byrd di volare sopra il polo.
Non soddisfatto di tale esperienza, Byrd organizzò per conto suo una nuova spedizione nell'Aprile del 1926. Egli raggiunse il polo il 9 Maggio di quell'anno con l'aereo, accompagnato dall'esperto pilota Floyd Bennet.
Fu un evento d’enorme importanza per il suo futuro; egli divenne il leader dell'aviazione e delle esplorazioni polari, oltre che essere eroe nazionale.

Tuttavia questo volo fece nascere una serie di controversie che si sono protratte per lungo tempo. Gli scettici dissero immediatamente che Byrd non avesse mai raggiunto il Polo Nord poiché erano certi che fosse ritornato alla base molto tempo prima del previsto ...

domenica 13 maggio 2012

La Terra Cava

Molti esseri umani, lemuri ed atlantidei, per sfuggire alle grandi catastrofi nucleari, si rifugiarono nella Terra Cava (cioè all’interno della Terra).

Che la Terra fosse cava ed abitata anche al suo interno lo si sapeva già da molto tempo.

Platone, grande storiografo della perduta Atlantide, parla di misteriose gallerie sotterranee che attraversano il continente, “gallerie sia spaziose che anguste nell’interno della terra”. Menziona poi un grande sovrano “che siede al centro della terra, sull’ombelico della terra; egli è il mediatore della religione per tutto il genere umano”.

Anche in India, del resto, secondo le antiche Upanishad, si narra del regno di Agartha.
Jules Verne, scrittore vissuto nel secolo scorso, narratore di racconti fantastici ma straordinariamente profetici ed avveniristici, fu sensibile a questo mito, quando scrisse il famoso romanzo “ Viaggio al centro della Terra”.

Ma forse la scoperta più sensazionale fu quella del Contrammiraglio Richard E. Byrd, famoso ed avventuroso esploratore della Marina Militare Americana. Nel 1947, partendo da una base militare avamposto del circolo polare artico, eseguì un volo esplorativo verso il polo Nord, stabilendo alla partenza una rotta fissa, puntata verso il polo. Compì un volo di 400 miglia “oltre” il polo Nord. Quello che egli vide, viaggiando “oltre” il polo, fu un cambiamento repentino delle condizioni climatiche come pure una mutazione generale della flora e della fauna. Per alcune centinaia di miglia si avventurò in volo in un territorio tropicale con tutte le caratteristiche di tale ambiente. La testimonianza del contrammiraglio Richard Byrd è una pietra miliare per la ricerca sulla Terra Cava. E che la Terra oltre ad essere cava abbia anche delle aperture ai poli potrebbe essere la vera scoperta del terzo millennio...