Visualizzazione post con etichetta Groenlandia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Groenlandia. Mostra tutti i post
sabato 17 maggio 2025
L'importanza pluridecennale della Groenlandia per gli Stati Uniti
Durante tutta la mia vita la Groenlandia era fuori dai radar della maggior parte degli americani.
Se gli americani sapevano qualcosa della Groenlandia, era che si trattava della risposta alla domanda banale: “Qual è l'isola più grande del mondo?”
Negli ultimi decenni i fanatici del clima hanno ripetutamente lanciato allarmi su allarmi riguardo il fatto che i livelli globali del mare sarebbero aumentati pericolosamente a causa dello scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia e della vasta copertura del ghiaccio artico.
Purtroppo per gli allarmisti, il famoso ghiacciaio Petermann della Groenlandia ha continuato ad accumulare ghiaccio negli ultimi dodici anni, crescendo di quasi 16 chilometri in lunghezza dal 2012 al 2024. Infatti, negli ultimi dodici anni, la perdita di ghiaccio in Groenlandia si è ridotta complessivamente di due terzi, pari allo 0,0005% della copertura glaciale totale, una quantità non sufficiente a modificare la tendenza a lungo termine dell'innalzamento del livello globale del mare a un tasso di 3 centimetri ogni decennio.
Nel 2025 la Groenlandia diventa improvvisamente una notizia di grande attualità. Il presidente Donald Trump, citando la posizione strategica dell'isola come vitale per la sicurezza statunitense e internazionale, insieme alle ricchezze minerarie in gran parte inutilizzate, ha parlato apertamente dell'annessione dell'isola agli Stati Uniti, suggerendo persino la possibilità di ricorrere alla forza ...
giovedì 12 ottobre 2023
Il calore geotermico fa sciogliere i ghiacciai?
Nella confusione totale che impera da anni sui complessi motivi dei cambiamenti e dei disastri climatici, e che divide la comunità scientifica, soffermiamoci oggi sulla tesi poco diffusa del scioglimento dei ghiacciai dovuto alla fuoriuscita del magma dalle profondità oceaniche.
Ad oggi, la tesi più accreditata e propagandata è quella dell'aumento delle temperature causata dall'aumento di CO2 di origine antropica, cioè per colpa diretta dell'attività umana. E se i vulcani (sottomarini e non) si risvegliano nelle aree del mondo in cui attualmente convivono vulcani e ghiacciai, la causa è sempre da imputare al surriscaldamento globale: ancora colpa dell'uomo.
Considerando che le zone più colpite dallo scioglimento dei ghiacci (Groenlandia settentrionale e Islanda, e Antartide occidentale) si trovano esattamente sopra un poderoso sistemi vulcanici, varrebbe la pena indagare ulteriormente...
Infatti, sotto la Groenlandia, come sotto l'Antartide c'è un pennacchio del mantello, e i flussi geotermici provenienti dalle profondità causano la formazione dei laghi sub glaciali e quindi lo scioglimento dei ghiacciai (lo studio) ...
Considerando che le zone più colpite dallo scioglimento dei ghiacci (Groenlandia settentrionale e Islanda, e Antartide occidentale) si trovano esattamente sopra un poderoso sistemi vulcanici, varrebbe la pena indagare ulteriormente...
Infatti, sotto la Groenlandia, come sotto l'Antartide c'è un pennacchio del mantello, e i flussi geotermici provenienti dalle profondità causano la formazione dei laghi sub glaciali e quindi lo scioglimento dei ghiacciai (lo studio) ...
martedì 12 maggio 2020
Antiche conoscenze geografiche
di Mauro Paoletti
"Chiunque abbia costruito la grande piramide sapeva in che modo disegnare ottime carte celesti con cui calcolare la longitudine e tracciare carte geografiche, per affrontare qualsiasi viaggio attraverso continenti e oceani."
Così scrive Peter Tompkins nel libro "I segreti della grande piramide", Horizon 1971.
Sembra anche che ai tempi del Faraone Necao, navigatori egiziani abbiano doppiato il Capo di Buona Speranza e superato l'equatore. Lo proverebbe la frase: "perché il sole dava a Nord", riportata in alcuni documenti. A Venezia è conservato un planisfero del 1459 che raffigura il Capo di Buona Speranza scoperto da De Gama solo nel 1497 (1). Sul planisfero esiste un'annotazione in lingua fenicia riguardante le Isole di Capo Verde, di un viaggio effettuato nel 1420 e la raffigurazione di un vascello cinese.
Certamente le conoscenze geografiche dei popoli che ci hanno preceduto erano molto più vaste di quanto noi riteniamo; la spiegazione nell'esistenza di un'antica razza di navigatori che lasciò in eredità documenti, in seguito ricopiati dai loro successori in quanto ritenuti validi per affrontare viaggi sicuri.
Le famose "portolane", ossia carte di navigazione tracciate sulla base di esperienze dirette, disegnate da cartografi del tredicesimo secolo grazie all'aiuto della bussola, che rappresentavano solo zone delimitate e servivano alla navigazione in piccoli mari, dove, di solito si poteva avvistare la terra nell'arco delle ventiquattro ore. Usando la bussola si poteva seguire una rotta prestabilita, per questo tali carte si chiamavano anche "carte da bussola"...
Così scrive Peter Tompkins nel libro "I segreti della grande piramide", Horizon 1971.
Sembra anche che ai tempi del Faraone Necao, navigatori egiziani abbiano doppiato il Capo di Buona Speranza e superato l'equatore. Lo proverebbe la frase: "perché il sole dava a Nord", riportata in alcuni documenti. A Venezia è conservato un planisfero del 1459 che raffigura il Capo di Buona Speranza scoperto da De Gama solo nel 1497 (1). Sul planisfero esiste un'annotazione in lingua fenicia riguardante le Isole di Capo Verde, di un viaggio effettuato nel 1420 e la raffigurazione di un vascello cinese.
Certamente le conoscenze geografiche dei popoli che ci hanno preceduto erano molto più vaste di quanto noi riteniamo; la spiegazione nell'esistenza di un'antica razza di navigatori che lasciò in eredità documenti, in seguito ricopiati dai loro successori in quanto ritenuti validi per affrontare viaggi sicuri.
Le famose "portolane", ossia carte di navigazione tracciate sulla base di esperienze dirette, disegnate da cartografi del tredicesimo secolo grazie all'aiuto della bussola, che rappresentavano solo zone delimitate e servivano alla navigazione in piccoli mari, dove, di solito si poteva avvistare la terra nell'arco delle ventiquattro ore. Usando la bussola si poteva seguire una rotta prestabilita, per questo tali carte si chiamavano anche "carte da bussola"...
Etichette:
Antartide,
Antonio Zeno,
archeologia,
Atlantide,
Flavio Barbiero,
geografia,
Groenlandia,
Menzies,
Oronteus Fineo,
Palazzo Besta,
Piri Reis,
Platone,
Richard E. Byrd,
Toscanelli,
Venere,
Zheng He
Iscriviti a:
Post (Atom)


