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martedì 12 maggio 2020

Antiche conoscenze geografiche

di Mauro Paoletti

"Chiunque abbia costruito la grande piramide sapeva in che modo disegnare ottime carte celesti con cui calcolare la longitudine e tracciare carte geografiche, per affrontare qualsiasi viaggio attraverso continenti e oceani." 

Così scrive Peter Tompkins nel libro "I segreti della grande piramide", Horizon 1971.

Sembra anche che ai tempi del Faraone Necao, navigatori egiziani abbiano doppiato il Capo di Buona Speranza e superato l'equatore. Lo proverebbe la frase: "perché il sole dava a Nord", riportata in alcuni documenti. A Venezia è conservato un planisfero del 1459 che raffigura il Capo di Buona Speranza scoperto da De Gama solo nel 1497 (1). Sul planisfero esiste un'annotazione in lingua fenicia riguardante le Isole di Capo Verde, di un viaggio effettuato nel 1420 e la raffigurazione di un vascello cinese.

Certamente le conoscenze geografiche dei popoli che ci hanno preceduto erano molto più vaste di quanto noi riteniamo; la spiegazione nell'esistenza di un'antica razza di navigatori che lasciò in eredità documenti, in seguito ricopiati dai loro successori in quanto ritenuti validi per affrontare viaggi sicuri.

Le famose "portolane", ossia carte di navigazione tracciate sulla base di esperienze dirette, disegnate da cartografi del tredicesimo secolo grazie all'aiuto della bussola, che rappresentavano solo zone delimitate e servivano alla navigazione in piccoli mari, dove, di solito si poteva avvistare la terra nell'arco delle ventiquattro ore. Usando la bussola si poteva seguire una rotta prestabilita, per questo tali carte si chiamavano anche "carte da bussola"...