domenica 3 aprile 2016

La Teoria della Terra Cava

Giorgio Pastore (Dèi del Cielo, dèi della Terra - Eremon Edizioni.)

Un tempo, gli eschimesi venivano chiamati dagli scandinavi “trolls” in quanto, secondo le leggende, provenienti dall’interno della Terra, così come altri esseri fantastici, come fate e gnomi.
Gli stessi eschimesi affermano di esser giunti nelle loro terre odierne da un luogo lontano e sotterraneo. 

Anche altre popolazioni ammettono l’esistenza di un mondo sotterraneo, nascosto e non facilmente raggiungibile. Le popolazioni del Sud America ci parlano dell’Eldorado e le popolazioni asiatiche di Agarthi e Shamballah. Secondo queste leggende, comuni a molti popoli, c’erano una volta due grandi continenti, Atlantide e Mu che, per misteriose cause, vennero distrutte da un grande cataclisma. 

I superstiti si sarebbero divisi in diversi gruppi. Parte di questi avrebbero abitato le terre dell’Asia, dell’Europa e delle Americhe; altri, gli “eletti”, sarebbero scesi all’interno del pianeta ed avrebbero dato vita ad una civiltà nascosta ai nostri occhi, divisa tra altri due grandi continenti, Eldorado e Agarthi. Il primo accessibile dal Polo Sud, il secondo, dal Polo Nord...


Il primo scienziato ad affermare la probabile esistenza di un “vuoto” all’interno del pianeta fu Edmond Halley (1656-1742), il noto scopritore della omonima cometa. Secondo i suoi studi sull’elettromagnetismo terrestre, il pianeta Terra doveva essere cavo e, al suo interno, doveva trovarsi un altro globo incandescente, un nucleo capace, come un altro sole, di illuminare le terre interne.

A destra: una rielaborazione tridimensionale al computer della zona antartica, eseguita partendo da rilevamenti satellitari.

Importante, la testimonianza dell’ammiraglio Richard Evelyn Byrd che, tra le tante missioni da lui effettuate ai Poli, nel 1947 visse un’incredibile esperienza. Noi siamo venuti a conoscenza di ciò grazie al suo diario, tenuto nascosto anche alla sua famiglia fino al 1956, a poco prima della sua morte per via del segreto militare impostogli dal Governo americano un mese dopo l’accaduto, e poi reso pubblico, per suo stesso volere. Il 19 febbraio 1947, Byrd volava sul suo aereo sopra il Polo Sud, quando verso le 10 del mattino, dopo due ore che era in volo, avvista una terra verdeggiante e degli elefanti!

Successivamente, viene avvicinato da altri veicoli volanti non convenzionali che lo obbligano a scendere a terra. Byrd atterra e viene condotto al cospetto di una sorta di sovrano, all’interno di una grande città cristallina popolata da gente dalla pelle chiara e dall’accento tedesco. 

Questi, si definiscono “abitanti del mondo sotterraneo” e mettono in guardia Byrd sul futuro dell’umanità, di cui hanno iniziato maggiormente ad interessarsi dallo scoppio delle due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Il messaggio rivolto all’umanità è simile ad altri messaggi dati, in momenti differenti, da altri esseri, a contattisti e persone comuni. È un messaggio di pace e di protezione.

È un monito per il futuro dell’umanità che, se proseguirà per la strada intrapresa, andrà incontro alla sua stessa auto-distruzione, come accadde già in passato per le civiltà di Atlantide e di Mu, che adoperarono male la tecnologia data loro dai loro dei (extraterrestri e creatori dell’umanità). Per chi volesse approfondire, il diario “nascosto” di Byrd è oramai facilmente reperibile e consultabile.

Oggi, nell’era satellitare e del computer, sembra strano pensare che, se effettivamente prendessimo come buona l’ipotesi che vi siano delle aperture ai Poli, non le abbiano ancora scoperte. Ma ciò è dovuto al fatto che molti, a tal riguardo, tacciono. Tuttavia, le foto satellitari dei poli, dimostrerebbero questa realtà. È possibile vedere un’apertura circolare aprirsi e chiudersi periodicamente proprio al Polo Nord. La misteriosa ed affascinante aurora boreale, così, non sarebbe altro che il risultato della luce proveniente dal “sole interno” del pianeta che traspare all’esterno, formando un bellissimo gioco di luci. Infatti, entrando da una delle aperture del pianeta poste ai Poli, ci ritroveremmo, senza nemmeno accorgercene (per via della gravità, che ci farebbe rimanere incollati al suolo, anche durante l’entrata), all’interno del grembo terrestre, in un mondo del tutto simile al nostro di superficie, quindi, con laghi, fiumi, montagne e folta vegetazione. 

Qui, come già detto, dimorerebbero esseri più evoluti di noi, discendenti degli uomini che vissero su Atlantide e su Mu (o Lemuria). Oltre a questi due popoli, sarebbero presenti anche altre razze aliene, provenienti da altri pianeti, alcune presenti da poco tempo, altre abitanti della Terra da tempi immemorabili. La stessa mitica Eldorado, interamente realizzata in oro, esisterebbe da ancor prima della distruzione di Atlantide, fondata da esseri di cui si è perduta memoria. Non dobbiamo infatti dimenticare che la nostra storia conosciuta ricopre un arco di tempo di, al massimo, 5.000 anni. 


Secondo R. Bernard la superficie totale del globo rappresenta 510.106 Km quadri e il peso del globo è stimato in 6.10 alla 22 tonnellate.

Ora, se la Terra fosse piena e solida, essa dovrebbe pesare molto di più. Una parte del fuoco originale, come dei frammenti di materie incandescenti, formerebbero nel suo interiore cavo una sorta di “sole centrale”, capace di emettere della luce e di permettere lo sviluppo della vita animale e vegetale. Le aurore boreali sarebbero prodotte da questo sole, i cui raggi brillerebbero attraverso il “buco” polare.

Raymond Bernard si dedicò a confermare la testimonianza del contrammiraglio Richard E. Byrd, che scoprì queste aperture su una distanza totale di 6.400 km nell’Artico e nell’Antartico, ricollegandosi a dichiarazioni di altri esploratori prima di lui.
Secondo lui, l’ammiraglio Byrd aveva scoperto un “nuovo continente d’una superficie uguale, se non superiore, a quella dei nostri cinque continenti riuniti” e la sua scoperta venne “soffocata sul nascere e colpita da un “top secret” internazionale. Ogni novità importante sull’argomento fu accuratamente soppressa dalle Agenzie governative”, egli aggiunse. Il governo americano riuscì pure a camuffare la cosa sinché nel dicembre 1959 comparve l’opera “Worlds beyond the Poles” di Amedeo Giannini presso la Vantage Press di New York. Per un’oscura ragione il suo libro non ricevette la pubblicità che meritava e non raggiunse così il grande pubblico.

Fonte e articolo completo: www.liberamenteservo.it

Video: si tratta di un'animazione sulla teoria della Terra Cava e su un possibile modello geologico della Terra basato su informazioni disponibili e fuse insieme. E' soltanto un'ipotesi, non ci sono prove riguardo a questa teoria.



Numerosi articoli del blog sono dedicati a questo tema, eccone alcuni: 
Terra cava - le dichiarazioni del Col. Billie Faye Woodard

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