Dr. Jacques Mabit
TAKIWASI*, Centro di Riabilitazione di tossicodipendenti
e di ricerca delle Medicine Tradizionali
Tarapoto, PERU
8 marzo 1997
Pubblicato nella Rivista TAKIWASI, N° 5, pp 63-77, Tarapoto, PERU, 1997
La Marijuana (Cannabis sativa) è divenuta nei nostri giorni un tema costante di dibattito che ripropone
esattamente lo scontro tra i partigiani della liberalizzazione totale del consumo di sostanze psicoattive
da una parte e gli oppositori alla piena tolleranza dall'altra.
Queste due posizioni opposte ci portano a
dover scegliere quasi automaticamente tra due opzioni “chiuse”: la prima che si nasconde pudicamente
dietro il velo della tolleranza, della libertà e di un avvicinamento quasi “angelico” all'“erba”; la seconda
che demonizza qualsiasi cambiamento indotto degli stati di coscienza ed evoca inorridita le cifre
effettivamente agghiaccianti della tossicodipendenza nel mondo.
Chi prova a pronunciarsi su questo
tema rischia di essere preso o per un esecutore incaricato dall'“establishment” di difendere l'ordine
morale o per un irresponsabile nostalgico della fantasia hippy incapace di affrontare le sfide del mondo
moderno ...
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giovedì 12 aprile 2018
lunedì 22 agosto 2016
Il terzo occhio
Il terzo occhio dello sciamano
La ghiandola pineale viene detta “terzo occhio”, poiché secondo antiche credenze, una volta attivata, conferirebbe la vista interiore, cioè la capacità di accedere a poteri psichici ed a livelli elevati di conoscenza.
La ghiandola pineale o epifisi (dal greco epi-fysin, che significa al di sopra della natura) è una ghiandola endocrina situata nell’epitalamo, tra diencefalo e terzo ventricolo, attraverso il quale comunica con il liquor cerebro-spinale (o cefalo-rachidiano). Circondata dal sistema limbico, con la base collegata al talamo ottico, l’epifisi si trova tra i due emisferi, al centro del cervello.
Grande più o meno come una nocciola (diametro circa 10 mm, peso 150-200 mg), la pineale ha un colore rosso bruno ed una forma simile ad una pigna, da cui deriva la sua denominazione. È riccamente vascolarizzata, in quanto riceve il più abbondante flusso sanguigno di qualsiasi altra ghiandola del corpo.
Nella parte interiore sono presenti fotorecettori (bastoncelli) simili a quelli presenti nella retina. La pineale viene detta “terzo occhio” poiché, secondo antiche credenze, una volta attivata, conferirebbe la vista interiore, cioè la capacità di accedere a poteri psichici ed a livelli elevati di conoscenza. Infatti nell’antico Egitto l’occhio di Ra o occhio di Horus si identifica col terzo occhio presente, peraltro, anche nella banconota del dollaro americano. Tuttavia, in generale, l’epifisi è simbolicamente rappresentata presso varie culture come una pigna...
La ghiandola pineale o epifisi (dal greco epi-fysin, che significa al di sopra della natura) è una ghiandola endocrina situata nell’epitalamo, tra diencefalo e terzo ventricolo, attraverso il quale comunica con il liquor cerebro-spinale (o cefalo-rachidiano). Circondata dal sistema limbico, con la base collegata al talamo ottico, l’epifisi si trova tra i due emisferi, al centro del cervello.
Grande più o meno come una nocciola (diametro circa 10 mm, peso 150-200 mg), la pineale ha un colore rosso bruno ed una forma simile ad una pigna, da cui deriva la sua denominazione. È riccamente vascolarizzata, in quanto riceve il più abbondante flusso sanguigno di qualsiasi altra ghiandola del corpo.
Nella parte interiore sono presenti fotorecettori (bastoncelli) simili a quelli presenti nella retina. La pineale viene detta “terzo occhio” poiché, secondo antiche credenze, una volta attivata, conferirebbe la vista interiore, cioè la capacità di accedere a poteri psichici ed a livelli elevati di conoscenza. Infatti nell’antico Egitto l’occhio di Ra o occhio di Horus si identifica col terzo occhio presente, peraltro, anche nella banconota del dollaro americano. Tuttavia, in generale, l’epifisi è simbolicamente rappresentata presso varie culture come una pigna...
mercoledì 3 agosto 2016
Ayahuasca, DMT - di cosa si tratta?
E' da un po' che m'incuriosisce... Vediamo di scoprirne un po' di più su questa sostanza conosciuta da tempi immemori da sciamani e curanderi, e che sembra provocare un interesse crescente anche da noi..
Catherine
La dimetiltriptamina (DMT), è una triptamina endogena psichedelica, presente in molte piante e nel fluido cerebrospinaledegli esseri umani, sintetizzata per la prima volta nel 1931 dal chimico Richard Manske.
Catherine
La dimetiltriptamina (DMT), è una triptamina endogena psichedelica, presente in molte piante e nel fluido cerebrospinaledegli esseri umani, sintetizzata per la prima volta nel 1931 dal chimico Richard Manske.
La DMT è presente in alcune varietà di mimosa, acacia, virola, desmodium, graminacee della specie phalaris,anadenanthera e molte altre piante. L’estrazione è possibile con alcuni solventi quali alcool, gasolio, esano oppure perdistillazione. Nel bacino amazzonico alcuni popoli tribali hanno una tradizione di uso di piante contenenti DMT (utilizzando lalinfa degli alberi virola, parente della noce moscata, o i semi macinati e tostati di Anadenanthera peregrina, un enorme albero della famiglia delle Leguminose)....
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