mercoledì 3 agosto 2016

Ayahuasca, DMT - di cosa si tratta?

E' da un po' che m'incuriosisce... Vediamo di scoprirne un po' di più su questa sostanza conosciuta da tempi immemori da sciamani e curanderi, e che sembra provocare un interesse crescente anche da noi..
Catherine


La dimetiltriptamina (DMT), è una triptamina endogena psichedelica, presente in molte piante e nel fluido cerebrospinaledegli esseri umani, sintetizzata per la prima volta nel 1931 dal chimico Richard Manske.

La DMT è presente in alcune varietà di mimosa, acacia, virola, desmodium, graminacee della specie phalaris,anadenanthera e molte altre piante. L’estrazione è possibile con alcuni solventi quali alcool, gasolio, esano oppure perdistillazione. Nel bacino amazzonico alcuni popoli tribali hanno una tradizione di uso di piante contenenti DMT (utilizzando lalinfa degli alberi virola, parente della noce moscata, o i semi macinati e tostati di Anadenanthera peregrina, un enorme albero della famiglia delle Leguminose)....


Effetti
Aumento della pressione sanguigna e del battito cardiaco, dilatazione delle pupille. L’immergersi in mondi molto bizzarri, la separazione di corpo e mente, la dissoluzione dell’io e una sensazione di unione con il tutto sono la regola; esperienze di stati pre-morte sono pure frequenti. Dopo circa 10 minuti il senso di ebbrezza comincia a ridursi, riecheggiando piacevolmente ancora per circa 30-60 minuti.
Inizio degli effetti: fumato, dopo un paio di secondi.

Rischi ed effetti collaterali
Il DMT sembra essere appropriato durante le meditazioni rituali, ma non come droga da party!
Provoca spesso perdite di autocontrollo, nonché nausea e vomito. Altri effetti collaterali sono l’aumento della frequenza cardiaca, un leggero acceleramento della respirazione, un aumento della pressione sanguigna, la dilatazione delle pupille, un aumento della salivazione, tremito, agitazione e mal di testa, come pure disturbi motori.
I pericoli del DMT sono soprattutto di natura psichica. Stati di angoscia e brutti trip sono possibili. Il forte cambiamento di percezione e la dissoluzione dell’identità personale possono essere vissuti in modo traumatico da alcuni consumatori.
Sono possibili disturbi permanenti della percezione di sé e della realtà. Eventuali psicosi latenti (preesistenti ma nascoste) possono riaffiorare.


Viaggio nei reami del Multiverso

Una ricerca sulla tecnologia “spirituale” endogena in grado di mettere l’uomo in contatto con altri piani di esistenza

di Enrica Perucchietti

«Quando fumi DMT ti ritrovi dentro quei dischi volanti per cui va pazza tutta questa gente disorientata. Solo che ti ci ritrovi grazie a un atto compiuto volontariamente, cioè grazie alla ripetibilità. E dopo aver trascorso tre minuti circa in mezzo a macchine elfiche in continuo mutamento, vieni ridepositato nel tuo appartamento quasi senza recare segni dell'avventura. Ora, perché non diamo questa roba ai personaggi di spicco della comunità ufologica o a chiunque abbia un interesse in fenomeni psicologici inconsueti e nel paranormale...? » L'etnobotanico Terence McKenna raccontava così, in un convegno tenutosi a New York nel 1993, le sue esperienze sotto DMT (dimetiltriptamina), invitando i ricercatori di ufologia a testare la sostanza per comprendere la vera origine del fenomeno UFO. Questa sostanza psicotropa gli permise infatti di viaggiare, quale novello sciamano, attraverso «numerosi reami, alcuni bellissimi, altri magici, e altri ancora terrificanti».

Se le visioni esperite da McKenna sotto DMT ricalcano il modello tipico delle esperienze indotte da sostanze psicotrope (espansione della coscienza, viaggio nel tempo, immedesimazione in altre persone, animali, oggetti, incontri con esseri fatati o addirittura “alieni”), tali visioni hanno però una natura e un'origine diversa: la dimetiltriptamina, infatti, non è solo il principio attivo della bevanda sacra degli sciamani andini, l'ayahuasca. 
Non è solo presente in alcune varietà di mimosa, acacia, virola, desmodium, graminacee della specie phalaris, anadenanthera e molte altre piante.
Essa è infatti anche presente all'interno del fluido cerebrospinale dell'uomo.

La DMT, in conclusione, non è una semplice sostanza allucinogena, ma un ormone all'apparenza simile alla serotonina che, secreto dall'organismo umano, induce spontaneamente a uno stato alterato di coscienza.

L'uomo, cioè, è dotato di natura, biologicamente, di questa sostanza psicotropa quasi fosse una tecnologia “spirituale” in grado di metterlo in contatto istantaneo con altri piani di esistenza, quegli stessi reami in cui è solito viaggiare lo sciamano. Perché?

Una chiave d'accesso al multiverso

Come dimostro nel saggio Il Fattore Oz. Alieni, sciamanesimo e multidimensionalità (2012, Xpublishing), la DMT endogena (secreta cioè dall'organismo umano) sembra essere la chiave d'accesso per sollevare il Velo di Maya, penetrare istantaneamente nel Regno del Sogno (ovvero le dimensioni normalmente esperite dagli sciamani) e viaggiare per i reami del multiverso. Questi “viaggi” non sarebbero però da confondere con i soliti “trip” indotti da allucinogeni, ma la loro natura potrebbe andare ben oltre la semplice allucinazione. Non a caso gli psichiatri e i neuroscienziati, che l'hanno testata in laboratorio con somministrazione esogena controllata e ancora oggi la stanno studiando, sono concordi nel chiarire che sotto DMT la realtà che si manifesta ai volontari in stato alterato di coscienza appare «più reale della realtà stessa». La DMT, con impatto straordinario, improvviso e violento, catapulta la coscienza in una dimensione altra, aliena appunto, che coesiste da sempre con la nostra, ma che in stato ordinario non può essere percepita.

Ora, con ciò non si vuole certo invitare la popolazione a fumare DMT per verificare i suoi effetti, semmai concentrare le ricerche di laboratorio su questa sostanza che, oltre a essere presente in natura al di fuori dell'uomo, è anche presente all'interno dell'uomo. In particolare in una limitata percentuale della popolazione che, stando alle ricerche dei neuroscienziati, secernerebbe DMT in quantità superiore alla media. Questa percentuale potrebbe chiarire a livello chimico, biologico, le potenzialità dei cosiddetti medium e addotti...
(Continua qui: www.shan-newspaper.com)


Ayahuasca

La storia dell’Ayahuasca nasce nelle foreste amazzoniche del Brasile ed ha una tradizione millenaria: dapprima come pianta medicinale poi fondamentale bevanda sacra per creare lo stato allucinatorio nei riti sciamanici per la visione e la comunicazione con il divino. Perfino l’ex ministro della cultura brasiliana, il cantautore Gilberto Gil, la definì “una birra allucinogena”che consiste un vero e proprio trip interiore, fatto di visioni e allucinazioni, anche se scientificamente non risulta essere propriamente una droga. 

L’effetto extrasensoriale della miscela è provocato dalla DMT, la Dimetiltriptamina, alcaloide presente in piante e funghi. Una sostanza che è presente anche naturalmente nel cervello umano, prodotta dalla ghiandola pineale e secreta spontaneamente, specie durante la fase REM del sonno. L’effetto allucinatorio della DMT varia soprattutto rispetto al suo uso: se fumata dura per pochi minuti, se bevuta può arrivare fino alle tre ore.
(Fonte: www.ilfattoquotidiano.it)


Non è chiaro chi abbia introdotto questa sostanza nel mondo “civilizzato”, ma si tratta comunque di una droga 
dispendiosa quanto ricercata. 

Ingredienti principali sono liane selvatiche e foglie di un particolare arbusto caratteristico dell’Amazzonia e delle Ande: la Psychotria Viridis. 
Queste piante vengono scelte perché contengono DMT, sostanza che imita la funzione del neurotrasmettitore serotonina, importante per la regolazione dell’umore. Alla DMT viene unita una pianta contenente l’elemento capace di inibire la capacità del corpo umano di contrastare gli effetti del principio attivo. Se non si aggiungesse tale componente alla DMT, questa non avrebbe l’effetto allucinogeno su chi ne fa uso, perché il corpo potrebbe contrastarne efficientemente gli effetti. Le piante vanno bollite insieme per diversi giorni e sottoposte ad altre fasi della preparazione dell’Ayahuasca, che resta un procedimento complicato per chi sceglie di produrre da sé questa droga.

Infatti, a tal proposito, molti scienziati si sono interrogati su come gli indigeni amazzoni abbiano potuto venire a conoscenza della giusta combinazione degli ingredienti sopra citati, senza avere alcuna nozione della chimica e della biologia più basilari. Alcuni studiosi, addirittura, si sono concessi il beneficio del dubbio, supponendo che la risposta a tale dilemma stia in un’entità superiore, come quelle che gli stessi popoli tribali veneravano durante il rito propiziatorio. Dal loro canto, gli sciamani che hanno imparato l’utilizzo giustodelle componenti dell’Ayahuasca hanno raccontato agli esperti di aver ricevuto consigli dagli spiriti delle piante stesse, per capire come combinarle. Lo sciamano Kgao Temi ha persino dichiarato: “La gente del passato può venire da te. Ti insegnano cose e ti danno maggiore potenza. Parlano con te, veramente. Ti spiegano della danza. Ti insegnano anche l’uso delle piante.”

Non è chiara, dunque, la natura del rito preparatorio dell’Ayahusca, ma questa sostanza allucinogena è entrata nell’uso di molte culture negli Stati Uniti ed in Europa. Alcuni lo definiscono già un “hobby per hippie” che solo i più facoltosi possono permettersi, ma l’assunzione di questa droga non è affatto immediato. Infatti, molti parlano di veri e propri riti mistici allestiti in salotti di gusto raffinato, dove molti borghesi si riuniscono e vengono sottoposti all’atmosfera che meglio si confa all’occasione. Musica tipica delle popolazioni indigene, versi di animali selvaggi e luci soffuse sono l’introduzione più comune al “rito”. Una piccola coppa di Ayahuasca viene fornita agli ospiti della seduta, con tanto di secchio al lato, dopo di che la festa può avere inizio.
(Fonte: www.vnews24.it)

Curioso infatti è che proprio in Brasile, il luogo dove l’Ayahuasca è usata in quantità massicce in parecchi riti di dottrine sincretiste, venga perfino ritenuta un toccasana per curare alcolismo e tossicodipendenza, ma anche numerosi disturbi mentali come depressione, autismo e schizofrenia. Tanto che l’utilizzo è legalizzato dallo stato brasiliano per scopo religioso fin dal 1986 e nel 2008 sempre il ministro Gil ne ha avviato il processo di riconoscimento nei rituali religiosi come un patrimonio della cultura brasiliana. 
Sempre dall’articolo del Daily Mail vengono comunque presi in esame diverse testimonianze provenienti proprio da chi ha fatto parte di sette religiose dedite all’uso di Ayahuasca. I racconti di familiari sconvolti di fronte a giovani vittime di deliri e relativi suicidi, come di ragazzi che hanno subito danni permanenti come la schizofrenia. Lo psichiatra Ronaldo Laranjeira, dell’Università di San Paolo, ritiene che l’Ayahuasca sia così pericolosa da dover essere vietata, anche a scapito della libertà religiosa: “Si tratta di un farmaco con effetti allucinogeni, che altera profondamente le sostanze chimiche del cervello di chi la consuma. 

Ricordiamoci che anche i bambini, secondo la legge la potrebbero prendere”. In Italia dove ancora non si parla della diffusione della sostanza, la DMT è inserita nell’elenco delle sostanze stupefacenti. Ci sono però numerose sentenze della Cassazione, come scritto nelle pagine web delle news di Yahoo, dove si stabilisce che la sostanza non può essere paragonata alle altre droghe vietate nel nostro paese in quanto non “può considerarsi sostanza drogante poiché derivata in maniera naturale da piante presenti in natura nella foresta amazzonica e non prodotta da elaborazione o sintesi umana volta a potenziarne gli effetti”.


2 commenti:

  1. l'ayahuasca non è una droga, e non provoca allucinazioni. Quante inesattezze. D'altronde con le fonti che citi non mi stupisco di leggere un articolo così superficiale

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    1. Come scrivo nella premessa, io sono soltanto curiosa, e ben vengano ulteriori fonti! Se ne ha da propormi le leggerò ben volentieri. Grazie ^_^

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