mercoledì 12 agosto 2026

L'elemento fondamentale da cui tutto ha avuto inizio

 

Per secoli il pensiero umano si è diviso in due grandi schieramenti apparentemente inconciliabili. 

Da una parte il materialismo, secondo cui tutto ciò che esiste deriva dalla materia e dalle sue trasformazioni, dall'altra lo spiritualismo, secondo cui il fondamento della realtà è lo spirito, la mente o Dio.

Le due posizioni hanno combattuto per millenni, accumulando argomenti, confutazioni, sistemi filosofici e teologici. 

Eppure entrambe, forse senza accorgersene, condividono lo stesso presupposto fondamentale.. immaginano il principio originario dell'esistenza come qualcosa...


Per il materialista quel qualcosa è la materia. Per lo spiritualista è lo spirito. 

Cambiano i nomi, cambiano le proprietà, ma la struttura logica rimane identica.
In entrambi i casi il fondamento viene trasformato in un oggetto del pensiero, in un'entità dotata di caratteristiche, collocabile concettualmente di fronte a un soggetto che la osserva e la definisce.

È qui che nasce l'equivoco. L'Essere non è una cosa tra le cose, non è la più grande delle realtà, né la più potente, né la più sottile. Non appartiene all'universo così come una stella, una particella o un'anima appartengono all'universo.
L'Essere è ciò grazie a cui qualunque cosa può essere detta esistente. È il presupposto silenzioso che rende possibile sia la materia sia l'idea di spirito.

Per questo motivo ogni tentativo di definirlo lo tradisce. 

Definire significa delimitare, distinguere, separare. Ma ciò che rende possibile ogni distinzione non può essere distinto da altro senza cessare di essere il fondamento di tutte le distinzioni.

La mente, tuttavia, non conosce altro modo di operare. Essa vive di differenze, confronti, classificazioni. Per comprendere una cosa deve separarla dal resto.
È una funzione preziosa, indispensabile per la sopravvivenza, per la scienza, per la tecnica e per il linguaggio stesso. Ma proprio questa capacità diventa il suo limite quando tenta di comprendere il principio da cui essa stessa nasce.
È come se una singola onda pretendesse di spiegare l'oceano misurando esclusivamente la propria altezza.
Tutto ciò che potrà descrivere sarà una particolare configurazione dell'acqua, mai l'acqua in quanto tale.

Così la mente osserva incessantemente contenuti, pensieri, emozioni, ricordi, immagini, formule, simboli, teorie. Persino quando riflette su Dio o sull'infinito continua a produrre rappresentazioni mentali. 
Ma nessuna rappresentazione coincide con ciò che rappresenta.
Una mappa non è il territorio. La parola "acqua" non disseta. Il concetto di infinito non è l'infinito. Allo stesso modo, l'idea dell'Essere non è l'Essere.
Da qui nasce uno degli errori più sottili della storia del pensiero, quello di confondere il concetto con la realtà.

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